Lisbona è troppo infighettita?! Kunsthalle Lissabon invita i romani di Cura.

L’istituzione portoghese festeggia i 10 anni chiudendo lo spazio e affidandolo a quattro partner internazionali. Tra questi ci sono gli italiani Cura. che propongono la mostra di Athena Papadopoulos

Athena Papadopoulos Holy Toledo, Takotsubo!, 2019 Vista da exposição com A Cuckoo Sidepain that gets Worse Knot Better (2018), Do Do DoDo Big Bird (2018) e Sitting Do Do Duck (2018) Foto: Bruno Lopes
Athena Papadopoulos Holy Toledo, Takotsubo!, 2019 Vista da exposição com A Cuckoo Sidepain that gets Worse Knot Better (2018), Do Do DoDo Big Bird (2018) e Sitting Do Do Duck (2018) Foto: Bruno Lopes

Rivista, hub culturale internazionale, progetto curatoriale. Stiamo parlando di Cura., progetto fondato a Roma nel 2009 da Andrea Baccin e Ilaria Marotta, anche come iniziativa editoriale (fa parte delle sue molteplici declinazioni l’omonimo magazine e casa editrice). Nel 2012 l’inaugurazione di Basement, lo spazio espositivo nella Capitale, nel 2018 l’opening di Kura, la project space negli ambienti della Fonderia Artistica Battaglia, in Via Oslava 17, nella nuova collocazione di Lambrate.

CURA. A LISBONA

Ad un anno da questo evento un nuovo tassello si aggiunge ed è in collaborazione con la Kunsthalle Lissabon di Lisbona: i curatori italiani sono stati invitati ad appropriarsi con il proprio lavoro e la propria pratica dell’istituzione portoghese, occupandone gli spazi, l’identità e la programmazione, e presentando una mostra in prosecuzione con l’attività che si svolge regolarmente da Basement. L’esperimento, cominciato a maggio 2019 (in corso fino al 16 agosto), ha coinvolto nella prima mostra personale in Portogallo l’artista canadese residente a Londra Athena Papadopoulos (Toronto, 1988). 

LE RAGIONI DELLA PARTNERSHIP

Il 2019 segna un momento importante per la Kusthalle Lissabon che compie infatti 10 anni di vita. 10 anni però in cui tutto il contesto circostante è cambiato: da qui la decisione del team di fare qualcosa di veramente audace. A fronte di “una gentrificazione aggressiva”, che rende estremamente difficile portare avanti un’attività di ricerca e di sperimentazione in un piccolo contesto, “abbiamo deciso”, scrivono gli organizzatori sul loro sito “di celebrare l’occasione non organizzando una festa di proporzioni epiche o scrivendo un manifesto su quanto sia difficile gestire una piccola istituzione d’arte contemporanea. Abbiamo deciso di festeggiare semplicemente scomparendo dal panorama culturale della città. Fermarsi a riflettere. La Lisbona favorevole all’apparizione della Kunsthalle Lissabon nel 2009 ha ben poco in comune con la Lisbona borghese e turistica del 2019. Difficilmente sarà possibile iniziare oggi come abbiamo fatto nel 2009. Vogliamo riflettere sulla responsabilità che abbiamo in questo processo e vogliamo anche riflettere sul ruolo critico che possiamo avere nel pensare ad altri modi di immaginare la posizione che l’arte contemporanea occupa in queste circostanze”. Con queste premesse hanno dunque affidato a 4 partner internazionali come Cura. lo spazio espositivo e tutto ciò che lo riguarda, fornendo loro la possibilità di aprire a Lisbona una propria versione popup.

HOLY TOLEDO: LA VERSIONE DI CURA

Intitolata Holy Toledo, Takotsubo!, con un gioco di parole che mette insieme svariate sensazioni (amore, paura, esperienza del trauma), accostate all’idea del viaggio, la mostra della Papadopoulos si articola in cinque momenti. Abiti (spesso da sposa) galleggianti, installazioni spettrali, fusioni di oggetti, ambienti crisalidei, si fondono in un setting teatrale che avvolge lo spettatore in una atmosfera scenografica a volte inquietante, a volte dialogante. Il tutto è accentuato dai giochi di luce e dalle presenze che fuoriescono dai crateri che l’artista ha applicato nei suoi oggetti scultoreo-pittorici. La mostra è accompagnata dalla composizione sonora Funeral For a Friend (3’46’’- 2019) realizzata in collaborazione con HP Parmley: il sottofondo agisce come colonna sonora cinematografica, accompagna il visitatore nell’esperienza della mostra, influendo notevolmente sulle emozioni che essa suscita. Ecco le immagini.

Santa Nastro

Kunsthalle Lissabon
José Sobral Cid 9E,
Lisbona, Portogallo
www.kunsthalle-lissabon.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.