Dalla materia all’idea. Chiara Dynys a Milano

BABS Art Gallery, Milano – fino al 6 settembre 2019. Il legame creativo fra l’arte di Chiara Dynys e l’universo dei gioielli è al centro della mostra nella sede milanese.

Gioielli e sculture, un dialogo che s’intreccia strettamente nell’opera di Chiara Dynys (Mantova, 1958), cui l’attenzione espositiva riserva oggi un interesse molto vivo. Sue mostre sono infatti in corso a Venezia e a Roma. A Milano, sua città di elezione, presso BABS Art Gallery l’accento si pone invece su una quindicina di gioielli in oro, argento, bronzo, smalti e pietre ‒ pezzi unici e limited edition ‒ che dalle opere plastiche prendono origine e, insieme, prescindono.
I preziosi qui esposti sprigionano riflessi aurei come i polittici presentati al Museo Correr, dove le cornici dorate racchiudono foto di cruda ma poetica attualità. Il linguaggio espresso da Dynys nell’oreficeria, ambito cui si avvicinò nel 2017, non si rivela molto difforme da quello scultoreo, anche perché condensa con particolare evidenza le tematiche proprie della ricerca dell’artista: la condizione umana rapportata alla dimensione cosmica (Vega), la conciliazione degli opposti (Love-Hate), la sofferenza sublimata nell’iconicità segnica (San Sebastiano o Gabbia). E qui, nella rassegna milanese, i gioielli si “specchiano” direttamente nelle sculture, genesi dei loro percorsi concettuali.

Alessandra Quattordio

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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.