Piantare sculture. Davide Dormino al giardino La Serpara di Viterbo

Marco Trulli, presidente dell'Associazione culturale La Serpara, descrive l’intervento di Davide Dormino nell’omonimo giardino voluto da Paul Wiedmer a Civitella d'Agliano, in provincia di Viterbo.

In una valle nascosta nelle pieghe del paesaggio dell’Alto Lazio, proprio ai limiti di un confine paesaggistico e culturale segnato dal Tevere tra Lazio e Umbria, lo scultore svizzero Paul Wiedmer ha inteso realizzare la sua opera totale, in cui far coesistere opere e piante, il giardino La Serpara.
Ogni anno al giardino vengono invitati artisti a installare ‒ o meglio “piantare” ‒ nuove sculture, grazie all’accurata mediazione di Wiedmer e della sua famiglia con il luogo. Dal 1997 a oggi, più di trenta artisti da tutto il mondo hanno realizzato opere di natura eterogenea, dalla scultura all’installazione, dal fumetto alla Land Art, all’interno di un impianto dettato dalla visione personale dell’artista che concepisce il giardino come una sorta di orto botanico di piante e sculture.

DAVIDE DORMINO

Quest’anno La Serpara ha invitato Davide Dormino (Udine, 1973) a realizzare una scultura nella valle, all’interno di un percorso già molto denso di opere, piante, relazioni e storie. Dormino presenta al giardino una nuova opera pensata appositamente per il contesto ambientale: Poltergeist. L’opera è una visione che l’artista ha ideato di getto al primo approccio con il luogo. Un segno di collegamento tra cielo e terra, un chiaro riferimento alla Colonna infinita di Brâncuși che si articola secondo una sequenza di sette chiodi piantati l’uno sull’altro, in apparente equilibrio precario. L’artista ama ripetere che il chiodo “ha una funzione metaoperativa, di per sé non serve a nulla se non per tenere insieme le cose”, per cui è un nesso funzionale che permette la costruzione, l’assemblamento o l’unione di elementi di natura diversa. Il chiodo, già presente in altri modi nel lavoro dell’artista, viene stavolta utilizzato come elemento modulare disposto in maniera verticale, secondo un vettore ascendente che sfida la forza di gravità e che si manifesta come scenario anomalo e improvviso, proprio come in una sorta di effetto Poltergeist. In questo senso, l’intervento di Dormino tende a costruire un tentativo paradossale che riassume la sua continua ricerca di definire, attraverso la scultura, il disvelamento di potenzialità dell’immaginazione e del coraggio, di osare oltre ciò che sembra apparentemente immaginabile.

Davide Dormino, Poltergesist, 2019

Davide Dormino, Poltergesist, 2019

SCULTURA E GRAVITÀ

La scultura diventa quindi elemento di congiunzione tra possibile e impossibile, proiezione personale e via di fuga dalle condizioni dell’esistente. Se la Colonna infinita di Brancusi è definibile come un pilastro celeste, una forma modulare ripetibile all’infinito, Poltergeist, invece, è un segno celeste conficcato nel terreno, la materia che trascende e si libra, in equilibrio tra leggerezza dello slancio e memoria del metallo. Nelle forze contrapposte dell’equilibrio e della precarietà, dei pesi e dei movimenti dei chiodi risiede tutta la sfida immaginativa della poetica dell’artista. La resistenza alla gravità diventa moto interiore della scultura, pathos della forma.
Ancora un segno, una scultura che apre nuovi scenari al viaggio che il giardino La Serpara offre ai suoi visitatori, all’itinerario che ognuno sceglie di fare addentrandosi nel micro-mondo ideato da Paul Wiedmer, in cui ogni angolo è un nuovo testo, una nuova pagina, un nuovo sguardo sul mondo.

Marco Trulli

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Marco Trulli

Marco Trulli

Operatore culturale e curatore. È ideatore e co-curatore di Cantieri d’Arte, piattaforma di arte pubblica cha ha realizzato, negli anni, numerosi progetti site specific nella città di Viterbo. Attualmente cura La Ville Ouverte, programma internazionale di azioni di arti pubbliche…

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