“Con l’arte si mangia”, il progetto di Loredana Longo tra gastronomia e performing art

Il primo appuntamento si chiamerà F as Fire e vedrà l’artista siciliana collaborare con lo chef Lillo Frigoli in una cena-happening di quattro portate. L’ingrediente principale? Il fuoco

Loredana Longo, Explosion#15
Loredana Longo, Explosion#15

L’avevamo vista recentemente nell’ambito dell’artweek milanese intorno alla fiera miart con una performance alle Officine Saffi. L’11 giugno, l’artista Loredana Longo (1967) torna con una cena-happening nello spazio Workness intitolato F as Fire. L’appuntamento rientra all’interno del progetto Con l’arte si mangia, curato da Giusi Affronti e già sperimentato a Palermo nel 2017, all’interno della galleria Nuvole. Basato su “l’eccezionalità dell’esperienza”, coinvolge un numero limitato di commensali, che vengono condotti dall’artista attraverso un percorso di “preparazione” e “consumo” dell’arte composto da quattro portate (con nomi a tema, tra cui “code rosse tra le nebbie di mare” e “sciara nera fondente e lava di bosco”). Il menù, nato da un brainstorming tra lo chef Lillo Frigoli e Loredana Longo, è basato su un ingrediente principale: il fuoco.

Loredana Longo, Explosion8 sweets, 2006_Courtesy Francesco Pantaleone, Palermo Milano
Loredana Longo, Explosion8 sweets, 2006_Courtesy Francesco Pantaleone, Palermo Milano

LOREDANA LONGO

La pratica artistica di Loredana Longo deriva da un’estetica della distruzione, ovvero un processo creativo che spesso si avvale del fuoco per giungere alla forma finale dell’opera o per interpretare una performance” ci racconta la curatrice Giusi Affronti, che ha scelto come nome del progetto la tristemente nota frase pronunciata dall’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel 2010, per l’appunto “Con la cultura non si mangia”. E aggiunge: “il fuoco è ingrediente fondamentale nella cucina e a questo elemento è ispirato il menù del primo episodio milanese di CON L’ARTE SI MANGIA. L’elemento fuoco è variamente declinato: dal flambè all’affumicato nei piatti dello chef Lillo Frigoli e dalla casualità della bruciatura a quella della distruzione nell’azione installativa e performativa dell’artista”.

“F AS FIRE”: UNA CENA PERFORMATIVA

Cosa succederà, quindi, durante questo momento conviviale e performativo orchestrato dall’artista? “Loredana Longo fabbrica una scena che intende minare gli stereotipi tradizionali all’interno di un luogo domestico”, continua a raccontare la curatrice. “L’artista siciliana è regista della cena e autrice, in quanto padrona di casa, dell’allestimento della mise en place della tavola: stoffa bruciata e candele a fusto lungo, per evocarne le principali suggestioni. La cena, all’interno della galleria/casa, è interrotta da un accadimento-attentato che si abbatte nel momento più imprevedibile. Non posso svelare di più riguardo all’azione performativa fino al suo accadimento, poiché la finalità precipua di Con l’Arte si Mangia si compie nella sua flagranza, nella partecipazione: “flesh and blood”. Con l’Arte si Mangia è un progetto che consta di pochi, essenziali, ingredienti, declinabili a seconda della ricerca dell’artista invitato e del suo dialogo con lo chef selezionato. È in via di definizione un ciclo di incontri di questo tipo presso Workness. Verrà inoltre programmata una serie di azioni itineranti.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.