Cos’è un artista per lo Stato? 6 esempi all’estero

La nostra ricognizione sulla vita degli artisti guarda oltreconfine, analizzando le forme di sostentamento previste da sei nazioni. Fra Europa e oltreoceano.

1. USA

Patrocinatore per eccellenza è la NEA – National Endowment for the Arts, un’agenzia indipendente del governo che si occupa, fra le altre cose, della promozione e finanziamento dei progetti artistici più innovativi.
Per chi invece preferisce lavorare da solo, vi è la possibilità di applicare le agevolazioni della recente disciplina tributaria a favore delle cosiddette società trasparenti: dal 2018, infatti, alle pass-through entities è consentito dedurre il 20% del proprio reddito d’impresa (esclusi eventuali capital gain). Gli artisti possono essere considerati pass-through entities se, in quanto lavoratori autonomi, redigono il bilancio della propria attività utilizzando la cosiddetta Schedule C. Una pass-through entity non è altro che una società soggetta a un particolare regime tributario, che ha il beneficio di eliminare alla radice il problema della doppia tassazione, imputando i redditi imponibili direttamente in capo ai proprietari.

2. IRLANDA

Grazie alla cosiddetta Artist’s Exemption è possibile escludere dalla tassazione i redditi in capo a scrittori, pittori, compositori e scultori in determinate circostanze. Innanzitutto è necessario che l’artista sia residente in uno stato UE o EEA. L’opera d’arte poi deve avere due caratteristiche: deve essere originale e creativa e deve avere un merito culturale ovvero artistico. Il prodotto artistico deve essere considerato un’entità indipendente, non strumentale, oltre che unico. Il reddito è considerato esente da tassazione per un massimo di 50.000 euro e riguarda solamente l’applicazione (o meglio, la non applicazione) dell’imposta sul reddito d’impresa. Sono compresi nel reddito esentabile la vendita delle opere e le royalties, nonché le borse di studio dell’Arts Council erogate direttamente all’artista e le annualità (per un periodo massimo di cinque anni) concesse, sempre dall’Arts Council, ai membri dell’Aosdàna.
L’Arts Coucil è l’agenzia governativa che supporta gli artisti contemporanei. È uno dei principali finanziatori del VAI – Visual Artists of Ireland, il maggior corpo rappresentativo dei visual artist, che li sostiene in ogni fase della loro carriera.

3. REGNO UNITO

Accanto a un fervente impegno privato volto alla valorizzazione dell’arte contemporanea operano enti governativi e istituzionali come l’Art Council England e l’Art Council Scotland, nei cui programmi è compresa l’assegnazione di premi. Ad esempio il Grant for the Arts, che permette ad artisti e organizzazioni di richiedere fondi fino a 100.000 sterline per lo sviluppo e l’implementazione di progetti. I fondi possono essere richiesti online direttamente sul sito ufficiale dell’ente pubblico.

4. FRANCIA

Il Ministero della Cultura e della Comunicazione francese si occupa di finanziare per lo più progetti e centri d’arte contemporanea. A diretto sostegno degli artisti vi è invece l’Institut Français. Tra le varie attività svolte dall’ente a favore e a sostegno della cultura vi è la promozione degli artisti emergenti, consentendo loro di esporre le proprie opere all’interno di istituzioni riconosciute. Inoltre, lo stesso istituto offre e propone programmi di residenza per artisti francesi e non che vivono sul territorio nazionale.

5. GERMANIA

Nel Paese sono previste diverse modalità di sostentamento e agevolazione per gli artisti che svolgano la professione in modo abituale. Grazie alla KSS – Kunstlersocialkasse, agli artisti-lavoratori autonomi che esercitano la professione in modo abituale e che si mantengono con il proprio lavoro è concesso uno sconto del 50% sul pagamento della fee assicurativa, che viene corrisposta dallo Stato. Per poter godere di tale beneficio è necessario avere un reddito di almeno 3.900 euro annui, salvo per i giovani professionisti, per i quali non è previsto un reddito minimo nei primi tre anni. In ogni caso, lungo un arco di tempo di sei anni, è consentito scendere al di sotto del livello di reddito minimo due volte. Gli artisti possono inoltre candidarsi per l’assegnazione delle borse di studio loro concesse su scala nazionale o giovare di fondi messi a disposizione dai distretti di Berlino ovvero dalla Cancelleria del Senato, in particolare il dipartimento che si occupa di Affari Culturali per l’implementazione di progetti di promozione e a sostegno dell’arte contemporanea. La Cancelleria del Senato permette agli artisti che vivono e lavorano a Berlino di ricevere uno stipendio per la ricerca o per un progetto per un periodo di tempo determinato.

6. NORVEGIA

In Norvegia lo Stato la fa da padrone, nell’accezione positiva del termine. Interviene direttamente come garante del benessere dei suoi cittadini in molti ambiti, come quello sanitario e previdenziale, oppure come difensore dei diritti umani, ad esempio il diritto all’istruzione gratuita. In un contesto del genere non può mancare l’intervento a sostegno dell’arte contemporanea.
L’ente governativo Art Council Norway, oltre a finanziare gli artisti impegnati in progetti meritevoli, eroga un vero e proprio stipendio (per un arco di tempo che può andare da uno a dieci anni) a molti artisti che operano sul territorio nazionale, i quali sono trattati al pari di ogni altro impiegato statale. E per ogni classe di dipendenti degna di questo nome esiste un sindacato che si batte per il rispetto dei loro diritti: in tale veste ha sede a Oslo la UKS – Young Artist Society.

Claudia Vicari

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48

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