Parasol Unit foundation sbarca a Venezia: 9 artisti iraniani a Palazzo Pisani

La fondazione no profit londinese decide di festeggiare il quindicesimo anno dalla sua nascita con una mostra allestita in una cornice storica, quella del Conservatorio Benedetto Marcello

THE SPARK IS YOU: Parasol unit in Venice Installation view at Conservatorio di Musica Benedetto Marcello, Venice, 2019. Courtesy of the artist and Parasol unit. Photography by Francesco Allegretto
THE SPARK IS YOU: Parasol unit in Venice Installation view at Conservatorio di Musica Benedetto Marcello, Venice, 2019. Courtesy of the artist and Parasol unit. Photography by Francesco Allegretto

A Venezia, oltre alla Biennale Arte 2019, è da tenere d’occhio anche il programma di eventi collaterali che creano un circuito interessante attorno alla manifestazione. Tra questi, rientra anche una fondazione londinese che ha deciso di festeggiare i quindici anni di attività nella laguna veneziana, portando artisti internazionali in una location storica. Si tratta della Parasol Unit Foundation, una realtà no profit nata dallo storico dell’arte e curatore Ziba Ardalan  a est di Londra nel 2004. La sua sede è costituita da un magazzino su due piani, all’interno di in un edificio riqualificato grazie al progetto dall’architetto italiano Claudio Silvestrin, già artefice del restauro di Fondazione Sandretto di Torino e della storica Rocca Sinibalda, nei pressi di Rieti. Per la prima volta nella sua storia, la fondazione esce dalla sua sede portando una mostra all’estero.

PARASOL A VENEZIA

Lavoriamo con artisti provenienti da tutto il mondo. Non ci focalizziamo su media in particolare né su tematiche specifiche, ma valorizziamo coloro che riteniamo più meritevoli”, ci racconta Kristeen Cairns, responsabile della comunicazione della fondazione inglese, che aggiunge: “abbiamo già collaborato a progetti di artisti presenti oggi in questa mostra, ma non abbiamo criteri di selezione prestabiliti. Questa è la prima volta che esponiamo a Venezia. Troviamo che in questa città rappresenti storicamente la condensazione del mondo orientale e di quello occidentale, ovvero ciò che vogliamo rappresentare con questa mostra. Abbiamo individuato come sede ideale questo edificio settecentesco che è Palazzo Pisani, ora diventato il Conservatorio Benedetto Marcello, in cui la musica riecheggia tutto il giorno, creando un’atmosfera estremamente armoniosa”.

PARASOL FOUNDATION PER LA COMUNITÀ

Il legame tra la fondazione e il tessuto sociale circostante è uno dei principali obiettivi. Lo dimostrano questi quindici anni di attività in cui la Parasol è diventata un punto di riferimento per il panorama artistico inglese, offrendo accessibilità gratuita alle mostre e contribuendo in modo determinante a lanciare o accompagnare la carriera di alcuni artisti. Tra questi Rana Begum, Michaël Borremans, Julian Charrière e Yang Fudong. Ogni anno vengono organizzate tre o quattro mostre accompagnate dalla pubblicazione di cataloghi. Tra le attività della fondazione, anche gli annuali Parasolstice – Winter Light series e Parasol Public installations, due iniziative basate sulla commissione di opere agli artisti. Per sostenere i costi, la fondazione trae più della metà dei fondi da una propria riserva, mentre la restante parte proviene da un sistema di donazioni private e vendita.

THE SPARK IS YOU

THE SPARK IS YOU: Parasol unit in Venice trae spunto da Il divano occidentale orientale di Goethe del 1819 per presentare opere elementi e linguaggi dell’est e dell’ovest si condensano. I nove artisti iraniani invitati alla mostra sono Morteza Ahmadvand, Nazgol Ansarinia, Siah Armajani, Mitra Farahani, Sahand Hesamiyan, Y.Z. Kami, Farideh Lashai, Koushna Navabi, Navid Nuur e sono accomunati da una grande apertura e rispetto verso ciò che è estrano da loro, peraltro caratteristica che sta alla base della cultura persiana. La cornice veneziana settecentesca si mescola ai linguaggi orientali delle opere esposte, come Article 44, Pillars, di Nazgol Ansarina, che illustra parti del testo della costituzione iraniana, o The Turner di Navid Nuur, che espone nel cortile del conservatorio tre opere in formato gigante che raffigurano comuni foglietti usati nelle cartolerie per testare le penne: prelevate da parti lontanissime del mondo, i tratti si ripetono in ognuno, a testimoniare che al di là delle distanze, non siamo così diversi gli uni dagli altri.

– Giulia Ronchi

A cura di Dr Ziba Ardalan
Parasol unit foundation for contemporary art
Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia
Campo Santo Stefano, San Marco 2810.
https://parasol-unit.org/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.