Nuovi spazi per l’arte a Venezia. Apre la Fondation Valmont

Una nuova Fondazione ha messo radici in Laguna, promettendo di dare vita a un centro di produzione culturale in uno storico palazzo veneziano. Ne abbiamo parlato con il presidente Didier Guillon

Fondation Valmont, Venezia
Fondation Valmont, Venezia

Nonostante le sempre più complesse dinamiche politico-abitative che segnano il destino di Venezia e di quanti la eleggono a dimora, sul fronte culturale la città non smette di essere un interlocutore di tutto rispetto per fondazioni e privati, soprattutto esteri, che scelgono la Laguna come luogo in cui innescare virtuose attività creative. Ne è un esempio la Fondation Valmont, legata al colosso della cosmetica svizzera, presieduta da Didier Guillon. Dopo aver avviato un dialogo con la città nel 2015 e poi nuovamente nel 2017, con le mostre Dialogue of Fire e Beauty and the Beast, allestite a Palazzo Passi, la Fondazione ha deciso di trasformare una presenza sporadica in una azione permanente, impegnandosi nel cospicuo restauro di Palazzo Bonvicini e trasformandolo nella propria base operativa.

IL PALAZZO E LA MOSTRA

Storico edificio veneziano, il palazzo fa ora da cornice alla prima mostra della Fondation Valmont in questa sede, Hansel & Gretel ‒ White Traces In Search of Your Self, la collettiva inaugurata durante la settimana di avvio della 58. Biennale d’Arte e incentrata sulle opere dello stesso Guillon e di Isao e Silvano Rubino. Primo capitolo di una lunga saga che ogni anno, in concomitanza con le Biennali di Arte e Architettura, porterà a Palazzo Bonvicini un nuovo itinerario espositivo, rinsaldando il dialogo tra la Fondazione e la città. “Viste attraverso gli occhi dei veneziani, le mostre della Biennale sono come delle navi spaziali” – ha affermato Guillon – “atterrano, restano sei mesi e poi se ne vanno, non lasciando nulla alla città. La Fondation Valmont ha deciso di prendere un impegno più grande con Venezia, trovando dimora in uno storico palazzo che diventerà uno spazio permanente di produzione culturale. Venezia è la città ideale per questa nuova espansione delle attività della Fondation Valmont. I cospicui restauri hanno fatto rinascere a nuova vita Palazzo Bonvicini, ravvivando il suo fascino e trasformandolo in uno spazio che accoglierà le mostre di arte contemporanea e design della Fondazione”.

PAROLA AL PRESIDENTE

Gli intenti, nelle parole del presidente, sono chiari: “Consolidare la nostra presenza sulla scena artistica veneziana lavorando con le istituzioni culturali cittadine” e dare continuità a un programma di iniziative avviato nel 2015. Del resto la creatività è una questione di famiglia per Guillon, discendente di Charles

Sedelmeyer, commerciante d’arte a Parigi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del scolo scorso, e pronipote dello scultore Stanislas Lami. Autore di White Mirror, una delle opere incluse nel percorso di Hansel & Gretel ‒ esposta, durante il prossimo autunno, nelle Maisons Valmont di Tokyo, New York e Monaco ‒, Guillon ha le idee chiare anche sulla mostra del 2020: “Abbiamo già la conferma da parte di due artisti talentuosi: Silvano Rubino, in mostra anche quest’anno, e Aristide Najean, che maneggia il vetro di Murano come nessun altro. Anche io sarò sul manifesto della seconda mostra a Palazzo Bonvicini, con molte sorprese…”. A questo punto non resta che attendere i futuri sviluppi di un’impresa nata sotto il segno della determinazione.

Arianna Testino

www.fondationvalmont.com

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.