Morto a 65 anni Lawrence Carroll, l’artista che fondeva sulla tela pittura e scultura

A dare la notizia è la galleria tedesca Karsten Greve, che segue il lavoro dell’artista da vent’anni. Risale al 1989 la consacrazione internazionale di Carroll, in una mostra curata da Harald Szeeman che vedeva protagonisti anche Joseph Beuys, Bruce Nauman e Robert Ryman

Lawrence Carroll, 2013. Photo © Lucy Jones Carroll
Lawrence Carroll, 2013. Photo © Lucy Jones Carroll

È morto all’età di 65 anni Lawrence Carroll, pittore statunitense di origine australiana le cui opere che fondono insieme pittura e scultura sono esposte in alcuni dei principali musei internazionali. A dare la notizia della scomparsa di Carroll è la galleria tedesca Karsten Greve, che rappresenta l’artista dal 1999.

VITA E ARTE DI LAWRENCE CARROLL E IL RAPPORTO CON L’ITALIA

Nato a Melbourne nel 1954, Lawrence Carroll ha trascorso la sua infanzia in California e ha studiato presso l’Art Center College of Design di Pasadena. Nel 1984 si trasferisce a New York, dove nel 1988 tiene la sua prima mostra personale. La “svolta” arriva però l’anno successivo, nel 1989, quando il curatore Harald Szeeman lo invita a partecipare, insieme ad altri otto giovani artisti americani, a Einleuchten, collettiva tenutasi al Deichtorhallen di Amburgo che ospitava anche Joseph Beuys, Bruce Nauman e Robert Ryman. Nel 1992, su invito di Jan Hoet, partecipa a documenta IX a Kassel, mentre nel 1995 alla mostra Material Imagination al Guggenheim di New York. Risale al 2013 invece la sua partecipazione al Padiglione Santa Sede in occasione della Biennale d’Arte di Venezia. Le opere di Carroll sono esposte in diverse collezioni pubbliche internazionali tra cui il già citato Guggenheim di New York, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, il National Museum of Modern Art di Tokyo e il Museum Folkwang di Essen. Particolare è stato poi il rapporto che ha legato Carroll all’Italia, come ha raccontato tempo fa a un’intervista su Artribune: “nel 1989 sono stato invitato da Harold Szeemann per una mostra ad Amburgo. Da allora, ogni anno vengo in Europa: in Germania, in Francia o in Italia. Una sera, più di dieci anni fa, durante una cena a Verona dopo un mio show, Angela Vettese mi ha invitato a tenere un corso come docente di pittura presso lo IUAV di Venezia. Da lì è partita la mia collaborazione con quella università”. A questa esperienza poi vanno aggiunte diverse mostre tenutasi in Italia, tra cui quella al Museo Correr di Venezia nel 2008; inoltre le sue opere sono ospitate, tra gli altri, all’interno del MART di Trento e Rovereto.

L’ARTE DI LAWRENCE CARROLL

Tratto distintivo della ricerca artistica di Carroll è la peculiare “fusione” da lui praticata tra pittura e scultura, rendendo di fatto le sue tele simili agli oggetti dipinti e rivisitando i confini e le differenze tra i concetti di “rappresentazione” e “cosa rappresentata”. Le opere di Carroll, infatti, sono stratificate e nascondono diversi livelli di lettura, costruzioni pittoriche in cui l’artista integra oggetti, sia all’interno della struttura dell’opera che sulla superficie, dando quasi vita a peculiari architetture. Tipica della poetica dell’artista è l’“estetica degli scarti”, attraverso l’utilizzo di oggetti e scarti come vecchie scarpe rattoppate, fiori ricoperti di vernice, pezzi di pane o tela e carta incollati sulla superficie dei dipinti. Se a un primo sguardo le opere di Carroll appaiono monocromatiche con toni chiari, successivamente rivelano sfumature diverse che vanno dal beige al marrone, blu e giallo.

LAWRENCE CARROLL E IL RAPPORTO CON L’ARTE

“Molti artisti hanno ispirato la mia vita e continuano a farlo. Non solo per ciò che hanno creato con la loro arte, ma anche per il modo in cui hanno scelto di vivere”, rispondeva Carroll durante l’intervista rilasciataci nel 2015 alla domanda sui maestri che l’hanno ispirato. “Credo che sia un dovere morale per un artista offrire qualcosa ai giovani, attraverso il proprio lavoro, ma anche mettendo a disposizione il proprio tempo. Il tempo è, infatti, il nostro più grande tesoro.  Non possiamo dimenticare quanto siano state importanti le persone che ci hanno aiutato agli inizi della carriera e, a nostro modo, anche noi dobbiamo dare qualcosa in cambio. Io dico sempre ai giovani artisti che un giorno arriverà il loro turno… non devono mai dimenticarlo, mai!”.

– Desirée Maida

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AutoreLawrence Carroll
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.