“Camere di Registrazione”, la mostra che indaga il rapporto tra l’arte e le neuroscienze

Alla Fondazione per l’arte e le neuroscienze di Maglie aprirà la personale di Raffaele Quida, un percorso immersivo che porta il pubblico a interrogarsi sulla sua stessa percezione

frame 15m12s, 50x70, 2019, stampa e fogli acetati su incisione
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Quello per le neuroscienze è un interesse che si sta affacciando gradualmente sul panorama artistico italiano, ponendosi al centro della ricerca di artisti, associazioni e fondazioni. Lo ha dimostrato il collettivo Numero Cromatico, che da anni lavora su questi temi e che ha trasferito recentemente la propria sede al Pastificio Cerere di Roma. Le neuroscienze sono entrate anche nel programma di Fondazione Volume! che ha inserito un laboratorio apposito all’interno dei propri spazi. A continuare questo percorso, è ora la Fondazione per l’arte e le neuroscienze di Maglie, presso Lecce, che inaugura il 24 maggio con la personale di Raffaele Quida (Gallipoli, 1968) Camere di registrazione, a cura di Carmelo Cipriani. Una ricerca che indaga come la percezione dello spettatore possa essere condizionata da fattori esterni, attraverso l’uso di vari media –disegni, sculture, installazioni, performance – e di materiali che attingono sia da elementi naturali che da prodotti industriali.

FONDAZIONE PER L’ARTE E LE NEUROSCIENZE: LA MOSTRA

La ricerca artistica di Quida parte da parametri minimali quali spazio, tempo e forma, per indurre il visitatore a spostare il proprio approccio conoscitivo abituale verso direzioni insolite. “L’artista utilizza un linguaggio plurimediale per approfondire aspetti legati alla percezione collettiva e alle analogie condivise, strutturando un invito a confrontarsi in modo inedito con la realtà, depositaria di tracce e relazioni”, ci spiega Carmelo Cipriani, che aggiunge: “il lavoro di Quida non vuole rappresentare il ricordo in sé ma il processo. In altre parole, punta all’origine, a comprendere i meccanismi profondi che regolano l’esistenza, collettiva prima che individuale. Le sue opere, siano esse dipinti o installazioni, divengono le proiezioni di una vita condivisa, tracce sensibili di un passaggio continuo e partecipato, regolato dal tempo e dallo spazio che l’uomo, spesso invano, tenta di comprendere e manipolare. Nella sua ricerca la scienza incontra l’arte, la topografia, l’estetica, la fisica, la sociologia, in un approccio transmediale, che nell’essenzialità dei mezzi riesce a coniugare sfere semantiche e conoscitive apparentemente distanti, recuperando l’antica immagine dell’homo faber, tra l’alchimista e il tecnologo”.

FONDAZIONE PER L’ARTE E LE NEUROSCIENZE:

Camere di registrazione sarà corredata da un ciclo di conferenze sul tema Percezione e bellezza a cura di Francesco Sticchi, presidente della fondazione, che avrà luogo tutte le sere della durata della mostra alle ore 20. L’intento di questi appuntamenti è avvicinare il pubblico alle ultime scoperte nel campo delle neuroscienze cognitive attraverso l’arte contemporanea, facendo capire quanto sia necessario prendere consapevolezza dell’influenza che esse hanno sulla vita quotidiana di ogni individuo. Secondo Sticchi, infatti, “è possibile veicolare i processi conoscitivi della mente umana attraverso un approccio estetico stimolante. Il cervello, come spiegato dal tema delle conferenze, è spronato dall’arte e dall’estetica e le opere possono divenire canali molto potenti per aprire la mente verso approcci inediti di lettura del reale”, e aggiunge, “solitamente la conoscenza umana dell’ambiente segue meccanismi che ricercano sempre quanto già appreso in precedenza, per poter ricreare una percezione di “sicurezza”. L’impatto straniante delle opere dell’artista diventa l’innesco per rimuovere la “comfort zone” nella quale per istinto si tende a trattenersi. Attraverso l’arte quindi sono favoriti meccanismi che aiutano l’acquisizione di nuove norme in grado di rompere il conformismo”.

-Giulia Ronchi

Raffaele Quida, Camere di registrazione
A cura di Carmelo Cipriani
Dal 24 maggio al 30 giugno 2019
Fondazione per l’arte e le neuroscienze
via Thaon de Revel, 25 – Maglie, Lecce
[email protected]
www.fansinaptico.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.