50 imbarcazioni rosse a Venezia: Red Regatta è la performance collettiva di Melissa McGill

L’11 maggio, primo giorno ufficiale della 58. Biennale di Venezia, si svolgerà la prima regata organizzata dall’artista americana con le storiche imbarcazioni lagunari: un omaggio alla Repubblica marinara, ma anche un monito sul suo equilibrio attualmente minato.

Red Regatta (Coppa del Presidente della Repubblica), 2018
Red Regatta (Coppa del Presidente della Repubblica), 2018

Durante il periodo della 58. Biennale d’Arte, Red Regatta riempirà di diverse tonalità di rosso i pittoreschi canali di Venezia. Pensato dall’artista americana Melissa McGill (1966) con la collaborazione dell’Associazione Vela al Terzo e curato da Chiara Spangaro, sarà un progetto site-specific sull’acqua che coinvolgerà circa 300 collaboratori locali, inclusi proprietari di barche, capitani, equipaggi, tecnici e studenti, organizzando piccole e grandi regate. Un omaggio alla storia della città, al suo rapporto imprescindibile con il mare, ma anche una riflessione sui pericoli che, con i cambiamenti climatici e politici, potrebbero minarne la stabilità. Il primo appuntamento è fissato per l’11 maggio 2019, in occasione dell’apertura della Biennale di Venezia: alle 14 partirà un gruppo di imbarcazioni che partirà dai Bacini (arsenale Nord) e giungerà alle Fondamente Nove.

REGATE COME PERFORMANCE PUBBLICHE

Red Regatta è un progetto site-specific di arte pubblica che affonda le sue radici nell’antica storia lagunare, ponendo una riflessione sul futuro incerto della città di Venezia, già al centro delle polemiche sulla cosiddetta tassa di sbarco. La manifestazione si comporrà di quattro scenografiche regate che avverranno tra maggio e ottobre, oltre a una serie di sfilate più piccole sparse in diverse località circostanti. Ognuno di questi spettacoli sarà visibile da spettacolari punti panoramici: da Punta della Dogana a San Giorgio Maggiore, da Piazza San Marco ad Arsenale e Giardini.

COME SARA’ RED REGATTA?

Gli eventi coinvolgeranno 50 “vele al terzo” – imbarcazioni storiche che rievocano la tradizione veneziana – oltre a 250 tra proprietari, capitani e membri dell’equipaggio. Una manifestazione che “non vuole essere una regata competitiva“, come spiega Melissa McGill ad ArtNews, “bensì una presentazione. Stiamo organizzando queste regate come un modo per riunire tutti i proprietari locali con le loro splendide barche tradizionali“. Ogni imbarcazione, inoltre, presenterà una vela speciale, dipinta a mano dall’artista, che ne svilupperà 50 di tonalità differenti. Questo colore diventa così un simbolo di amore e pericolo al tempo stesso, la sintesi di un rapporto tra Venezia e l’acqua in cui ognuno dei due può, all’improvviso, dominare o soccombere sotto l’impeto dell’altro. È anche un omaggio alla città stessa, ispirato ai suoi mattoni e tetti di terracotta, alla sua bandiera e ai dipinti di Tiziano, di Tintoretto e dei maestri della tradizione veneta.  “Il rosso in una città come Venezia rappresenta un’urgenza“, continua l’artista. “I veneziani viaggiano sull’acqua, ma vengono catturati dall’acqua. Nella mia vita ho assistito personalmente a tale cambiamento repentino e drammatico“.

MELISSA MCGILL

Residente a New York, Melissa McGill è un’artista interdisciplinare focalizzata su progetti di arte pubblica di larga scala che spesso incorporano elementi scultorei, luce e suono, declinati in esperienze immersive collegate a tradizioni da riscoprire o salvaguardare. Come Constellation, (2015-2017) il suo più recente progetto installato su un’isola disabitata nel fiume Hudson: illuminato ogni notte e visibile per miglia, l’installazione ha insinuato la curiosità di tutti coloro che percorrevano il corso d’acqua. Venezia invece, era stato un terreno di indagine già affrontato nel 2017 quando, sempre in occasione della settimana di apertura della Biennale d’Arte, aveva presentato I Campi, incentrati sulla tematica della vita quotidiana lavorativa all’interno del campo (ovvero piazza) veneziano. Red Regatta è ispirato dall’immenso fascino che la città esercita su di lei, ma anche dalle osservazioni – portate avanti da oltre due decenni – sulle sfide che Venezia si trova costretta ad affrontare, a causa dell’impatto allarmante dei cambiamenti climatici e del turismo intenso.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.