Jimmie Durham si aggiudica il Leone d’Oro alla Carriera della 58. Biennale d’Arte di Venezia

All’artista statunitense, impegnato in politica e nel campo dei diritti civili, viene conferito il Leone d’Oro alla carriera, su proposta del curatore della prossima Biennale Ralph Rugoff

Jimmie Durham - portrait photo William Nicholson (detail)
Jimmie Durham - portrait photo William Nicholson (detail)

L’artista, performer, saggista e poeta Jimmie Durham si aggiudica il Leone d’Oro alla carriera della 58. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. La decisione di conferire in riconoscimento all’artista statunitense è stata presa dal CdA della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta di Ralph Rugoff, curatore della prossima edizione della Mostra Internazionale dal titolo May You Live In Interesting Times. Il Leone d’Oro sarà consegnato a Jimmie Durham sabato 11 maggio 2019 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2019.

JIMMIE DURHAM LEONE D’ORO ALLA CARRIERA. LA MOTIVAZIONE DI RALPH RUGOFF

“Ho indicato Jimmie Durham per il Leone d’Oro alla carriera della 58. Esposizione Internazionale d’Arte per i notevoli risultati in campo artistico che ha raggiunto negli ultimi sessant’anni e, in particolare, per il suo modo di fare arte che allo stesso tempo sa essere critica, divertente e profondamente umanistica”, è la motivazione fornita da Ralph Rugoff nel proporre il nome di Jimmie Durham per il Leone d’Oro alla carriera. “La prima personale di Durham, artista, performer, saggista e poeta, si tenne nel 1965 (forse, a questo punto, dovremmo assegnargli due premi alla carriera). La sua pratica eterogenea va dal disegno al collage, dalla fotografia al video, anche se le sue opere più note sono le costruzioni scultoree, spesso realizzate con materiali naturali e oggetti d’uso quotidiano di scarso valore che evocano storie particolari. Le sue sculture sono spesso accompagnate da testi che commentano in modo scanzonato ma incisivo le prospettive e i pregiudizi eurocentrici. Il suo lavoro, che denuncia con insistenza i limiti del razionalismo occidentale e la futilità della violenza, si è soffermato spesso anche sull’oppressione e sui fraintendimenti perpetrati dai poteri coloniali ai danni delle diverse popolazioni etniche di tutto il mondo. Se da una parte Durham tratta questo materiale con grande abilità e leggerezza, dall’altra produce anche critiche taglienti cariche di perspicacia e arguzia, distruggendo con sagacia i concetti riduttivi di autenticità. Da cinquant’anni a questa parte Durham trova modi sempre nuovi, intelligenti ed efficaci per far fronte alle forze politiche e sociali che plasmano da sempre il mondo in cui viviamo. Allo stesso tempo, i suoi contributi in campo artistico sono considerati eccezionali per la loro originalità formale e concettuale, per la disinvoltura con cui egli sa fondere tra loro parti dissonanti e prospettive alternative e per la loro irrefrenabile giocosità. Le sue opere ci commuovono e ci deliziano in modo del tutto imprevedibile. Tutto ciò che l’artista realizza ci ricorda che “l’empatia fa parte dell’immaginazione e l’immaginazione è il motore dell’intelligenza”, per citare le sue stesse parole. Quell’intelligenza profondamente empatica si irradia dalle sue opere come invisibili raggi di luce, che illuminano e cambiano il modo di vedere di tutti coloro che abbiano la fortuna di imbattersi in esse”.

LA CARRIERA DI JIMMIE DURHAM, TRA ARTE E POLITICA

Nato in Texas nel 1940, Jimmie Durham è artista, saggista, poeta e attivista politico. La sua ricerca artistica verte sull’analisi critica e sulla decostruzione dei concetti e dei simboli fondanti del pensiero e della cultura occidentali. Attraverso diversi materiali (soprattutto la pietra) e linguaggi artistici (installazione, scultura, video, scrittura), Durham ribalta luoghi comuni e status symbol, aprendo a prospettive altre e alternative, non sempre – anzi quasi mai – combacianti con quelle del pensiero e delle culturali dominanti. Nel 1973, per esempio, l’artista diviene un attivista dell’American Indian Movement, associazione a sostegno dei diritti dei Nativi Americani: in questo periodo si dedica quasi esclusivamente all’attività politica, diventando inoltre direttore dell’International Indian Treaty Council e rappresentante delle Nazioni Unite. Da artista, invece, Durham ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (1999, 2001, 2003, 2005, 2013), documenta (1992, 2012), Whitney Biennial of New York (1993, 2003, 2014), la Biennale di Istanbul (1997, 2013). Oltre alle sue personali in diversi musei del mondo – Hammer Museum di Los Angeles (2017-2018), MAXXI di Roma (2016), Serpentine Gallery di Londra (2015), Neuer Berliner Kunstverein (nbk) (2015), Fondazione Querini Stampalia di Venezia (2015), Museo Madre di Napoli (2008, 2012), Portikus a Francoforte (2010), Palais des Beaux-Arts a Bruxelles (1993), ICA di Londra, Migros Museum di Zurigo -, gli sono state dedicate importanti retrospettive al Museum of Contemporary Art di Anversa (2012), al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris (2009), al MAC di Marsiglia e al Gemeentemuseum a L’Aia (2003).  Nel 2017 una nuova retrospettiva della sua opera dagli anni ’70 ad oggi è stata esposta all’Hammer Museum a Los Angeles, al Walker Art Center a Minneapolis, al Whitney Museum of American Art a New York e al Remai Modern a Saskatoon.  Nel 2016 Jimmie Durham ha ricevuto l’Imperial Ring della città di Goslar (Goslarer Kaiserring) e nel 2017 il Premio Robert Rauschenberg. Tra le sue pubblicazioni più note ricordiamo le raccolte di saggi A Certain Lack of Coherence e Waiting To Be Interrupted, e poi i libri di poesie Columbus Day e Poems That Do Not Go Together.

– Desirée Maida

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AutoreJimmie Durham
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.