Inaugura a Berlino Fluentum Collection: nuovo spazio per la video arte

Apre in occasione del Gallery Weekend, in corso sino al 28 aprile nella città tedesca. Fluentum è la creatura del collezionista Markus Hannebauer

Fluentum (installation view), 2018 Photo: Adele Simon Courtesy of Fluentum, Berlin
Fluentum (installation view), 2018 Photo: Adele Simon Courtesy of Fluentum, Berlin

Prima quartier generale dell’aeronautica nazista, poi simbolo della Guerra Fredda: da qui il generale Clay  pianificò e coordinò infatti il Berliner Luftbrücke, il ponte aereo degli alleati che per 462 giorni trasportò con “Rosinenbomber” aiuti umanitari attraverso il Blocco Sovietico; poi ancora scenografia cinematografica di Operation Walküre con Tom Cruise e Inglourious Basterds di Quentin Tarantino. Oggi l’edificio storico diventa sede di Fluentum Collection, un nuovo avamposto per l’arte contemporanea in Germania, con un focus specifico sui linguaggi della videoarte e del cinema.

L’ARCHITETTURA DI FLUENTUM

Il marmo nero degli spazi sembra il luogo naturale per accogliere la videoarte e il cinema. Mecenate dell’operazione di riqualificazione culturale di questi 600 mq è il collezionista Markus Hannebauer, classe 1976 sviluppatore di software di mestiere. Fra i molti nomi nella sua collezione, figurano artisti del calibro di Omer Fast, Hito Steyerl, William Kentridge, Douglas Gordon, Katarina Zdjelar, Hiwa K, solo per citarne alcuni. L’opening si svolge rigorosamente durante il Gallery Weekend di Berlino che fino al 28 aprile anima la capitale. Ad aprire le attività pubbliche di Fluentum sarà la prima grande personale germanica dell’artista olandese Berlin-based, Guido van der Werve (Papendrect, 1977). In mostra una selezione di sei lavori del ciclo Numbers.

LA MOSTRA INAUGURALE

I film di Van der Werve fondono l’aspetto performativo, reso portando all’estremo il concetto di resistenza fisica, con passioni come lo sport e la musica classica (Guido è anche compositore). Protagonista delle sue opere, lo vediamo camminare sull’acqua ghiacciata di fronte a una nave rompighiaccio, fare un triathlon da 1.000 miglia da Varsavia a Parigi ripercorrendo le tracce dell’ultimo desiderio di Chopin, o starsene al Polo Nord per ventiquattro ore di fila. Van der Werve, a volte con secca ironia, raffigura con immagini forti questioni esistenziali e universali: desiderio, malinconia, isolamento, difficoltà della vita. Da Fluentum sarà inoltre presentato l’ultimo lavoro Number eighteen, una meditazione poetica sulla morte e sull’abbandono. Sviluppato dopo un grave incidente ciclistico avvenuto nel 2016, che lo ha costretto a due mesi di ospedale, Number eighteen è un tentativo di affrontare il desiderio eterno dell’umanità di sfuggire alla morte.

– Elena Bari

Fluentum
Guido van der Werve
25. April – 22. Juni 2019
Clayallee 174, 14195 Berlino
Durante il Gallery Weekend da giovedì 25 a sabato 28 Aprile dalle ore 11 alle 18
www.fluentum.org

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Elena Bari
Dopo aver conseguito la laurea in Storia dell'Arte con una tesi sul Design italiano nelle collezioni del MoMA di New York, si trasferisce a Milano per seguire il Master per Curatori presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Negli anni a seguire si specializza nella comunicazione delle nuove tendenze artistiche, con particolare attenzione alla nuova scena mix mediale. Attualmente vive fra Milano, Roma e Berlino.

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