Presentato a Parigi il progetto Ruinart. Girerà per le più importanti fiere del mondo

Uno chef stellato, un importante enologo e l’artista internazionale Vik Muniz: attraverso la loro sinergia nasce Shared Roots, un progetto concepito nei vigneti e nelle cantine Ruinart

Ruinart Vik Muniz, Rio studio, making of
Ruinart Vik Muniz, Rio studio, making of

Il legame tra il famoso marchio di champagne e l’arte risale alla fine dell’Ottocento, quando Alphonse Mucha ne realizzò il primo manifesto pubblicitario, tramite un’iconica grafica Art Nouveau della Parigi di quel periodo. Da quel momento, l’impegno di Ruinart con la creatività è giunto fino a oggi, visibile nelle numerose fiere che sponsorizza in tutto il mondo (da Art Basel Hong Kong a Frieze LA) e nei progetti realizzati ad hoc dagli artisti invitati, che si inspirano alla sua Maison. Quest’anno, il prescelto è il noto artista brasiliano Vik Muniz (San Paolo, Brasile, 1961), che ha interpretato lo spirito francese dell’art de vivre e l’identità mutevole della natura del territorio. Ad affiancarlo nell’impresa, ha giocato un ruolo fondamentale l’intervento dell’enologo Frédéric Panaïotis e dello chef David Toutain. Nasce così Shared Roots, un progetto che unisce arte, natura e cucina, all’insegna della condivisione di passioni e idee.

IL PROGETTO SHARED ROOTS DI RUINART

La Maison Ruinart, il più antico luogo di produzione di champagne al mondo, si trova nella località di Sillery, appena fuori dalla città di Reims. È qui che Vik Muniz ha trascorso ore e giorni immergendosi a pieno nei segreti di questo luogo. Ha attraversato i suoi vigneti ed è sceso nelle profondità delle sue crayères – da lui stesso definite “uniche e magiche”, le spettacolari cave di gesso usate come cantine, parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco; il tutto, grazie alla guida di Frédéric Panaïotis, enologo e chef de cave di Ruinart. “Sono molto attratto da cose che non conosco. Non sono un tipo di artista in studio. Se rimango in studio, divento molto improduttivo. L’idea di incontrare nuove persone e specializzarsi in altri settori è fondamentale”, ha spiegato Vik Muniz durante l’evento di presentazione Ruinart, tenutosi nella stessa Sillery. “Ho incontrato Frédéric Panaïotis, una persona che sa quello che dice. Può parlare di una foglia solo guardandola. Mi sono reso conto che non avevo a disposizione solo il materiale, ma anche la conoscenza, quindi è stato molto stimolante. La mia esperienza nella natura è stata molto specifica: ho guardato gli alberi a lungo ed è stata la prima scelta quella di lavorare su di loro”. Il terzo protagonista dell’evento è stato lo chef stellato David Toutain: cresciuto in una fattoria della Normandia, ha cominciato fin da giovane a lavorare come cuoco nella capitale francese, senza mai perdere di vista l’importanza per la genuinità del prodotto e il legame, per lui innato, con la natura. In occasione di questa sinergia di creatività ed expertise, Ruinart ha lanciato quest’anno per la prima volta il progetto Food for Art, un’esperienza gastronomica che ricalca Shared Roots, tematica principale del progetto, attraverso un menù basato su radici vegetali e accostamenti con questo champagne.

VIK MUNIZ PER RUINART

Ciò che ha maggiormente colpito l’artista durante il suo soggiorno è stata una serie di relazioni: quella tra uomo e natura, tra viticoltori e vigne, tra Ruinart e il profondo attaccamento al territorio. E anche il paradosso di questo luogo: più le condizioni atmosferiche si fanno difficili, più la natura reagisce, come un riflesso arcaico di sopravvivenza, dando vita a un prodotto di alta qualità. Dopo aver raccolto e portato in studio una grande quantità di materiale organico, Vik Muniz ha dato vita a sei fotografie, di cui ognuna è il risultato di una composizione di grandi dimensioni di foglie, legnetti e rami. Come in Chardonnay Leaf, un immenso assemblaggio di cui esiste anche un video, in time-laps, di “making of”. L’estrema fascinazione per questo elemento naturale è giunta all’artista notando come la foglia di vite, nella sua conformazione, ricordi come un albero in miniatura: “Ho iniziato a guardare tutti gli alberi come qualcosa che si sviluppa molto lentamente, un ritmo calmo che non possiamo più permetterci. Gli alberi avevano gesti, avevano una missione, avevano dei movimenti” spiega ancora Vik Muniz. “Un intero nuovo capitolo di come osservare la natura si è aperto proprio lì. Mi sono reso conto che le viti sono come piccoli alberi”. Le altre opere, bianco su sfondo nero, sono ispirate alla forma dinamica del legno della vite: rami anneriti e carbone si intrecciano a mani da cui vengono saldamente afferrati. Le opere di Vik Muniz sono pronte, così, a partire per un tour internazionale: la prima tappa italiana riguarderà miart a Milano (dal 5 al 7 aprile), dove sarà possibile trovarle allo stand Ruinart.

Giulia Ronchi

https://www.ruinart.com/it-it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.