Nuova sede per il project-space milanese Dimora Artica. Intervista al direttore Andrea Lacarpia

Dopo sei anni di mostre, opening, progetti e tanti artisti emergenti, Dimora Artica cambia casa. Ce lo ha raccontato il suo direttore artistico, Andrea Lacarpia.

Andrea Lacarpia, ritratto
Andrea Lacarpia, ritratto

Dimora Artica è l’intimo e raccolto spazio espositivo nato nel 2013 in Via Matteo Boiardo. Con un curriculum di oltre cinquanta mostre ospitate tra le sue bianchissime mura, è diventato ben presto un motore di propulsione per giovani artisti, nonché un punto di riferimento della scena emergente milanese. Dopo sei anni di incontri e progetti, è previsto a breve il trasferimento nella vicina sede di Via Dolomiti 11, pronto per una nuova sfida. Parola al suo direttore, Andrea Lacarpia.

Com’è avvenuta la decisione di questo cambiamento?
Già da qualche anno si immaginava un trasferimento in un altro spazio per aver la possibilità di realizzare mostre più ampie e sperimentare diversi tipi di allestimento. La vecchia sede ha ospitato tante mostre ed era crescente la necessità di rinnovamento partendo dallo spazio espositivo. Finalmente si è presentata l’occasione quando si è reso disponibile lo spazio di proprietà comunale gestito da City Art, associazione all’interno della quale Dimora Artica sviluppa le proprie attività in modo completamente indipendente. L’associazione utilizzava l’ambiente come spazio polifunzionale, per cui sono stati necessari alcuni lavori di ristrutturazione per renderlo adatto all’identità di Dimora Artica.

Quali sono le esigenze a cui risponde il nuovo spazio?
Se la dimensione particolarmente contenuta dello spazio precedente, ricavato da un ex monolocale, suggeriva una dimensione intima e riflessiva, il nuovo spazio è più ampio e minimale, con il tipico soffitto da ufficio e un’ampia vetrina su strada, elementi che riportano ad un senso di apertura verso l’esterno. Inoltre è presente un secondo ambiente, più piccolo, che ospiterà stabilmente i multipli d’artista e le pubblicazioni Dimora Artica edizioni.

Dimora Artica è nata con una “poetica” e un criterio di scelta degli artisti piuttosto definiti. Cambiando sede rimarranno invariati, o darete allo spazio una nuova identità?
Nei primi anni è stato il confronto con Luigi Massari a determinare l’interesse per la dimensione tradizionale del mito, campo concettuale che costituisce le fondamenta di Dimora Artica. Grazie al dialogo con Nicola Gobbetto ho poi scoperto come gli archetipi della narrativa fantastica emergano anche nelle più attuali forme dell’immaginario collettivo. Partendo da questi presupposti la programmazione del 2018, ideata con la collaborazione di Nicola Gobbetto e Domitilla Argentieri Federzoni, univa mito e contemporaneità, dimensione ancestrale e nuove tecnologie, il tutto per raccontare il presente nella sua complessità. Negli ultimi mesi ho cominciato a condividere la direzione artistica e la gestione generale con Francesco Pacelli, artista che nelle proprie sculture ed installazioni unisce tecnica tradizionale e sperimentazione, in forme postumane che sembrano geneticamente modificate; la collaborazione con Francesco proseguirà stabilmente nella nuova sede.

Nuova sede Dimora Artica di Via Dolomiti 11 Milano
Nuova sede Dimora Artica di Via Dolomiti 11 Milano

Ogni spazio espositivo ha la sua storia. Quali sono i momenti che ricordi più volentieri del tempo trascorso nella prima sede di Dimora Artica?
Ricordo con grande affetto il periodo di ristrutturazione dello spazio, i primi incontri per definire le linee guida che avremmo seguito, le prime mostre. Ci sono mostre che ricordo più volentieri perché in esse la collaborazione con gli artisti è stata davvero stimolante e costruttiva, ma sarebbe difficile parlarne in poche righe perché le mostre sono tante, ed in fondo anche gli episodi più conflittuali nel tempo si sono rivelati utili per l’evoluzione generale del progetto.

Dimora Artica è nata in un momento di grande proliferazione degli spazi indipendenti no profit a Milano. Inizialmente questa formula rispondeva a una crisi economica che aveva costretto gli artisti ad allontanarsi dalla galleria permettendo loro di sperimentare più liberamente. Pensi sia ancora così la situazione? Hai visto la città cambiare durante questi anni?
Il panorama degli spazi indipendenti è molto diversificato, si passa da realtà con una progettualità vicina a quella delle gallerie, ma con una vocazione curatoriale più marcata di quella commerciale, a spazi con un approccio più informale ed estemporaneo. Più che di indipendenti o no-profit, credo sia meglio parlare di project-space, definizione più ampia e generica. Mi pare che ora si sia entrati in una fase di riflessione e di conseguente insoddisfazione generale. Parlando con chi gestisce i diversi spazi, l’argomento che emerge con maggiore facilità è la difficoltà a reperire i fondi per far proseguire l’attività in modo efficace, ed il rischio di dover chiudere è sempre dietro l’angolo.  

Dimora Artica è solita esporre non più di due artisti nello stesso momento. Nella nuova sede di Via Dolomiti invece, aprirai con una collettiva di ben sette artisti. Nuovo anno nuovo format?
Nel nuovo anno partiamo con una collettiva ma saranno ancora le personali a prevalere. Inauguriamo lo spazio con una mostra collettiva che inaugura il 6 febbraio e che unisce le opere di sette artisti nati tra il 1988 e il 1992: Agostino Bergamaschi, Davide Dicorato, Matteo Gatti, Francesco Pacelli, Marco Schiavone, Alan Stefanato, Natália Trejbalová. Intitolato Screen tearing, il progetto espositivo nasce dalla volontà di indagare gli attuali cambiamenti nella percezione della realtà attraverso le opere di artisti di una generazione nata e cresciuta in un mondo dominato dalla pervasività della tecnologia e della comunicazione digitale. Successivamente Dimora Artica ospiterà la mostra personale di Paolo Brambilla, artista dalla ricerca particolarmente affine all’interesse di Dimora Artica per la sperimentazione artistica in rapporto con le diverse forme della narrativa speculativa.

-Giulia Ronchi

Screen Tearing
Dal 6 febbraio al 7 marzo 2019
Dimora Artica
Via Dolomiti 11 – Milano
www.dimoraartica.com
+39 3805245917
[email protected]
Orari di apertura: Sabato – domenica – lunedì  16.00 – 20.00 oppure su appuntamento

Dati correlati
AutoriFrancesco Pacelli, Marco Schiavone, Davide Dicorato , Agostino Bergamaschi, Alan Stefanato, Nataliá Trejbalová, Nicola Gobetto
CuratoreAndrea Lacarpia
Spazio espositivoDIMORA ARTICA
IndirizzoVia Dolomiti 11 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

LEAVE A REPLY