Girl with Balloon distrutta all’asta da Banksy andrà in mostra in Germania

Il museo privato tedesco Frieder Burda si appresta a presentare al pubblico l’opera più celebre dello street artist inglese, andata distrutta lo scorso ottobre durante un’asta battuta da Sotheby’s a Londra

L'opera distrutta di Banksy
L'opera distrutta di Banksy

L’unico modo per contrastare il sistema, di qualsiasi natura esso sia, è farne parte, conoscendone a fondo le regole per poi ribaltarle. Ne sa qualcosa Banksy, il più misterioso e famoso street artist al mondo che, sulla dicotomia illegale/ufficiale, ha creato un caso, un personaggio, un mercato. A modo suo, insomma, ha creato un “sistema”. L’artista che utilizza il proprio profilo Instagram per rivendicare murali e azioni e per denunciare musei e istituzioni che organizzano mostre a suo nome senza il suo consenso (come il caso dell’esposizione alla Central House of Artists di Mosca), ha fatto parlare tutto il mondo di sé lo scorso ottobre, in occasione dell’asta battuta da Sotheby’s a Londra che vedeva protagonista la sua celeberrima Girl with Balloon: l’opera infatti, un momento dopo essere stata aggiudicata, si è autodistrutta, rappresentando un precedente senza pari nella storia delle aste e confermando Banksy come uno degli artisti più sfrontati al mondo. Azione, o per meglio dire performance, che è stata rivendicata anche questa volta dallo street artist di Bristol sul proprio profilo Instagram. L’ennesima mossa per contrastare il sistema ufficiale dell’arte contemporanea – da sempre criticato e osteggiato da Banksy – o una geniale azione di marketing che avrebbe, secondo molti, addirittura fatto aumentare il valore della tela triturata? Chi lo sa. Intanto però l’opera triturata sarà al centro di una mostra che inaugurerà al Museum Frieder Burda a Baden-Baden in Germania il prossimo 5 febbraio. Ennesima contraddizione del sistema?

Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l'asta di Sotheby's
Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l’asta di Sotheby’s

LA MOSTRA

Per Love Is in the Bin – è questo il nuovo titolo di Girl with Balloon, cambiato da Banksy subito dopo la vendita dell’opera all’asta – quella al Museum Frieder Burda sarà quindi la sua prima mostra, motivo di orgoglio per il museo tedesco che ha avuto la meglio su tanti altri contendenti. In una dichiarazione ufficiale, il museo ha rivelato che il proprietario del quadro è stato convinto a cederlo in prestito “dal solido curriculum dell’istituzione nell’esibire street art, tra cui una mostra di JR nel 2014”. Per prepararsi al grande evento, il museo ospiterà un talk intitolato Can the strategies of the art market be torpedoed while adding to fuel to its fire?, che riflette proprio sulle apparenti contraddizioni del sistema che, in realtà, non fanno altro che alimentare e portare nuova linfa al sistema stesso.

ARTE E “DEMOCRAZIA”

“Ci aspettiamo un grande interesse da parte del pubblico, in particolare dei giovani e dei fan di Banksy”, spiega Henning Schaper, direttore del Museum Frieder Burda. “Allo stesso tempo, dobbiamo resistere alla tentazione di mostrare l’opera come un trofeo. Questo non sarebbe sicuramente quello che l’artista aveva in mente. Invece, stiamo cercando di aderire al suo approccio nel democratizzare l’arte e stiamo attualmente discutendo su come rendere l’opera accessibile a quante più persone possibile”. Chissà cosa ne pensa Banksy…

– Desirée Maida

Baden-Baden // dal 5 febbraio al 3 marzo 2019
Banksy – Love Is in the Bin
Museum Frieder Burda
www.museum-frieder-burda.de

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Autore Banksy
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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