Fernando Schiavano e la rigenerazione urbana dell’ex stazione Agip di Lecce

La memoria, la sopravvivenza di mondi remoti, l’attraversamento temporale come antidoto all’eterno presente della società liquida. Lo sguardo di Fernando Schiavano nella mostra “Subcolonial”, per una prospettiva di “riqualificazione creativa” dell’ex Stazione Agip di Lecce.

Fernando Schiavano, Subcolonial, 2018. Installation view at Ex stazione Agip, Lecce
Fernando Schiavano, Subcolonial, 2018. Installation view at Ex stazione Agip, Lecce

L’arte contemporanea come strumento rivoluzionario, capace di rinnovare lo sguardo collettivo ‒ soprattutto quello interiore – sui paesaggi urbani dismessi e sulla loro rigenerazione. Una riflessione consapevole sulla “riqualificazione creativa” del territorio, troppo spesso vittima dell’ottica capitalistica postmoderna, che prevede turismo selvaggio e conseguente degrado ambientale. Su queste premesse nasce The Feelings of things, actions and thoughts on public space, progetto a cura di Maurizio Buttazzo e Marco Petroni, finalizzato alla sensibilizzazione di cittadini e operatori culturali sulla tematica della rigenerazione urbana attraverso “azioni artistiche” dell’ex stazione Agip di Lecce.

SUBCOLONIAL

Protagonista del primo appuntamento è stato Fernando Schiavano, che lo scorso 21 dicembre ha inaugurato Subcolonial, un’opera “totale” ‒ costituita da una summa di lavori dell’artista salentino, tra segni e immagini su pannelli in stampa su carta ‒ che riveste le pareti dell’edificio di sessanta metri quadrati situato nel cuore di Lecce. Attraverso il recupero della memoria, ritraendo immagini di vite remote e segni impercettibili, Schiavano conduce lo spettatore in un rarefatto viaggio onirico: “Subcolonial può essere un colore” – spiega – “può essere anche un insieme di segni onirici, come le immagini dei sogni, che la mattina al risveglio si cerca di ricordare senza trattenerle davvero”. Attraverso la “sopravvivenza” di dimensioni ritenute obsolete e mondi ormai remoti, che Schiavano lascia dolcemente riemergere, lo sguardo cambia e, scavalcando l’ansia generata dall’attuale società liquida, basata sulla virtualità e sulla frammentazione dell’Io, genera uno “scavo nel cuore temporale delle cose”.

Fernando Schiavano, Subcolonial, 2018. Installation view at Ex stazione Agip, Lecce
Fernando Schiavano, Subcolonial, 2018. Installation view at Ex stazione Agip, Lecce

ATTRAVERSAMENTI

Come chiarisce Marco Petroni: “Uno dei temi ricorrenti della poetica di Fernando è quello dell’attraversamento. Il sogno, per lui, è un modo di attraversare il tempo, che si traduce in attraversamento di luoghi per mezzo del segno, o a volte anche di ombre, immagini, presenze”. “L’attraversamento” – conclude ‒ “è indice di un divenire, di una trasformazione del territorio che l’arte può gestire. Ecco, un luogo come questo attraverso l’arte sta vivendo. Era un parcheggio abbandonato mentre oggi c’è la luce di un gruppo elettrogeno. C’è la luce dell’arte”.

Cecilia Pavone

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AutoreFernando Schiavano
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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".