Tutte le mostre da non perdere questo autunno a Copenhagen

Dalla luna alle installazioni sotterranee di Jeppe Hein. Le mostre da non perdere questo autunno a Copenhagen.

The Moon - From Inner Worlds to Outer Space C Lousiana Museum of Modern Art
The Moon – From Inner Worlds to Outer Space C Lousiana Museum of Modern Art

Il calendario delle mostre di questo autunno a Copenhagen è fittissimo. La recente notte della cultura ha permesso di visitare fino a tarda sera musei, gallerie e tanti altri spazi della capitale attraverso eventi speciali come la silent disco tra le sculture della Ny Carlsberg Glyptotek. Ecco la top list della nostra maratona culturale.

Giorgia Losio

1. LE OSCILLAZIONI DI SUPERFLEX E LA CANZONE 1 DI DOUG AITKEN

“Doug Aitken. SONG 1 Installation shot, Copenhagen Contemporary 2018.” Photo: Anders Sune Berg

Contemporary Copenhagen si è da poco installata nell’ex area industriale e militare di Refshaleøen, oggi sede di uno street food market e di negozi alternativi. Con il progetto CC Studio invita un artista a creare un’installazione totale site-specific. L’installazione di SUPERFLEXOne Two Three Swing!” è la prima mostra in questo formato e ci immerge in un universo ludico e collaborativo. Il collettivo danese sottolinea con questa installazione come l’esperienza condivisa può generare nuove attività e movimenti collaborativi. Vengono affrontate questioni fondamentali legate alla democrazia, all’economia e alla cittadinanza; le oscillazioni di SUPERFLEX sono solo apparentemente dei semplici giochi.  Riecheggia in lontananza un classico della musica pop americana: “I Only Have Eyes for You”. Si tratta della suggestiva installazione audio e video Song 1 dell’artista americano Doug Aitken che riflette i paesaggi urbani contemporanei tratteggiando una storia culturale della modernità.

Copenhagen Contemporary fino al 30.12.2018
http://cphco.org/en

2. TAKE MY BREATH AWAY

Danh Vo, 08:03:51, 28.05., 2009. SMK. Photo: Nick Ash

Per la mostra alla Galleria Nazionale l’artista danese-vietnamita Danh Vo ha creato una scenografia ad hoc composta da padiglioni cinesi su larga scala che racchiudono alcuni dei temi cari all’artista quali: migrazione, storia culturale e identità. Sono esposti tra gli altri l’Oma Totem, che mette insieme oggetti appartenuti alla nonna dell’artista rifugiata in Germania, un lampadario dell’Hotel Majestic di Parigi testimone nel 1973 degli accordi della pace di Parigi, grazie ai quali fu decretata la fine della guerra in Vietnam. L’artista solleva gli oggetti esistenti dal loro contesto originale, intrecciandoli per formare nuove narrazioni su identità e cultura. Per la sua esposizione nella galleria di sculture del museo, Vo ha scelto una selezione di sculture classiche della Royal Cast Collection, combinandole con lettini circolari rivestiti in tessuti e con lampade di carta Akari e piante.

Galleria Nazionale della Danimarca fino al 2.12.2018
https://www.smk.dk/en/

3. IN IS THE ONLY WAY OUT

Jeppe Hein “IN IS THE ONLY WAY OUT”. Photo: Anders Sune Berg

Cisternerne è una grotta di stalattiti unica in Danimarca, situata sotto la collina di Frederiksberg di Copenhagen e oggi sede di importanti mostre come l’attuale installazione “In is the only way out” dell’artista danese Jeppe Hein. Addentrandoci nelle profondità intraprendiamo un viaggio fisico attraverso i labirintici colonnati sotterranei e allo stesso tempo un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso stupore e disorientamento. Nelle profondità della grotta improvvisiamo un concerto attivando un sensore che invia una palla a colpire delle campane tibetane. I differenti suoni collegano i visitatori che, inconsciamente, creano musica insieme. Per essere in grado di sperimentare la luce, a volte bisogna affrontare e superare l’oscurità.

Cisternerne fino al 30.11.2018
https://www.cisternerne.dk/en

4. THE MOON. FROM INNER WORLDS TO OUTER SPACE

The Moon – From Inner Worlds to Outer Space C Lousiana Museum of Modern Art

Dalla pittura alla realtà virtuale, dalla superstizione alla scienza, dai miti alle missioni, dalle fantasie alle colonie spaziali, il Museo d’Arte Moderna ha appena inaugurato una affascinante mostra che presenta oltre 200 opere e oggetti che rappresentano il nostro rapporto con la Luna. Intraprendiamo un viaggio virtuale nello spazio e in noi stessi, attraverso opere che spaziano dalla mappa lunare di Galileo ai piani di Norman Foster per basi lunari stampate in 3D. La mostra anticipa il 50 ° anniversario del primo sbarco sulla luna con equipaggio, l’Apollo 11, nel luglio del 1969, che è uno dei fulcri della mostra. Non si tratta solo di una svolta tecno-logica ma di un evento spettacolare, estetizzato dalle immagini, anticipato e interpretato nella cultura visiva degli anni ’60. Su invito ufficiale della NASA, l’artista americano Robert Rauschenberg era presente al lancio dell’Apollo.

Lousiana Museo d’Arte Moderna fino al 20.01.2019
https://www.louisiana.dk/en

5. UN UOVO D’ORO E LA GRANDE ARTE

‘Solar Egg’ by Bigert & Bergström for Riksbyggen (2017). Kunsthal Charlottenborg, Copenhagen (2018). Photo: Anders Sune Berg.

Nel cortile della Kunsthal Charlottenborg spicca un gigantesco uovo d’oro, “Solar Egg”, creato dal duo di artisti svedesi Bigert & Bergström come simbolo del rinnovamento urbano di Kiruna, il paese più a nord della Svezia. La scultura racchiude una sauna, simbolo della socialità scandinava, che può essere utilizzata dai visitatori della mostra. Procedendo nelle sale espositive ci immergiamo in The Big Art, un paesaggio architettonico frutto delle fortunate collaborazioni creative del gruppo BIG (acronimo di Bjarke Ingels Group, studio danese fondato nel 2005 dall’architetto Bjarke Ingels) con opere d’arte di artisti del calibro di Ai Weiwei, Douglas Coupland, Jeppe Hein, esposte in scala 1: 1 – la dimensione originale dell’arte prevista per gli edifici di BIG e progetti urbani internazionali.  Una delle opere più suggestive è la casa del serial killer di Lars Von Trier in “The House That Jack Built”,film presentato in anteprima al Festival di Cannes. La mostra Out of Ousia presenta invece le opere dell’artista polacca Alicja Kwade, che mette in discussione le convenzioni scientifiche e sociali. Tra le varie opere in mostra vasi neoclassici creati dalla polvere di computer e smartphones e un’installazione creata appositamente per la mostra composta da enormi sfere di pietra provenienti da differenti Paesi e che evoca i pianeti e fenomeni fisici come forza gravitazionale.

Kunsthal Charlottenborg fino al 13.01.2018
https://kunsthalcharlottenborg.dk/en/

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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.