Osservatorio curatori. Cherimus

Per questo episodio della rubrica “Osservatorio curatori” siamo andati in Sardegna, più precisamente a Perdaxius. Qui un gruppo di ex studenti dell’Accademia di Brera ha dato vita a una realtà che ha come fulcro il confronto con la marginalità di determinati contesti socio-culturali e si attiva nello scambio con altri territori di frontiera.

Summer school, Tomba dei Giganti di Barrancu Mannu, Santadi 2018. Photo courtesy Cherimus
Summer school, Tomba dei Giganti di Barrancu Mannu, Santadi 2018. Photo courtesy Cherimus

Cherimus nasce nel 2007 dall’iniziativa di tre amici: Marco Colombaioni, Matteo Rubbi ed Emi Sabiu, che si sono incontrati a Milano fra le aule dell’Accademia di Brera, nel corso di Alberto Garutti.
Cherimus ha scelto di posizionare la propria sede a Perdaxius, un paese del Sulcis Iglesiente, sud-ovest sardo, un’area geografica periferica e di grande interesse ambientale. Inventare progetti in un territorio di frontiera ci ha portato a rimettere in discussione i ruoli e gli spazi precostituiti (artisti, curatori e addetti ai lavori, musei, gallerie ecc.) e a ragionare in base alle necessità del territorio e del nostro lavoro.
Per ogni progetto, Cherimus invita artisti da tutto il mondo e di tutte le discipline a confrontarsi con un contesto ambientale e progettuale atipico. Il nostro modus operandi incoraggia gli artisti a esplorare in profondità il tessuto sociale e culturale del Sulcis e a reinventare il proprio linguaggio in una chiave il più possibile condivisa, mettendo in discussione i concetti di autorialità, di opera, di pubblico e di spazio espositivo. In tutto questo, Cherimus non rappresenta uno spazio di quiete per l’artista, ma uno spazio magmatico e fortemente attivo, caratterizzato da un costante dialogo e da una ricerca originata sul posto grazie allo scambio con attori locali e altri artisti internazionali.

I nomi degli alberi, accampamento, Monte Narcao 2009. Photo Bertrand Huet. Courtesy Cherimus
I nomi degli alberi, accampamento, Monte Narcao 2009. Photo Bertrand Huet. Courtesy Cherimus

UNO SGUARDO SUL MONDO

Nel corso degli anni, Cherimus ha inoltre cercato di aprire il Sulcis a esperienze e idee provenienti da Paesi lontani, costruendo ponti fra realtà geograficamente distanti o apparentemente incompatibili, che tuttavia spesso condividono lo stesso squilibrio fra ricchezza e marginalità culturale. A questo scopo, abbiamo sviluppato negli anni numerosi progetti in collaborazione con istituzioni e associazioni di Africa, Medio Oriente e America.
L’ultimo di questi progetti, Carnival!Nairobi, ci ha portato in Kenya, dove abbiamo organizzato, in collaborazione con le associazioni Amani e Koinonia community, Teatro di Sardegna, i comuni sardi di Perdaxius e Narcao, un nuovo carnevale costruito insieme a gruppi di ragazze e ragazzi che vivono in strada. Il lavoro si è concretizzato in una parata in maschera per le vie di Nairobi. Carnival!Nairobi fa parte del progetto di residenza d’artista Darajart, ideato nel 2010 da Marco Colombaioni. Sempre in questa direzione si è mossa l’esperienza della Summer School che si è tenuta nel Sulcis dal 15 al 25 luglio: uno spazio sperimentale pensato per stimolare una discussione fra artisti e ricercatori attraverso l’esplorazione delle diverse discipline dell’arte.

Chadal, Dakar, 2011. Photo Vince Cammarata. Courtesy Cherimus
Chadal, Dakar, 2011. Photo Vince Cammarata. Courtesy Cherimus

METTERSI IN DISCUSSIONE

La pluralità di piani che caratterizza il progetto ci ha portato a coprire più mansioni contemporaneamente, a forzare le nostre competenze specifiche, a mettere in discussione i nostri ruoli in quanto artisti/attivisti/progettisti/curatori. Secondo Simone Weil, la composizione simultanea su piani diversi è la legge della creazione artistica, e ne costituisce la difficoltà.
Cherimus è formata da un gruppo composito di artisti e professionisti di vari settori e discipline, provenienti dalla Sardegna e dal resto del mondo: Fiammetta Caime, Derek MF Di Fabio, Andrea Rossi, Matteo Rubbi, Emi Sabiu, Carlo Spiga. In sardo, ‘cherimus’ significa ‘vogliamo’, ‘desideriamo’.

Dario Moalli

www.cherimus.net

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #45

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Dario Moalli
Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello della musica, recentemente ha collaborato con deerwaves.com e con mescalina.it.