Correva l’anno 1965: Marconi & Schifano, le leggi razziali in America, il libro di Anni Albers

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato (senza pretese di esaustività storica, beninteso!). Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1965

Nick Cave, Until, Carriageworks. Image Zan Wimberley 2018, courtesy Carriageworks
Nick Cave, Until, Carriageworks. Image Zan Wimberley 2018, courtesy Carriageworks

Nel 2018 ricorre il cinquantatreesimo anniversario dall’inizio della carriera di gallerista di Giorgio Marconi e dell’avvio del suo sodalizio con Mario Schifano. Per l’occasione la Fondazione Marconi concentra l’attenzione sull’artista romano dedicandogli un omaggio, a vent’anni dalla morte, e ripercorrendo gli inizi della sua collaborazione con Studio Marconi nella mostra Omaggio a Mario Schifano. Al principio fu Vero amore, in programma a Milano dal 29 novembre al 16 febbraio 2019. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ‘60 del secolo scorso? Dalla fine delle leggi razziali in America evocate nella mostra più grande e più complessa mai realizzata fino ad oggi dall’artista del Missouri Nick Cave, alla pubblicazione del testo seminale sulla tessitura della pioniera della fiber art Anni Albers, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. VERO AMORE: IL PRIMO QUADRO CHE MARIO SCHIFANO ESPONE A STUDIO MARCONI

Mario Schifano, Vero amore, 1965, collezione privata, Courtesy Fondazione Marconi, Milano © Mario Schifano by SIAE 2018

Vero amore è il primo quadro che Mario Schifano espone a Studio Marconi nel novembre del 1965, accanto a opere di Valerio Adami, Lucio Del Pezzo ed Emilio Tadini. Vero amore è anche il titolo della prima personale che l’artista tiene, sempre da Marconi, appena un mese dopo, e che coincide con la mostra inaugurale del primo spazio espositivo del gallerista in via Tadino 15, nella zona di Porta Venezia, al posto dell’atelier di cornici di suo padre Egisto, corniciaio dei maggiori artisti italiani degli anni Trenta.

2. LA FINE DELLA SEGREGAZIONE PER I NERI AMERICANI NELL’OPERA DI NICK CAVE

Nick Cave, Until, Carriageworks. Image Zan Wimberley 2018, courtesy Carriageworks

Il 1965 è l’anno in cui vengono definitivamente abrogate le cosiddette Leggi Jim Crow, emanate negli Stati Uniti d’America tra il 1876 e il 1965 per mantenere la segregazione razziale, in tutti i servizi pubblici, per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi. A questo periodo buio della storia americana fa riferimento l’opera Crystal Cloudscape dell’artista originario del Missouri Nick Cave, fulcro di Until, la sua mostra più grande e più complessa mai realizzata fino ad oggi, in corso presso Carriageworks, in Australia.

3. IL TESTO DI ANNI ALBERS, PIONIERA DELLA FIBER ART

Anni Albers in her weaving studio at Black Mountain College 1937

Pubblicato per la prima volta nel 1965 dalla Wesleyan University Press, On Weaving è un testo fondamentale sull’arte della tessitura dell’artista tessile Anni Albers, la cui opera è ora in mostra fino al 27 gennaio 2019 alla Tate Modern nella sua prima grande retrospettiva in UK. Figura centrale del workshop di tessitura presso il Bauhaus nella Germania del primo dopoguerra, dove incontra il suo futuro marito, il famoso pittore Josef Albers teorico dell’arte astratta, Albers in questo libro condensa il suo stile unico e luminoso. E lo fa realizzando un volume elegante che, in sole 80 pagine di testo (supportato da più di cento immagini), è in grado di raccontare, sia al lettore generico che al conoscitore più esperto, la storia della tessitura, entrando nel merito dei suoi strumenti e delle sue tecniche, e delle sue implicazioni per il design e i designer del XX secolo.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).