Suspension, la mostra nello strabiliante Palace d’Iéna durante la Paris Art Week

Continua il nostro tour nella art week parigina, tra la fiera FIAC e le mostre in giro per la città. Una di queste, in particolare, merita di essere visitata, soprattutto per le peculiarità architettoniche del palazzo che la ospita…

Mostre notevoli, in questi giorni parigini di FIAC, ce ne sono a bizzeffe: dall’effetto wow di Tomás Saraceno al Palais de Tokyo, autentica star di Instagram, alla magniloquenza di Picasso al Musée d’Orsay, passando per la grande retrospettiva di Gio Ponti al Museo di Arti Decorative e alla mostra storica dedicata al Cubismo al Pompidou.

AUGUSTE PERRET: IL POETA DEL CEMENTO

La chicca vera, però, alberga in un luogo che non è dedicato per sua natura alle esposizioni. Siamo sempre in zona Palais de Tokyo e Musée d’Art Moderne (quest’ultimo in fase di ristrutturazione), precisamente nella sede del Consiglio Economico, Sociale e Ambientale, organo statale di vitale importanza in terra francese.
Noto come Palace d’Iéna, prendendo il nome dall’omonima piazza, boulevard, stazione della metropolitana e distretto, è un capolavoro dell’architettura moderna. Il progettista è Auguste Perret, il “poeta del cemento”. Non vi aspettate tuttavia un edificio brutalista: si tratta al contrario di una miscela molto francese di grandeur neoclassica e guizzi modernisti, di marmi e mosaici, di colonne ioniche in cemento e scalinate monumentali elicoidali.
Un progetto mastodontico, al quale Perret lavorò dal 1937 al 1946, e che nella sua più ampia dimensione urbanistica ha impegnato la città fino al 1995.

LA MOSTRA

L’occasione, rara se non unica, di accedere a questo gioiello si deve alla mostra Suspension, organizzata dalla galleria londinese Olivier Malingue. Il sottotitolo dice già molto: Una storia aerea della scultura astratta 1918-2018. Cinquanta opere di trenta artisti, per l’appunto sospese al soffitto della hall monumentale del palazzo di Perret, con la Tour Eiffel che occhieggia di tanto in tanto dalle finestre.
Immancabile la presenza di un mobile di Alexander Calder, ma la panoramica – è proprio il caso di dirlo – risale fino a Duchamp, con un curioso latex colorato, e si spinge in avanti fino allo stesso Saraceno e a Cerith Wyn Evans, passando per una galleria di nomi di alto profilo, da Louise Bourgeois Olafur Eliasson, da Hans HaackeMan Ray, da Bruno Munari Ernesto Neto.
Occasione da non mancare, anche perché il tempo stringe: la mostra dura infatti soltanto una dozzina di giorni e chiude il 28 di ottobre.

– Marco Enrico Giacomelli

Parigi // fino al 28 ottobre 2016
Suspension. Une histoire aérienne de la sculpture abstraite. 1918-2018
PALAIS D’IÉNA
9, place d’Iéna
www.lecese.fr

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Marco Enrico Giacomelli

Marco Enrico Giacomelli

Giornalista professionista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris 8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et…

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