Un invito provocatorio, quello di Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori in quel di Novate Milanese: venite il 13 ottobre e saccheggiate la biblioteca. Come e perché ce lo ha spiegato in questa intervista. E ci ha raccontato anche molto altro, a partire dalla figura di un irregolare, Giovanni Testori, che oggi arricchirebbe infinitamente un’Italia sprofondata nella mediocrità.

Facciamo qualche passo indietro. Chi era Giovanni Testori? Hai cinque righe.
Testori è stato uno dei più scomodi e prolifici intellettuali del Novecento italiano: romanziere, drammaturgo, editorialista, pittore e critico d’arte moderna e contemporanea. Testimone delle periferie milanesi, come del Seicento Lombardo o di Francis Bacon, carnale fino a dar fastidio, omosessuale e cristiano inesorabile. Un personaggio che non si riesce a incasellare, alla Pasolini, da cui attingere senza ritegno, come fanno molti giovani oggi, tanto non si stropiccia.

Dopo il chi, il cosa: cos’era e cos’è oggi Casa Testori?
Casa Testori è una villa con giardino dal sapore rigoroso Anni Trenta. Nasce accanto alla fabbrica di famiglia e ne respira tutta l’essenziale agiatezza senza ostentazioni. Un edificio di venti stanze che ora ha un piano dedicato al padrone di casa, al suo archivio, ai suoi quadri e alla sua biblioteca d’arte del Novecento, ma che mantiene la sua funzione espositiva. Al pian terreno, una decina di stanze accolgono l’attività più sperimentale di Casa Testori, volta a ospitare, prevalentemente, giovani curatori e artisti contemporanei.

Casa Testori, Novate Milanese
Casa Testori, Novate Milanese

Quando sei arrivato alla direzione di Casa Testori? Cosa hai fatto in questi anni?
Dirigo Casa Testori dal 2009, un periodo lungo in cui, gomito a gomito con il nipote di Testori, Giuseppe Frangi (presidente dell’Associazione Testori), grazie allo staff di Casa Testori e a chi ci sostiene, abbiamo cercato di dar vita a una proposta originale e irregolare per la cultura italiana. Non volevamo musealizzare Testori o la sua opera, ci interessava usarne la potenza esplosiva per giocarcela nell’oggi. Certo abbiamo dedicato mostre a lui o a Pier Paolo Pasolini e perfino a uno scultore del Cinquecento come Gaudenzio Ferrari, ma non ci siamo preoccupati di difendere la pittura figurativa, che, del resto, si difende benissimo da sola. Abbiamo puntato sulle gener-azioni e, con mostre come Giorni Felici, abbiamo dato vita a cortocircuiti creativi fra oltre 170 artisti, dai venti agli ottant’anni.

Perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di venire fino a Novate Milanese, quando il capoluogo offre di tutto e di più?
Perché il centro non esiste e siamo a 10 minuti di macchina da City Life. Perché Milano non è Parigi e in 14 minuti di treno dalla stazione di Cadorna o da Repubblica ci si trova a Casa Testori. Perché quando la gente arriva non vuole più andar via: si ferma in giardino, si perde tra i libri e si lascia raccontare le storie irrequiete dell’arte, che scavalla i secoli e ci arricchisce interrogandoci.

Casa Testori, Novate Milanese. La Biblioteca
Casa Testori, Novate Milanese. La Biblioteca

Parliamo di cosa succederà il prossimo 13 ottobre, Giornata del Contemporaneo. Cominciamo dalla biblioteca, che inviti a saccheggiare. Spiegaci meglio.
Collocare 30mila volumi della biblioteca d’arte di un casinista bulimico come Giovanni Testori vuol dire fare delle scoperte incredibili, ma anche metterci un anno per ordinarla e per scoprire che oltre 500 volumi, spesso rari e bellissimi, sono doppi. Ora questo patrimonio è facilmente fruibile e a libera disposizione di tutti; i doppi, da sabato, li vendiamo a qualche euro, per finanziare la catalogazione. E chi prima arriva…

Sempre in biblioteca, nel pomeriggio, ci sarà una strana conferenza. Come si svolgerà?
Abbiamo chiesto a cinque studiosi scelti a campione – un curatore indipendente, un giovane ricercatore, un docente universitario, la direttrice di un museo e una conservatrice – di scegliere dalla biblioteca un libro raro e fondamentale e di raccontarcelo in venti minuti: Gaudenzio, Michelangelo, Moroni, Courbet e Picasso, gli artisti scelti.

Chiaro che non poteva mancare una mostra. Hai invitato Alex Urso, ben noto ai nostri lettori, ma in qualità di caporedattore della sezione fumetti. Però qui è in veste di artista.
Alex mi era stato segnalato da Marta Cereda per una mostra che stavo curando per Casa Testori a Edolo (Contexto) e, pensando a come inaugurare la biblioteca, mi è sembrato che la sua chiave, ironica e poetica insieme, fosse quella giusta per entrare in dialogo con la teoria di scaffali e maestri del Novecento che segnano il primo piano. Sarà una mostra sorprendente anche per chi conosce il suo lavoro fatto di collage e “teatrini” magici. È la prima che un’istituzione pubblica gli dedica in Italia e Testori non mancherà di fare capolino anche come pittore.

Casa Testori, Novate Milanese. Alex Urso, Welcome to the Jungle, 2017
Casa Testori, Novate Milanese. Alex Urso, Welcome to the Jungle, 2017

Domanda generale: qual è il futuro delle case-museo?
Per tre anni ho avuto la fortuna di sedere nel Consiglio d’Amministrazione del Museo Poldi Pezzoli di Milano, forse la più celebre delle case-museo italiane. Credo che il delta esperienziale che si vive tra Casa Testori e il Poldi Pezzoli non possa essere più ampio. Eppure questo “genere” museale è inconfondibile e trae la sua forza non dall’oggetto, ma dal racconto. Sono luoghi di grande carattere, dal carisma ineliminabile e, proprio perché identitari, fonte inaspettata per le nuove generazioni. In quasi dieci anni non abbiamo mai chiesto a un artista ospitato di fare un omaggio a Testori, ma sono fioccate decine di opere sorprendenti, che facevano riferimento al personaggio o alla sua storia e da cui siamo stati i primi a imparare qualcosa di nuovo.

Te la senti di fare un bilancio del tuo lavoro finora e una previsione, o un auspicio, di come vorresti Casa Testori fra cinque anni?
Per i bilanci aspettiamo il decennale in arrivo… Fra cinque anni immagino Casa Testori fuori dalle sue mura, impegnata, come già sta accadendo, a curar mostre e manifestazioni culturali in Italia e all’estero, contaminando contesti estranei al flusso stabilito dell’arte contemporanea. Perché, come dico ai miei studenti in università, l’arte nasce contemporanea e riguarda tutti: spetta a noi fornire convincenti chiavi d’accesso. Direi che c’immaginiamo liberi, assetati, costruttivi e irrequieti insieme, come Giovanni Testori.

Marco Enrico Giacomelli

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AutoreAlex Urso
CuratoreDavide Dall’Ombra
Spazio espositivoCASA TESTORI
IndirizzoL.go Testori - Novate Milanese - Lombardia
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Roberto Ago

    Si tratta di cataloghi non di libri, se non ho capito male, che notoriamente vantano prezzi ben diversi. Cosa vuol dire “qualche euro”?
    Grazie, Roberto