Chi è Vaclav Pisvejc, l’uomo che ha aggredito Marina Abramović colpendola con un quadro a Firenze

La notizia dell’aggressione a Marina Abramović all’interno del cortile di Palazzo Strozzi a Firenze ha fatto il giro del mondo. Ecco chi è l’uomo che l’ha aggredita e cosa c’è dietro al suo gesto scellerato…

Marina Abramovic a Venezia 2018 - foto di Irene Fanizza
Marina Abramovic a Venezia 2018 - foto di Irene Fanizza

Stiamo bene! Everything is fine!”. Con queste parole pubblicate su Facebook insieme ad una foto in cui abbraccia Marina Abramović (Belgrado, 1946), Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra “Marina Abramović. The Cleaner”, appena inaugurata a Palazzo Strozzi a Firenze, ha voluto stigmatizzare l’aggressione subita dall’artista serba nel cortile del museo. Un episodio violento, verificatosi mentre l’Abramović era intenta a firmare autografi, a margine della presentazione del libro-catalogo dell’esposizione. L’artista serba sta bene e, a parte lo shock, non ha subìto fortunatamente alcun danno fisico. Ma chi è l’uomo che l’ha aggredita e cosa nasconde questo gesto scellerato…

L’AGGRESSIONE

La notizia dell’aggressione ha avuto, come prevedibile, grande risonanza sia sui media italiani che internazionali. Del resto, l’Abramović è una vera star con una fama che travalica i confini del sistema dell’arte. E come tale è stata accolta a Firenze dove ha appena inaugurato una grande mostra-tributo che racconta cinque decenni di carriera dell’artista originaria di Belgrado. Un programma fittissimo di eventi, spalmato su più giorni, ha accompagnato l’apertura di quella che senza dubbio può essere considerata una delle mostre più importanti in Italia del 2018. E proprio a margine di uno di questi appuntamenti, la presentazione del libro “Marina Abramović Interviews 1976-2018” che raccoglie un nucleo di interviste all’artista degli ultimi 40 anni, è avvenuta l’aggressione. Come si siano svolti gli eventi, lo racconta la stessa Abramović nella nota stampa emessa a poche ore di distanza da Palazzo Strozzi. “Il fatto è successo dopo l’ultimo appuntamento in programma nell’ambito della mostra di Palazzo Strozzi ed ero molto felice per come era andato”, racconta l’artista. “Sono uscita dalla sala dove abbiamo svolto il booksigning e c’erano tante persone ad aspettarmi per una foto o per un autografo. In particolare c’erano tanti giovani che mi stavano dimostrando tanto affetto, che ho sentito tanto qui a Firenze in questi giorni. Tra la folla c’era un uomo sulla quarantina che portava con sé un dipinto raffigurante il mio volto in modo distorto. Si è avvicinato guardandomi dritto negli occhi e io gli ho sorriso, pensando che fosse un regalo per me. In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare violenta, venendo verso di me molto velocemente e con grande forza. Tutto ad un tratto mi ha sbattuto in testa violentemente il quadro, intrappolandomi dentro la cornice. Tutto è successo molto rapidamente. Poi le guardie lo hanno isolato e fermato e il direttore Arturo mi ha portato nel retro del bar nel cortile di Palazzo Strozzi per tranquillizzarmi.  Ero sotto shock”. L’aggressore è stato subito fermato dalla polizia e solidarietà immediata è stata espressa con un tweet dal sindaco Nardella, che ha condannato fortemente l’episodio.

CHI È L’AGGRESSORE

Secondo i primi accertamenti, l’autore del gesto è Vaclav Pisvejc (Praga, 1967), artista ceco già protagonista a Firenze in passato di episodi simili. Subito dopo l’accaduto, l’Abramović ha voluto incontrarlo per un confronto diretto sulle ragioni di questa azione. “La prima cosa che ho chiesto è stata: voglio parlare con lui, voglio sapere perché l’ha fatto. Perché questo odio contro di me?”, ha affermato l’artista serba, “Tutti sono rimasti molto sorpresi che volessi parlare a questa persona. Ma io sono così. Non fuggo mai dai problemi. Li affronto. Quindi lo hanno portato da me e gli ho chiesto: “Perché l’hai fatto? Qual è il motivo? Perché questa violenza?” Non gli avevo fatto niente. Non l’avevo mai incontrato prima. Lui ha detto: “L’ho dovuto fare per la mia arte”. Questa è stata la sua risposta”. Un gesto che Marina Abramović non riesce a comprendere e che, sottolinea, non ha precedenti nella sua carriera. “Per me è difficile capire ed elaborare la violenza. È la prima volta che mi succede una cosa del genere. E ancora non riesco a capire”, continua la donna, “Con la violenza sugli altri non si fa arte. Anche io sono stata una giovane artista non famosa ma non ho mai fatto del male a nessuno. Nel mio lavoro io metto in scena diverse situazioni e metto a rischio la mia vita. Ma questa è una mia decisione e stabilisco io le condizioni”. Il suo messaggio si conclude con un possibile perdono per l’autore del gesto. “In passato mi sarei arrabbiata per un fatto del genere”, afferma l’Abramović, “oggi invece provo compassione. La cosa più difficile è perdonare ma bisogna riuscire a farlo come dice il Dalai Lama“.

I PRECEDENTI

Ma chi è Vaclav Pisvejc il sedicente artista che ha compiuto il gesto? L’uomo non è nuovo a simili bravate e a Firenze ha già fatto parlare di sé in diverse occasioni: la prima volta nel 2012, quando tappezzò l’enorme ex convento di Sant’Orsola in pieno centro con dei finti dollari. Il gesto è diventato negli anni una sorta di marchio di fabbrica, ripetuto in azioni sempre al limite della provocazione. Nel 2014 si sdraiò nudo, ancora una volta sui dollari, in via Zannetti, a due passi dal Duomo di Firenze, di fronte all’ingresso del museo Casa Martelli. L’anno dopo, invece, in pieno giorno si spogliò di nuovo proprio lungo la navata di Santa Maria del Fiore, la cattedrale fiorentina, provocando moltissime polemiche.

Pisvejc ha colorato con una bomboletta spray la scultura di Urs Fischer che per mesi è stata ospitata in Piazza della Signoria

Lo scorso gennaio l’ultimo assalto: Pisvejc ha colorato con una bomboletta spray arancione “Big clay”, la colossale scultura di Urs Fischer che per mesi è stata ospitata in Piazza della Signoria. Fino all’atto di violenza nei confronti dell’Abramović. Lascia interdetti che una persona, già nota alle forze dell’ordine per azioni al limite della legalità, sia lasciata libera di muoversi tra mostre e monumenti. Nonostante il ripetersi di episodi, anche ieri l’artista è stato prontamente rilasciato in libertà.

–       Mariacristina Ferraioli

 

Dati correlati
AutoreMarina Abramovic
CuratoreArturo Galansino
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.
  • federico

    Condivido pientamente la posizione dell’Artista ceco, non ha fatto altro che esprimere la sua arte, per quanto legalmente o moralmente scorretta, inoltre non ha cercato di evitare le conseguenze di tale gesto artistico quindi non vedo cosa ci sia da condannare.
    Aggiungo: “Anche io sono stata una giovane artista non famosa “. Questa affermazione mi provoca conati di vomito.

  • http://buonsens.blogspot.it/ CoDa

    perché voi di Artribune non provate ad intervistarlo? solo x capire qualcosa di più…

  • http://www.athanor-arte.com Domenico Ghin

    Un utile idiota alla causa della Marina Abramovic.

  • Novella

    Ah! ah! … ilare.
    Una performance (scarsina) nella performance (inquietante)
    Gran scalpore mediatico a (s)favore di artisti furbastri.

  • http://www.pinoboresta.com Pino Boresta

    Entro quali limiti deve rimanere un raid, un blitz, un’azione o una performance clandestina affinché si guadagni il marchio di opera d’arte? Ma soprattutto chi è che decide che quella è un azione artistica e quell’altra no? E se il limite, concepito come confine, nasce per essere superato (questo la storia dell’arte ce l’ha mostrato molte volte) specialmente se vi è in corso una guerra, magari come per molti emigranti che decidono di scappare dal proprio paese ma anche per quegli emigranti che vogliono migliorare la propria condizione di vita che vedono dall’altra parte dello vetro (e badate bene che il paragone non è fuori luogo in una società dove viene insegnato che conti qualcosa solo se diventi famoso, famoso a qualsiasi costo), a che punto può arrivare, e cosa può provocare la smania di un artista che vuole imporre la propria opera a tutti costi? Che alternativa ha un artista che non volesse incanalare la sua inquietudine in maniera sbagliata? Credo sia giunto il tempo che si incomincia a interrogarci seriamente su queste questioni iniziando a mettere dei punti, ma anche delle virgole e tutto il resto della punteggiatura.

    19 ArtBlitz dal 2007 al 2016 senza esagerare.

    Cronistoria
    1° Voglio una Biennaleeee!
    2° Antidemocrate
    3° Come in un film di Godard
    4° Parassita dell’arte
    5° Why not?
    6° La 24 ore di Pino Boresta
    7° Un Sovvertitore
    8° Fluxus Blitz di Pino Boresta
    9° Per chi non c’era
    10° Esserci per scomparire
    11° C’è troppo silenzio nei Musei
    12° Parole, parole, parole.
    13° Io vivrò.
    14° Ars Defens.
    15° It’s up to me!
    16° Eat shit and die.
    17° Io ce l’ho piccolo.
    18° Manifesto della Boresta.
    19° Fuori programma.

    I titoli e date:
    1° V.B.P.07 – Venezia Biennale Performance 8/06/2007.
    2° P.T.08 – Performance Triennale 25/05/2008.
    3° P.Q.08 – Performance Quadriennale 18/06/2008.
    4° P.G.N.08 – Performance Galleria Nazionale 4/10/2008.
    5° A.R.P.09 – ArtO’ Roma Performance 3/04/2009.
    6° F.P.09 – Faenza Performance 19/04/2009.
    7° V.B.P.09 – Venezia Biennale Performance 4/06/2009.
    8° A.R.P.10 – Auditorium Roma Performance 26/02/2010.
    9° M.P.10 – Miart Performance 26/03/2010.
    10° V.B.P.11 – Venezia Biennale Performance 13/06/2011.
    11° A.R.P.11 – ARIA Roma Performance 11/12/2011.
    12° M.E.P.12 – Maxxi Enpleinair Performance 29/09/2012
    13° R.B.P.13 – Roma Biblioteca Performance 13/03/2013
    14° P.Q.14 – Performance Quadriennale 25/02/2014
    15° A.A.14 – Asta Autogestita 05/03/2014
    16° O.T.P.14 – One Torino Performance 06/11/2014
    17° M.I.P.15 – Macro Intervento Performance 02/07/2015
    18° P.P.15 – Prato Performance 26/09/2015
    19° A.P.16 – Artughet Performance 12/05/2016

    I luoghi:
    1° VBP07 – Arsenale alla 52° Biennale di Venezia.
    2° PT08 – Palazzo della Triennale di Milano.
    3° PQ08 – Palazzo delle Esposizioni di Roma.
    4° PGN08 – Galleria Nazionale Arte Moderna a Roma.
    5° ARP09 – Palazzo dei Congressi di Roma.
    6° FP09 – Teatro Masini e altri vari luoghi a Faenza.
    7° VBP09 – Piccolo Arsenale alla 53° Biennale di Venezia.
    8° ARP10 – Auditorium di Roma.
    9° MP10 – Fieramilanocity a Milano.
    10° VBP11 – Padiglione Italia Arsenale 54° Biennale di Venezia.
    11° ARP11 – Teatro Valle Roma.
    12° MEP12 – MAXXI Roma.
    13° RBP13 – Biblioteca Nazionale a Roma.
    14° PQ14 – Villa Carpegna a Roma.
    15° AA14 – Cura Basement Roma.
    16° OTP14 – Palazzo Cavour Torino.
    17° MIP15 – MACRO Roma.
    18° PP15 – Monash University Prato.
    19° AP16 – Chiesa Santa Rita da Cascia Roma.

    p.s.
    Trovate i dettagli sul mio blog “Il Situazionauta”.

  • https://tlsmyass.com TheGoatNemesis

    How to transform a news to a propaganda for the boring queen.
    Shame on the author of the article.
    Like Diogene da Samo said:
    “You treat me like a dog then I behave like a dog”
    Violence is not good but stealing money with old boring things is worst

  • Angelov

    Quanti ghirigori intorno ad una bravata violenta che si vorrebbe interpretare come gesto artistico, solo perché avvenuta in un contesto culturale; proprio come l’orinatoio di Duchamp, ancor oggi attuale…o come l’idea “contemporanea” che qualsiasi oggetto tridimensionale possa essere una scultura; no grazie.