Parte viennacontemporary. L’intervista alla direttrice artistica Christina Steinbrecher-Pfandt

Inizia l’autunno delle fiere: è il weekend di viennacontemporary. Ne abbiamo parlato con la direttrice artistica Christina Steinbrecher-Pfandt

viennacontemporary 2017, ph. A. Murashkin
viennacontemporary 2017, ph. A. Murashkin

Fino al 30 settembre Vienna ospita la fiera dedicata al contemporaneo con un format particolare ed un focus sull’Europa Orientale. Ma soprattutto attento ad attrarre nuovi acquirenti europei ed americani, grazie anche ad una stretta relazione con i collezionisti austriaci.

Quali sono le idee che stanno alla base di viennacontemporary?
Di certo l’attenzione a mostrare il meglio della nostra area geografica, mi riferisco all’Austria e all’Europa Orientale. Noi adottiamo una suddivisione con un 30% di partecipanti austriaci, 30% provenienti dalla Comunità Europea e il rimanente dal resto del mondo. Inoltre ogni anno abbiamo un focus su una nazione grazie a cui mettiamo in luce la scena artistica di una nazione dell’est Europa. Ciascuna nazione e ciascun sistema sono in differenti fasi di sviluppo. Mettiamo un grande impegno per non fare scelte che non siano ovvie: quest’anno sarà l’Armenia. Poi abbiamo una forte sezione di incontri: organizziamo infatti delle conversazioni tra professionisti, curati da Kimberly Bradley, e dei confronti tra collezionisti, seguiti invece da Vivian Gandelsman. Ricerchiamo un grande confronto tra gli attori del sistema per portare la nostra area di riferimento all’attenzione del collezionista.

Christina Steinbrecher Pfandt, ph. A. Murashkin
Christina Steinbrecher Pfandt, ph. A. Murashkin

E in che modo cercate di attrarre i collezionisti e gli altri attori del sistema? Quale tipologia di collezionisti visitano la fiera?
Negli anni abbiamo significativamente allargato la nostra base di collezionisti. I “locali” sono stati coinvolti in maniera significativa e hanno fatto crescere altri collezionisti anche grazie all’entusiasmo sull’onda di viennacontemporary. Sono stati infatti formidabili supporter della fiera, hanno aperto le loro collezioni e le loro case socializzando con i collezionisti internazionali che sono venuti in visita. A questi ultimi viene offerta una fiera unica nel suo genere con un programma VIP molto articolato che si dirama nelle istituzioni della città. Le esperienze personali e l’opportunità di vedere arte di livello è il miglior modo di riavere collezionisti negli anni successivi. Il nostro team è particolarmente incisivo e attento alle esigenze personali, e le persone apprezzano il fatto di essere trattate bene.

Da dove provengono i vostri collezionisti?
Dall’Europa, molti parlano tedesco, ma anche dal Belgio, dalla Svizzera e dal Regno Unito. Stiamo poi registrando un aumento di collezionisti dagli Stati Uniti, dal Sud America e dall’Asia.

E come selezionate le gallerie che partecipano?
Le proposte spettano ad un team che cura le relazioni con le gallerie e a me. Seguiamo da vicino su cosa avviene nella nostra area geografica di riferimento dalla quale scegliamo le gallerie più significative e che possano essere una buona opportunità per la fiera. In cambio cerchiamo di offrire una fiera che possa essere per loro un’iniziativa sostenibile. La selezione finale viene effettuata da un comitato di ammissione.

Ryts Monet, Palm Oil (Neon), 2016, Courtesy Galleria Michela Rizzo
Ryts Monet, Palm Oil (Neon), 2016, Courtesy Galleria Michela Rizzo

Come dialoga la fiera con il contesto della città?
I talk destinati agli addetti ai lavori concepiti da Kimberly Bradley partono dallo stesso tema: “dove siamo noi ora?”. Tali confronti guardano proprio alla nostra situazione odierna a Vienna. Molti dei protagonisti del mercato che qui lavorano sono infatti in dialogo con altri attori del mercato internazionale. La chiave è quella dello scambio di competenze e degli approcci.

Insieme ad ArtBerlin, viennacontemporary è in Europa il primo evento della nuova stagione. Questa può essere una buona occasione di mercato, ma va segnalato che le fiere avvengono nello stesso fine settimana, in nazioni vicine entrambe di lingua tedesca. Non è questo un grosso problema?
Tale sovrapposizione avviene solo quest’anno a causa di un problema logistico di Berlino. E comunque, come fiere ci consultiamo sulle date e non abbiamo certo intenzione che questo accada di nuovo. Abbiamo bisogno di grandi risultati in tutte le fiere all’interno dell’Europa!

‒ Daniele Capra

viennacontemporary
27-30 settembre ore 12-19
Marx Halle
Karl-Farkas-Gasse 19
1030 Vienna

www.viennacontemporary.at

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Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.