BoCs Art a Cosenza: le immagini della terza edizione della residenza

I 14 artisti della terza edizione di BoCs Art a Cosenza, a cura di Giacinto Di Pietrantonio con Giovanni Viceconte, raccontano ad Artribune l’esperienza per immagini, con disegni e interventi realizzati apposta per il nostro giornale.

Karin Andersen

Di BoCs Art abbiamo parlato fino allo sfinimento: per le polemiche, per la ballata delle nomine che ha visto l’uscita del critico e curatore Alberto Dambruoso dal progetto, la proposta di mettere il tutto nelle mani di Vittorio Sgarbi, naufragata a fuor di popolo, infine la nomina di Giacinto Di Pietrantonio a direttore artistico. BoCs Art è un progetto di rigenerazione urbana fortemente voluto da Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, ed è parte di quel fenomeno raccontato lungamente da Artribune, che vede la Calabria una regione sempre più attiva nel contemporaneo. Inoltre, rappresenta un’idea originale nell’ambito del settore “residenze” perché non esiste in nessuna parte del mondo un “villaggio” così articolato.  Infatti, la presenza di più artisti e curatori invitati ad ogni residenza, provenienti da tutto il mondo, fa di questo progetto un luogo di creatività globale che si rapporta a vari livelli con la città e il territorio circostante. Nel frattempo, chetate le discussioni della scorsa primavera, è partita la terza edizione delle residenze con il ciclo La città del sole, in riferimento all’utopia del grande calabrese Tommaso Campanella interessato alle teorie del filosofo cosentino Bernardino Telesio. Il progetto vede Giacinto Di Pietrantonio, affiancato nella curatela da Giovanni Viceconte. Proprio quest’ultimo ha raccontato ad Artribune cosa è successo a settembre.

RACCONTO DI UN’ESPERIENZA 

“Per questa III sessione, in svolgimento dal 13 al 25 settembre, 2018, abbiamo selezionato 14 artisti” (Rebecca Agnes, Giulio Alvigini, Karin Andersen, Gabriele Arruzzo, Sabrina D’Alessandro, Francesco Fusi, Cristina Gardumi, Dario Guccio, Luca Matti, Elisa Mossa, Marco Pio Mucci, Marco Pace, Gabriele Picco, Danilo Sciorilli, ndr), spiega, “di provenienza e generazione differente che nel loro lavoro mostrano una particolare attenzione al disegno e alla parola. Una scelta fatta con l’intento di creare un dialogo con il Festival del Fumetto che si svolge ogni anno a Cosenza. Inoltre, conferma   come negli ultimi anni sempre più artisti sono attenti a questo tipo di arte, tanto che alcuni di loro operano nei due campi espressivi: arte del fumetto e pura arte visiva”. Bocs art rappresenta anche “per noi curatori un periodo di studio e un momento privilegiato per una riflessione sulle pratiche artistiche ma anche un’opportunità per stabilire  connessioni  con il luogo  e  gli autori partecipanti, con i quali  si  è stabilito da subito un rapporto  non solo professionale ma  soprattutto umano”.  Una modalità di convivenza-relazione che consente di lavorare con artisti differenti e stabilire nuove forme di collaborazione con il territorio e le persone che ruotano intorno al progetto. “Tutti elementi necessari che concorrono alla riuscita di questa residenza”. 

IL RACCONTO DELLA RESIDENZA PER IMMAGINI

Gli artisti invitati usano nella propria poetica il disegno e la parola come strumento di primaria importanza, “pertanto abbiamo deciso di chiedere loro di raccontarci attraverso un disegno/immagine la loro esperienza in residenza”. Questa “intervista illustrata”, come l’ha definita Viceconte, è in grado di guidare  il lettore in una sorta di viaggio tra le storie  e le immagini di un momento di vita  vissuto dagli artisti, “un’occasione di evasione dalla realtà stessa  e un mezzo per cogliere  relazioni e collegamenti differenti, in quanto un’immagine può dire più di 1000 parole”. Le immagini sono state realizzate appositamente per Artribune.

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