Movements, una collettiva di artisti italiani negli spazi di Villa Orlandi-Clini a Capalbio

La mostra promossa da Casa Musumeci Greco riapre al pubblico gli spazi di Villa Orlandi-Clini, a Pescia Romana, non lontano dalla più nota Capalbio.

Movements - Villa Orlandi-Clini, Silvia Giambrone, Still life with wallpaper
Movements - Villa Orlandi-Clini, Silvia Giambrone, Still life with wallpaper

Casa Musumeci Greco è una delle case d’arte più belle di Roma, con centinaia di opere raccolte negli anni dalla proprietaria nonché anima dello spazio, Ines Musumeci Greco.Un luogo in cui si fonde privato e pubblico con la collezione che diventa il punto di partenza di un’arte perennemente in divenire che lascia i suoi segni attraverso: conversazioni, mostre di artisti famosi e talenti emergenti, performance, feste. Tra i vari progetti Casa Musumeci Greco presenta il programma OUTDOOR, un ciclo di mostre da realizzare al di fuori degli spazi della casa-museo. La mostra pilota è la collettiva Movements, inaugurata lo scorso 28 luglio a Villa Orlandi-Clini, a Pescia Romana, non lontano dalla nota località turistica di Capalbio.

LA MOSTRA

La collettiva nasce come un progetto speciale promosso da Casa Musumeci Greco e co-curata da Rosa Ciacci e Giuliana Benassi. La mostra, che si articola negli spazi sia interni che esterni di Villa Orlandi-Clini a Pescia Romana, presenta le opere di un gruppo di artisti italiani che, attraverso media differenti, raccontano e analizzano l’idea di movimento come metafora del nostro tempo. “Abbiamo sempre sviluppato progetti che partono dalla collezione ma mai esterni agli spazi della sede romana”, racconta ad Artribune Rosa Ciacci che dal 2007 si occupa dei progetti speciali di Casa Musumeci Greco, “qualche mese fa Ines mi ha chiesto di pensare ad un progetto ad hoc per Villa Orlandi-Clini. L’idea di Movements è sorta in maniera naturale”. Un progetto espositivo che tocca alcuni dei temi di più cocente attualità. “Movements prende avvio dai grandi movimenti globali legati ai flussi migratori e ai cambiamenti climatici”, puntualizza la Ciacci, “anche la mostra nasce in un certo qual senso da uno spostamento che ci ha spinto a portare l’arte in un posto non istituzionale durante l’estate che è un periodo in cui si visitano in genere meno mostre”. Gli artisti coinvolti? Andreco, Gonzalo Borondo, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Silvia Giambrone, Alessandro Giannì, Marta Mancini, Leonardo Petrucci, Mariagrazia Pontorno, Alessandro Sarra.

IL PROGETTO PILOTA

La mostra si può visitare su prenotazione fino al 20 agosto ma è già tempo di pensare al futuro. “Si tratta assolutamente di un progetto pilota”, continua la curatrice, “che si svilupperà negli anni successivi, se è possibile, ancora a Villa Orlandi-Clini. Una mostra in progress destinata a crescere nel tempo con il contributo di artisti di generazioni differenti. L’idea è quella di creare un museo anche lì dove non c’è”. Una sorta di viaggio al contrario con l’arte che dal centro della metropoli si sposta in provincia seguendo il flusso dei viaggiatori che d’estate lasciano le città per le vacanze. “L’idea è quella di trasformare Movements nell’appuntamento estivo fisso di Casa Musumeci Greco”, conclude la curatrice, “mentre durante l’anno continueranno i progetti speciali nella sede di Roma, in particolare Pd’A, prova d’artista, il format che curo ormai da alcuni anni e che rende visibile l’intera ricerca di un artista a partire dalla “ricostruzione” dello studio in cui lavora”. Ecco le immagini della mostra.

Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.