Ritratto dell’artista come criptovaluta. Carlo Zanni

Un focus sull’artista che ha trasformato in materiale creativo la tanto discussa criptovaluta. Descrivendone rischi e conseguenze.

La criptovaluta ZANNI (Ẓ) ideata dall'artista Carlo Zanni
La criptovaluta ZANNI (Ẓ) ideata dall'artista Carlo Zanni

Dal pranzo di Natale con i parenti fino in spiaggia sotto l’ombrellone, tra gli argomenti di conversazione più diffusi degli ultimi tempi ci sono sicuramente blockchain e criptovalute. Ma di cosa si tratta realmente? Potrà essere davvero la realizzazione del mito di una tecnologia distribuita e partecipata in grado di scardinare l’attuale struttura del sistema economico e finanziario? E in che modo può diventare interessante ed essere applicata nel mondo dell’arte?
L’artista Carlo Zanni da tempo si interessa alle dinamiche economiche del mercato dell’arte, chiedendosi se nell’era del cloud e della cripto-finanza sia possibile aggiornare i meccanismi di attribuzione di valore economico e culturale alle opere d’arte. Il suo ultimo lavoro in questo senso è la creazione di una valuta che è un’opera d’arte in sé e porta il nome stesso dell’artista. ZANNI (Ẓ) è una criptovaluta fondata a partire dalla piattaforma di smart contracts Ethereum. Mille è il numero di ZANNI disponibili e acquistabili, il cui valore fluttua in base a quello degli Ether, la criptomoneta alla base di Ethereum: 1 Ether = 10 ZANNI.

SPECULAZIONE E VALORE

Con questo lavoro l’artista intende portare alle estreme conseguenze le dinamiche di un mercato dell’arte in cui domina la speculazione e in cui, di conseguenza, il valore dell’opera sembra essere determinato unicamente dal suo prezzo. In questo progetto, l’opera d’arte, il prezzo e l’artista stesso si sovrappongono, si mescolano e collassano l’uno nell’altro: il prezzo è l’opera e l’artista diventa la valuta. Come fare quindi per vedere l’opera? Bisogna prima comprarla e solo successivamente si potrà averla nel proprio portafoglio digitale, spiega l’artista. Si potrà così contemplarla sotto forma di numeri astratti su uno schermo, l’essenza stessa della speculazione dell’art market.

Matteo Cremonesi

http://zanni.org/coin/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #44

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.