Raccontare la memoria. Hamzehian e Mortarotti a Torino

Galleria Alberto Peola, Torino ‒ fino al 1° giugno 2018. Il duo composto da Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti ripercorre un tragico capitolo della storia recente. Ponendolo in dialogo con l’attualità.

“Il genio è uscito dalla bottiglia” è un’espressione tipica con cui gli americani fanno riferimento a eventi o scoperte che, una volta rivelati, cambiano il mondo in maniera irreversibile. Come quella dell’energia atomica, la cui era inizia il 16 luglio 1945 con la prima esplosione nucleare presso Alamogordo (New Mexico), appena pochi giorni prima delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Da Trinity Site, luogo di quel primo esperimento, parte la ricerca del duo Anush Hamzehian (Padova, 1980) e Vittorio Mortarotti (Savigliano, 1982): fotografia e video servono l’intento documentaristico e narrativo eppure mantengono uno spessore estetico e poetico, in un lavoro di estrema attualità che si connette, in modo non diretto né banale, alla tesa situazione politica del Medio Oriente.
Fra tragedie individuali e disastri collettivi, la storia viene riscritta, nella memoria e nell’interpretazione dei singoli. Nella distanza tra l’americano medio, che rilegge i fatti a suo uso e consumo, e il reduce dalla guerra in Iraq, che quell’illusione ha scontato sulla propria pelle e sa che il genio, nella bottiglia, ormai non ci rientra più.

Emanuela Termine

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Nome eventoAnush Hamzehian / Vittorio Mortarotti - Most were silent
Vernissage03/05/2018 ore 18
Duratadal 03/05/2018 al 01/06/2018
AutoriVittorio Mortarotti, Anush Hamzehian
CuratoreStefano Riba
Generifotografia, personale
Spazio espositivoPEOLA SIMONDI
IndirizzoVia Della Rocca 29 - Torino - Piemonte
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Emanuela Termine
Emanuela Termine (Roma, 1978) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulle relazioni fra arte e architettura in Italia tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Fino al 2013 è stata responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi. Dal 2006 è curatrice senior presso Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, a Roma. Nel 2012 ha curato il progetto “Lingua Mamma”, vincitore del concorso "Arte, Patrimonio e Diritti Umani", indetto da Connecting Cultures con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.