Elogio delle differenze costruttive. Boisi, Galindo e Palazzari a Caserta

Un triunvirato estetico, negli spazi della Reggia di Caserta, pone l’accento sul rapporto tra l’arte e l’abitare, sul potere della singolarità, sulla forza della memoria. Primo step di una avventura che vedrà la nascita di un libro e la sua presentazione al Museo Madre di Napoli.

Valentina Palazzari. Passaggi di stato. Reggia di Caserta, 2018. Photo (c) Manolis Baboussis ADAGP
Valentina Palazzari. Passaggi di stato. Reggia di Caserta, 2018. Photo (c) Manolis Baboussis ADAGP

Il trialogo aperto tra Lorenza Boisi, Regina José Galindo e Valentina Palazzari negli imponenti ambienti della Reggia di Caserta rappresenta una delle possibili modalità di ridisegnare lo spazio mediante manovre linguistiche che pongono al centro dell’attenzione una nuova relazione tra l’arte e l’abitare, tra il potere della singolarità e la forza della memoria. Come un appuntamento che tesse una relazione estetica con l’architettura, Boisi / Galindo / Palazzari. Passaggi di stato, a cura di Bruno Corà e Davide Sarchioni, è infatti un confronto di tre figure dell’arte linguisticamente lontane eppure connesse (“una connessione ideale e metaforica”, puntualizza Bruno Corà), unite da una libera scelta curatoriale, da una fibra culturale fatta di intrecci dialettici, di scontri costruttivi, di “passaggi di stato” intesi, questi, da una angolazione che pone l’accento sulla forza del plasmare, sulla metamorfosi, sugli elementi costitutivi dell’opera.

Lorenza Boisi. Passaggi di stato. Reggia di Caserta, 2018. Photo The Knack Studio
Lorenza Boisi. Passaggi di stato. Reggia di Caserta, 2018. Photo The Knack Studio

PAROLA AL CURATORE

Le opere in mostra mirano a comporre un complesso e variegato itinerario visivo ed emotivo che procede per distinte tipologie di sequenze e piani di lettura stratificati”, suggerisce Davide Sarchioni in una dichiarazione scritta appositamente per noi. “Si individuano così metaforici passaggi di stato da un linguaggio all’altro, dalla parete bidimensionale allo spazio oggettuale o virtuale, sollecitando un proliferare di tensioni, echi e rimandi estetici, spaziali e culturali che passano attraverso i vari materiali utilizzati nelle loro trasformazioni e trasfigurazioni: dalla solidità strutturale del ferro alla precarietà della ruggine per Palazzari, dalla duttilità della ceramica policroma all’elegante leggerezza della seta quali naturali estensioni della pittura per Boisi, fino al corpo umano di Galindo coinvolto in azioni virtualmente riproposte dal video e dalla fotografia o soltanto percepito attraverso un sonoro”.
Dislocata Fra le Retrostanze del ‘700 e il Vestibolo inferiore, la mostra segue un andamento che si impianta nella dimensione scenografica della Reggia per rinnovare un patto tra il passato e il presente dell’arte. Si tratta tuttavia di un’avventura che non si esaurisce nel nodo di una esposizione temporanea dacché il successivo passo sarà quello di organizzare un libro e una presentazione del progetto a Napoli, al Museo Madre.

Antonello Tolve

Evento correlato
Nome eventoBoisi | Galindo | Palazzari - Passaggi di stato
Vernissage23/02/2018 ore 17 su invito
Duratadal 23/02/2018 al 20/03/2018
AutoriRegina José Galindo, Lorenza Boisi, Valentina Palazzari
CuratoriBruno Corà, Davide Sarchioni
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoREGGIA DI CASERTA
IndirizzoVia Douhet 22 - Caserta - Campania
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.