Morto Antonio Del Guercio, critico d’arte, tra i massimi esperti dell’Ottocento. Aveva 94 anni

Si è spento a Roma, all’età di 94 anni, Antonio Del Guercio, professore universitario e figura chiave della critica italiana ed internazionale, noto per essere tra i massimi esperti dell’Ottocento francese.

Antonio Del Guercio
Antonio Del Guercio

A poche settimane di distanza da Gillo Dorfles,un’altra figura chiave della critica d’arte italiana ci lascia. Si è spento a Roma, dopo lunga malattia, Antonio Del Guercio (Parigi, 1923 – Roma, 2018), professore universitario e figura chiave della critica italiana ed internazionale, riconosciuto come uno dei massimi esperti dell’Ottocento francese. Aveva 94 anni.

IL CONTRIBUTO DI DEL GUERCIO

Credo che il principale contributo di Antonio Del Guerciosia stata la capacità di prendere posizione come critico militante”, racconta ad Artribune il professor Francesco Galluzzi,che di Del Guercio è stato allievo e con cui ha sempre conservato uno stretto legame umano e professionale, “riuscendo ad inserire queste posizioni in una prospettiva culturale e storica più ampia e questo ha costituito la ricchezza del contributo che lui ha dato all’articolazione della critica d’arte italiana ed internazionale. Ha contribuito a ricostruire le matrici di alcuni accadimenti del presente nella pittura francese dell’Ottocento, sviluppando in questa prospettiva di studio alcune intuizioni del suo ‘maestro’ Roberto Longhi. Ha letto, inoltre, il presente come un momento articolato e conflittuale, mai cedendo alle semplificazioni della partigianeria”.

UNA VITA TRA PARIGI E ROMA

Nato a Parigi nel 1923, Del Guercio ha compiuto qui i suoi studi fino al liceo, prima di trasferirsi a Roma e laurearsi in Lettere Moderne all’Università La Sapienza. Il legame con la capitale francese resta, però, inalterato. La sua vita è un continuo spostarsi tra l’Italia e la Francia dove collabora con le riviste Opus International, Chroniques de l’art vivant, Vingtième Siècle e Les Cahiers du musée national d’art moderne. Il clima vivace di Parigi favorirà i suoi studi di storia dell’arte e lo porteranno a focalizzarsi in particolare sull’Ottocento francese. Nel 1963 Del Guercio ottiene la sua prima cattedra di Storia dell’Arte all’Albertina di Torino, ruolo che ha ricoperto anche presso le università di Lecce e Firenze, dove diventa professore ordinario di storia dell’arte contemporanea. Una carriera luminosa che lo ha portato più volte ad essere invitato come visiting professor nelle università canadesi e francesi.

LE PUBBLICAZIONI E LA CURATELA

Riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti dell’Ottocento francese, Del Guercio ha affiancato alla sua professione di docente, anche un’intensa attività di ricerca e di studio. Tantissime le pubblicazioni, a partire da Géricault del 1963, che ha avuto il merito di riportare l’artista francese al centro dell’attenzione e del dibattito della critica dopo un periodo prolungato di silenzio. L’opera successiva Parigi 1750-1950 – Arte e critica d’arte nel centro della modernità è considerata ancora oggi uno dei testi più importanti sulla storia della critica d’arte francese dell’Ottocento e del Novecento tanto è vero che è stato ristampato dopo essere stato ampliato nel 2015. Ricordiamo poi Parisien malgré lui – De Chirico 1911-1915,ma anche testi di approfondimento sull’estetica di Charles Baudelaire e sulla narrativa francese, da Stendhal a Emile Zola. Tra le sue pubblicazioni più recenti troviamo Il senso nell’arte moderna. Domande e risposte in epoca di crisi storico-culturale del 2011 e L’opera d’arte all’epoca della sua precarietà del 2012. All’attività di studioso, Del Guercio ha affiancato quella di curatore realizzando mostre importanti, sia in Italia che in Francia, tra gli anni ’60-’70-’80. Curò John Heartfield dadaa Roma (1967), Renato Guttuso, La mémoire les objets les gestespresso il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi (1971); fu, nel 1978, nominato membro del Comitato di curatori per la Biennale di Venezia e nel 1985, assieme a Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Filiberto Menna, lavorò a L’Italie aujourd’hui Regards croisés sur la peinture a Nizza. Nel 1998, infine, ha coordinato il Comitato scientifico italo-francese per la realizzazione della mostra Il futuro alle spalle sull’artetra le due guerre in Italia e Francia al Palazzo delle Esposizioni a Roma.

 

 

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