L’arte contemporanea protagonista nel nuovo ristorante di Cracco con un progetto a cura di Sky Arte

Lo chef apre all’arte contemporanea con un progetto a cura di Sky Arte all’esterno del ristorante in Galleria a Milano. Si inizia con un’installazione di Patrick Tuttofuoco durante i giorni della fiera miart

Patrick Tuttofuoco, Heterochromic (Rosa e Carlo), rendering
Patrick Tuttofuoco, Heterochromic (Rosa e Carlo), rendering

Da quando ha aperto il suo nuovo ristorante a Milano, non si parla d’altro. E c’era da aspettarselo dato il progetto faraonico imbastito da Carlo Cracco: una struttura di cinque piani tra caffè, bistrot, laboratorio di pasticceria, ristorante e salone dei ricevimenti in uno dei luoghi più conosciuti e turistici di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele. Un’offerta gastronomica innovativa e variegata, articolata per tutta la giornata, che si arricchisce ulteriormente, inaugurando venerdì 13 aprile, un nuovo format legato all’arte contemporanea. È Galleria Cracco by Sky Arte, un progetto che coinvolgerà una serie di artisti italiani contemporanei nel realizzare tre volte l’anno interventi site specific per le “lunetteche sovrastano le vetrine del ristorante. Il primo artista coinvolto è Patrick Tuttofuoco.

IL PROGETTO

Un progetto nato da un’idea dello chef stellato e sviluppato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Paridevitale e Sky Arte HD che coinvolgerà tre delle vetrine del ristorante. Un autentico progetto d’arte pubblica, fruibile 24 ore su 24, gratuitamente, da tutti semplicemente attraversando la galleria. Ogni intervento avrà la durata di circa quattro mesi e sarà visibile anche (e soprattutto) all’esterno del ristorante.

L’INTERVENTO DI TUTTOFUOCO

La prima installazione ad inaugurare Galleria Cracco è Heterochromic (Rosa e Carlo) di Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974). Quando sono stato contattato da Dino Vannini di Sky Arte per questo progetto ho subito accettato”, racconta ad Artribune Tuttofuoco, perché presenta due aspetti che per me sono fondamentali: una spiccata propensione alla ricerca e la dimensione pubblica che è un elemento cardine del mio lavoro”. Un’opera che è profondamente legata al tema dell’identità e che segna un passaggio ulteriore rispetto alla ricerca iniziata da Tuttofuoco con Mom, Dad, installazione pubblica presentata in Piazzetta Brera nel 2014, che focalizzava l’attenzione sul tema della polarità e della fusione di elementi che prendono vita in una forma unica. In Heterochromic i due elementi su cui mi sono trovato a riflettere”, sottolinea l’artista “sono Carlo Cracco e Rosa Fanti, sua compagna di vita nel senso più ampio, e di come le due identità uomo e donna si possano fondere in un progetto così importante”. L’artista ha trasformato così due lunette di Galleria Cracco in due occhi, uno di Carlo, l’altro di Rosa, rendendoli come parti di uno stesso individuo: da qui il titolo dell’opera, Heterochromic, che rimanda alla caratteristica somatica che causa nella stessa persona occhi dai colori differenti. Non c’è gerarchia, né ordine di importanza ma i due occhi compongono un organismo unico, fusione perfetta tra due polarità. “È il caso di Cracco che al culmine della fama professionale e mediatica ha scelto di proseguire la sua carriera di pari passo con la sua compagna”, sottolinea l’artista. Una riflessione che parte dallo spazio ma si estende anche al contesto. Il concetto di identità si sposa bene con un luogo come la Galleria Vittorio Emanuele”, conclude Tuttofuoco, “che ha un’identità fortissima e ben riconoscibile nella storia di Milano. Le due lunette, installate sulla facciata del ristorante e visibili a chiunque attraversi la Galleria, rappresentano la facciata e al tempo stesso il limite tra l’interno e l’esterno”. Un limite non invalicabile ma assolutamente proteso verso la collettività.  

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.