Artist in Hotel Project: stanze e divise d’artista al Park Hotel di Tokyo. Le immagini

Dormire in una stanza affrescata da artisti giapponesi? Ora è possibile, al Park Hotel nella zona di Shiodome a Tokyo. Un’immersione nella cultura, nelle tradizioni e nell’arte locale, con un programma di quattro mostre l’anno. La prossima inaugura il 12 marzo 2018, con un progetto di Yuji Kanamaru. Ecco le immagini

Artist Room Queen Japanese Angel realizzata dall’artista Yuki Ninagawa
Artist Room Queen Japanese Angel realizzata dall’artista Yuki Ninagawa

Nel quartiere di Shiodome a Tokyo esiste una struttura che coniuga arte e turismo di qualità: il Park Hotel. Ogni stanza è stata infatti affrescata da un artista contemporaneo, raccontando con le opere la vita, la cultura e le tradizioni del Giappone. Sono più di 30 le stanze ad oggi decorate dagli artisti che per Artist in Hotel Project hanno cercato di reinterpretare la tradizione, la cultura, i simboli e l’arte pittorica locale. Si parte dai grandi esseri soprannaturali, gli yokai, realizzati da Nobuo Magome, per passare ai grandi must come il Monte Fuji che sovrasta la città di Yuki Ninagawa, fino ad arrivare alle opere di Hiroko Otake che con i simbolici fiori di ciliegio, desidera esprimere un sentimento di nostalgia per la fugacità della bellezza. Ad ogni ospite è riservata all’arrivo una spiegazione del lavoro e del progetto che l’artista ha desiderato realizzare nella stanza prescelta. Grazie a questa iniziativa, in corso dal 2012, il Park Hotel ha vinto il Japan Tourism Awards, una competizione che premia coloro che contribuiscono allo sviluppo e all’espansione dell’industria del turismo nel Paese, realizzando progetti pionieristici come nel caso di Artist in Hotel.

Artist Room Yokai realizzata dall’artista Nobuo Magome
Artist Room Yokai realizzata dall’artista Nobuo Magome

DIVISE E MOSTRE

Un’esperienza d’arte totale quella offerta dal Park Hotel di Tokyo. Non solo le camere ma anche le divise di receptionist, personale di servizio e portieri sono state realizzate “ad arte”. L’iter è semplice: l’artista viene chiamato ed ospitato nell’albergo così da entrare in contatto con lo spirito del luogo ed esserne ispirato. Nel 2015 è nata la collaborazione con il designer Yuima Nakazato, conosciuto in tutto il mondo per i costumi del film Lupin the Third (2014) diretto da Ryuhei Kitamura e per la sua collaborazione con Lady Gaga. Il designer ha saputo realizzare uniformi dallo stile unico ed inconfondibile che ricordano gli abiti tradizioni giapponesi. “L’impressione che ho avuto quando ho visitato per la prima volta il Park Hotel Tokyo è che sembrava una galleria d’arte: ho creato i miei abiti in abbinamento agli spazi dell’hotel e alle opere degli artisti, facendo attenzione a selezionare il colore, il materiale e le linee”. Ora il Park Hotel torna a far parlare di sé perché dal 12 marzo al 20 maggio 2018 sarà anche sede di una mostra Yuji Kanamaru, Wild Planet, riconfermando la relazione tra spazio ed arte contemporanea, con una programmazione che offre circa quattro mostre l’anno, sempre con un focus sulla cultura locale.

Artist Room Yokai Cherry blossoms dall’artista Hiroko Otake
Artist Room Yokai Cherry blossoms dall’artista Hiroko Otake

L’ARTE IN HOTEL IN ITALIA

L’intesa tra arte e alberghi è vincente. Anche da Roma giunge la notizia dell’inaugurazione dell’Art Hotel a 5 stelle Elizabeth Unique. Grazie alla sua posizione strategica (è prossimo a via del Corso ed è poco lontano dai principali luoghi turistici) ha subito registrato un sold out. La particolarità? Installazioni site specific e opere temporanee nelle stanze. Ma non finisce qui. É nata anche una app – che permette di vedere le creazioni sulle pareti di casa propria – per favorire la vendita dei lavori esposti nelle camere. Il progetto artistico è stato curato dalla Galleria Russo che ha raccontato ad Artribune, in un articolo di Santa Nastro: “abbiamo costruito interventi permanenti, mentre le opere delle camere rimarranno a disposizione della clientela, e cambieranno quindi nel tempo. Gli ospiti hanno inoltre l’opportunità di avere maggiori informazioni sulle opere attraverso la app della galleria che permette anche di vedere, attraverso una simulazione, l’opera prescelta sulle pareti della propria casa”.

–   Valentina Poli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.