Ecco come sarà il nuovo Mart. Entro il 2019 Rovereto avrà una Cittadella dell’arte e dei saperi

Ne abbiamo parlato con il direttore Gianfranco Maraniello. Il Mart è attivatore di un percorso di armonizzazione delle risorse già esistenti sul territorio. A marzo la prima novità con la nascita dello Spazio Melotti.

Gianfranco Maraniello. Photo Jacopo Salvi
Gianfranco Maraniello. Photo Jacopo Salvi

“Sarà una cittadella dell’arte e dei saperi”. A parlare è Gianfranco Maraniello, direttore del Mart di Trento e Rovereto da giugno del 2015 e che oggi racconta ad Artribune un importante progetto di riqualificazione che parte dal museo. L’idea, che si concretizzerà ottimisticamente entro il 2019, nasce dall’idea iniziale dell’architetto Mario Botta che ha ideato una sorta di polo del contemporaneo, sviluppando attorno ad una piazza la Biblioteca Civica, con un patrimonio di 90.000 volumi, l’Auditorium Fausto Melotti, con 470 posti a sedere, la caffetteria e il parcheggio. “Era presente nel progetto di Botta e Andreoli una componente urbanistica importante. Non si trattava solo di una architettura dedicata all’arte. C’è una piazza, c’è una cupola, uno sguardo verso il cielo”. I vicini di casa sono il Teatro Zandonai, il Cimec, Center for Mind/Brain Sciences, gemellato con Harvard, le Università di Psicologia, Scienze Cognitive, insomma gli elementi ci sono tutti, ma c’è “da ricomporre questo mosaico per avere una figura complessiva”.

COSA CAMBIERÀ

Questa idea di distretto Mart, così l’ha ribattezzata il direttore, si concretizzerà in più azioni, alcune di carattere strutturale, con l’intento di armonizzare e ottimizzare l’esistente. È infatti in corso di riqualificazione la caffetteria, nella sua versione precedente non all’altezza di un museo importante come quello di Trento e Rovereto. Inoltre, c’è l’obiettivo di riaprire l’accesso al pubblico del parco adiacente all’Università, giardini dotati di terrazzamenti e aree boschive sconosciuti persino ai roveretani, prima di pertinenza ecclesiastica. L’apertura di questo passaggio consentirebbe, inoltre, di vedere il museo e la sua cupola dall’alto. Il 23 marzo 2018, Palazzo Alberti Poja, costruzione settecentesca gestita dal Museo Civico di Rovereto e recentemente restaurata, inaugurerà lo Spazio Melotti, con una mostra permanente su Fausto Melotti (Rovereto, 8 giugno 1901 – Milano, 22 giugno 1986), realizzata con opere della collezione del Mart (o disponibili). Il Museo attualmente ospita una mostra permanente di Carlo Fait (Rovereto, 8 gennaio 1877 – Torino, 11 marzo 1968) e svolge attività di archivio su Carlo Belli, tutti roveretani eccellenti e insieme a Melotti legati da rapporti familiari, inscenando anche una sorta di “saga familiare”.

UNA COLLEZIONE VERTICALE

Dopo la Casa d’Arte Futurista Depero, Rovereto avrà un altro spazio dedicato a un “suo” grande artista del ‘900. “Si tratta di mettere in campo una serie di azioni coerenti per eccedere quella che è la mera visita – non che sia poco – al Museo. Ed è qualche cosa che ci stiamo riproponendo da un paio d’anni, in maniera decisa a partire da alcuni elementi strategici tattici, come l’architettura, senza imitare ciò che avviene altrove. Con il mio team abbiamo pensato che i volumi del Mart, ad esempio, potevano aiutarci a definire anche la grammatica espositiva, passando dagli spazi del primo piano, che potevano garantire una esperienza più da pinacoteca, a quelli dell’ultimo, che aprendosi, necessitavano opere aperte all’ingresso del tempo e della luce. È una collezione insomma che si costruisce in senso verticale”.

LE COLLABORAZIONI

Molte le collaborazioni in corso, a partire dall’attivazione di una più stringente partnership con l’università (ancora in fase di sviluppo). Tra quelle consolidate e nate sotto la direzione di Maraniello, ci sono quelle con il Centro Santa Chiara, con una calendarizzazione di spettacoli in reciprocità e progetti di didattica, il festival Oriente Occidente, la Centrale Fies, la filarmonica, i festival di musica e le scuole musicali. Inoltre il Mart cura alcune mostre al Mag di Riva del Garda e la Galleria Segantini di Arco, grazie a una convenzione. Infine a maggio per il centenario di Balli Plastici di Depero ci sarà uno spettacolo realizzato da Mart, Filarmonica, Centro Santa Chiara e compagnia Abbondanza Bertoni – tra le maggiori in Italia con sede a Rovereto.

I COSTI

“I costi sono ridottissimi, se si riesce ad ottimizzare intorno ad una mappa concettuale ciò che c’è già in campo. Stiamo mettendo in armonia ciò che già esiste, stiamo togliendo più che costruendo. Per lo Spazio Melotti è in atto una convenzione, che non prevede una spesa per il Mart.”. Per gli altri progetti sono spese di investimento, che dal punto di vista amministrativo non vanno ad incidere sulla spesa corrente. Inoltre, Mario Botta sta collaborando gratuitamente per la parte che lo riguarda. “Il Museo diventa un attivatore di situazioni. Questo della Cittadella delle arti e dei saperi potrebbe essere un vero e proprio modello per l’Italia. Nel nostro Paese ci sono moltissime situazioni analoghe con risorse da ottimizzare. Qui i tasselli ci sono tutti, si tratta di configurare il disegno complessivo, in una dimensione che è architettonica, paesaggistica, territoriale, ma che è anche metafora della storia dell’arte contemporanea”.

– Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.