Antico e contemporaneo in dialogo. A Monza

Cappella della Villa Reale, Monza ‒ fino al 14 gennaio 2018. Nella riaperta Cappella della Villa Reale, un dipinto caravaggesco del Guerrieri e un’installazione di Gianluca Quaglia, che funziona come un dispositivo per la visione del quadro antico.

La Cappella della Villa Reale di Monza riapre al pubblico con un confronto ‒ garbato e armonico ‒ tra arte antica e contemporanea.
Dalla cattedrale di Fossombrone, chiusa dopo il terremoto, giunge la Vergine con il bambino e sant’Anna (1627) di Giovanni Francesco Guerrieri (Fossombrone, 1589 ‒ Pesaro, 1657). Un dipinto in cui l’iconografia convenzionale viene sottilmente modificata ‒ si veda il velo nero della Vergine, che fatica a stagliarsi sull’oscuro fondo caravaggesco ‒ per alludere al lutto che fu all’origine della commissione.
Attorno al dipinto, Gianluca Quaglia (Magenta, 1978) ha costruito un’installazione che è allo stesso tempo opera autonoma e dispositivo per la visione del quadro del Guerrieri. Al centro della sala, una piattaforma soprelevata, disseminata di piccoli elementi scultorei, accoglie il visitatore e lo pone a tu per tu col dipinto secentesco; ai lati, due quadri-scultura nei quali dall’oscurità del fondo emergono piccoli punti di chiarore.
Una riflessione sulla costruzione del punto di vista, sulle influenze che determinano la percezione del mondo. In linea con la doppia lettura del dipinto del Guerrieri, devozionale o luttuosa, a seconda dello sguardo con cui lo si osserva.

Stefano Castelli

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Nome eventoIl miglior posto
Vernissage28/11/2017 ore 17,30
Duratadal 28/11/2017 al 14/01/2018
AutoriFrancesco Guerrieri, Gianluca Quaglia
CuratoreAntonio D'Amico
Generiarte antica, arte contemporanea
Spazio espositivoVILLA REALE DI MONZA
IndirizzoViale Brianza,1 20900 - Monza - Lombardia
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.