Made in Catteland e Real Shit. I nuovi progetti di Maurizio Cattelan per musei e… contadini

L’irriverente artista italiano ha ideato una linea di sciarpe per “art-ultras” pensata per i tifosi dell’arte contemporanea e distribuita presso i bookshop dei musei di tutto il mondo, oltre ad aver progettato l’esclusivo packaging per Real Shit, start-up italiana che distribuisce letame biologico in lattina

Maurizio Cattelan, Made in Catteland, photo courtesy by Pierpaolo Ferrari
Maurizio Cattelan, Made in Catteland, photo courtesy by Pierpaolo Ferrari

Cartoline, portachiavi, spille, matite, penne, calamite, block notes, braccialetti, orecchini e chi più ne ha più ne metta. Stanchi dei soliti gadget da museum shop che, spesso, nonostante siano bellissimi ma anche poco utili, non hanno niente di diverso rispetto ai gadget da negozietti per turisti? Tranquilli, a risollevare le sorti del vostro shopping post mostra ci pensa Maurizio Cattelan (Padova, 1960) con Made in Catteland, il nuovo progetto dell’estroso artista italiano basato sul concept “art for all” – arte per tutti, e che include una particolare linea di gadget destinata ai gift shop di musei di tutto il mondo: le sciarpe da ultras dell’arte.

Maurizio Cattelan, Made in Catteland, photo courtesy by Pierpaolo Ferrari
Maurizio Cattelan, Made in Catteland, photo courtesy by Pierpaolo Ferrari

LE SCIARPE DA ART-ULTRAS DI CATTELAN

Dedicato a tutti i “tifosi dell’arte contemporanea” e anteprima del più vasto progetto Made in Catteland, Museum League è un omaggio a tutti gli appassionati d’arte che, grazie a vere e proprie sciarpe da art-ultras, potranno dichiarare il tifo per i propri musei del cuore. Accostamenti cromatici audaci insieme ai nomi delle istituzioni e frasi da cori museali definiscono le diverse sciarpe, create appositamente partendo dall’immagine visiva di ciascun museo e dal suo DNA. L’idea nasce dalla considerazione che i musei siano diventati simboli rappresentativi delle città, proprio come le squadre di calcio. Numerose le istituzioni internazionali che hanno già aderito e dove sarà possibile acquistare le sciarpe tramite i loro bookshop ed e-shop. Qualche nome dei musei che partecipano all’iniziativa? I newyorkesi MoMa, Guggenheim, New Museum e Brooklyn Museum, il Pérez Art Museum di Miami, il Palais de Tokio di Parigi, i romani Maxxi e Accademia di Francia e i milanesi Pirelli HangarBicocca, Fondazione Prada e La Triennale. “Per parafrasare la nota dichiarazione di Joseph Beuys, ‘everybody can be an artist’, mi piace pensare che ‘everyone can be a collector”, spiega Maurizio Cattelan. “Made in Catteland tenta di ridisegnare la forma dei gift shop dei musei: luoghi attraversati dallo stesso pubblico dell’arte, ma che nella maggior parte dei casi non hanno niente a che vedere con il museo e il suo contenuto. I visitatori sono costretti a passarci come in un autogrill. Perché lo shop non dovrebbe far parte del percorso estetico?”.

Real Shit
Real Shit

DALLE SCIARPE AI FERTILIZZANTI BIOLOGICI ANDATI SOLD OUT

Le sciarpe di Museum League sono prodotte da Seletti, design brand italiano che rinnova la sua collaborazione l’artista padovano dopo il successo della linea Seletti wears Toiletpaper che, dal 2014, ha visto le immagini del magazine di Cattelan e Pierpaolo Ferrari contaminare oggetti di uso quotidiano, rendendo accessibile a tutti l’esclusività dell’immaginario artistico. L’ultimo prodotto commerciale preso a cuore dal duo creativo Cattelan/Ferrari è Real Shit, il letame biologico pensato per le persone che vivono nei centri urbani e nato dall’intuizione imprenditoriale di Federico Lodolini e Riccardo Mercati, che si sono liberamente ispirati alla celeberrima Merda d’artista di Piero Manzoni. Gli ideatori di Toiletpaper hanno progettato un’edizione limitata di 200 lattine contenenti letame organico, andate immediatamente sold out su Toiletpaper shop. Continua così a trovare terreno fertile – è proprio il caso di dirlo – uno dei binomi più cari a Cattelan, ovvero il “toilet&shit”: dalla mostra dal titolo Shit and Die curata dall’artista a Torino nel 2014, al gabinetto realizzato in oro 18 carati – e perfettamente funzionale – progettato lo scorso anno per il Guggenheim Museum di New York, lavori a cui adesso si aggiunge la nuova collaborazione commerciale con i produttori di shit biologica. “Il nostro obiettivo è rendere il letame famoso e interessante per una nuova generazione di ‘contadini della città’. Questa collaborazione è stata la migliore opportunità per farlo”, spiega con soddisfazione Federico Lodolini.

– Desirée Maida

real-shit.com
www.toiletpapermagazine.org
www.shoptoiletpaper.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

4 COMMENTS

  1. Criticate tanto le mostre pubblicizzate con articoli a pagamento, poi ogni 2 mesi esce un articolo dell’e-commerce di toiletpaper….questa pubblicità la pagano? Un po’ di coerenza.

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