Carte preziose. La collezione Sforni a Villa Necchi Campiglio, a Milano

La collezione permanente di Villa Necchi Campiglio, a Milano, si allarga. Alle raccolte Gian Ferrari e De’ Micheli si aggiunge una piccola ma preziosa selezione di 21 carte appartenute a Guido Sforni. Da Picasso a Modigliani, passando per Fontana, Matisse e Sironi.

Pablo Picasso, Le déjeuner sur l'herbe. Villa Necchi Campiglio, Milano 2017 (c) FAI - Fondo Ambiente Italiano
Pablo Picasso, Le déjeuner sur l'herbe. Villa Necchi Campiglio, Milano 2017 (c) FAI - Fondo Ambiente Italiano

La collezione permanente di Villa Necchi Campiglio si amplia con una piccola ma preziosa selezione di disegni: sono le ventuno opere donate al FAI dalla famiglia dell’assicuratore Guido Sforni (1935-1975), appassionato d’arte, assiduo frequentatore del mitico Bar Giamaica a Brera.
Le stanze che le accolgono, ospiti a più riprese del principe Enrico d’Assia, scenografo della Scala, sono tra le più “intime” della villa. L’impressione di trovarsi in una casa tuttora abitata è forte, perfettamente intonata con la dimensione raccolta propria dei lavori su carta.
Nell’anticamera, a tre volti di Matisse degli Anni Quaranta si affianca un nucleo di sette lavori del tardo Picasso, nella fase in cui esplora il rapporto voyeuristico tra pittore e modella. Nella stanza da letto, poi, ecco un’intera parete di Modigliani, con diverse gradazioni successive (tra il 1909 e il 1917) di astrazione e primitivismo. Mentre sopra il letto campeggia una bella, solidissima figura femminile di Sironi, il drammatico Manichino-Donna inginocchiata in gesto di disperazione, carboncino del 1919.
Il passaggio tra le due sale principali è suggellato da una voluttuosa Testa di donna del 1915, lavoro a grafite e carboncino di Marussig. E nel candore della stanza da bagno, infine, spicca l’essenzialità di un Concetto spaziale degli Anni Cinquanta di Lucio Fontana.

Stefano Castelli

Milano
Collezione Guido Sforni
VILLA NECCHI CAMPIGLIO
Via Mozart 14
www.fondoambiente.it/luoghi/villa-necchi-campiglio

Dati correlati
Spazio espositivoVILLA NECCHI CAMPIGLIO
IndirizzoVia Mozart 12/14 - Milano - Lombardia
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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).