Fra politica e margine. Luca Vitone a Milano

A cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo la mostra Io, Luca Vitone ripercorre i trent’anni di produzione dell’artista genovese. Il pronome “io”, indice di immediatezza, ci rimanda alle quattro carte incorniciate con acquerello di polvere provenienti da altrettante istituzioni del potere tedesco: il Parlamento federale di Berlino, la Banca centrale federale di Francoforte, […]

Luca Vitone, Corteggiamento (Calliope), 2001-05. Courtesy dell’artista e Galleria Pinksummer, Genova _ Galerie Nagel Draxler, Berlin, Köln _ Galerie Michel Rein, Paris, Bruxelles
Luca Vitone, Corteggiamento (Calliope), 2001-05. Courtesy dell’artista e Galleria Pinksummer, Genova _ Galerie Nagel Draxler, Berlin, Köln _ Galerie Michel Rein, Paris, Bruxelles

A cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo la mostra Io, Luca Vitone ripercorre i trent’anni di produzione dell’artista genovese. Il pronome “io”, indice di immediatezza, ci rimanda alle quattro carte incorniciate con acquerello di polvere provenienti da altrettante istituzioni del potere tedesco: il Parlamento federale di Berlino, la Banca centrale federale di Francoforte, la Corte suprema federale di Karlsruhe e il Pergamonmuseum. Se da lontano appaiono come umbratili acquerelli, sono annunciate da Stanze (PAC, Milano), opera estesa a tutte le pareti del padiglione, impregnate della polvere ivi raccolta.
Il pulviscolo che sporca le pareti del PAC rende visibile qualcosa di marginale ma che racconta tuttavia la sua storia. Uno dei fili conduttori della ricerca di Luca Vitone (Genova, 1964) è il focus sulla marginalità: altra opera “ambientale” è Padiglione d’Arte Contemporanea, in cui linee spesse demarcano a terra ogni aggetto dei muri del museo, riportandone la misura in centimetri.
Disegnare i limiti dell’ambiente è decontestualizzarlo, privarlo di accezioni politiche e sociali, ma è su queste che Vitone torna a porre l’accento, stavolta per creare una nuova coscienza collettiva.

Luca Vitone, Imperium, 2014. Courtesy dell’artista e Galleria Pinksummer, Genova _ Galerie Nagel Draxler, Berlin, Köln _ Galerie Michel Rein, Paris, Bruxelles
Luca Vitone, Imperium, 2014. Courtesy dell’artista e Galleria Pinksummer, Genova _ Galerie Nagel Draxler, Berlin, Köln _ Galerie Michel Rein, Paris, Bruxelles

MEMORIA E DISORIENTAMENTI

In Souvenir d’Italie (Fondamenti della Seconda Repubblica) sono riportati i nomi dei membri della Loggia massonica P2, molti dei quali occupano importanti cariche politiche, mentre una stele in marmo con il suo simbolo evidenzia, come un monumento, l’episodio storico velocemente marginalizzato nella memoria. Vitone recupera tutto ciò che c’è al lato di uno spazio (e che ne crea l’intangibile identità): l’odore di un luogo nell’opera Imperium ‒ che riproduce la sensazione olfattiva del potere; il tessuto multiculturale di Milano in Wide City (1998), al Museo del Novecento, in cui 180 fotografie testimoniano la ricerca condotta anni fa dall’artista che aveva mappato, in una cartina, i luoghi di rilievo delle minoranze etniche milanesi. Del disorientamento parla l’installazione Il centro comunica la perdita (1988) esposta nei Chiostri di Sant’Eustorgio, che con un filo tirato a piombo segna il centro (vuoto) di un cerchio realizzato con cartine geografiche.

Luca Vitone, Ultimo Viaggio, 2005. Collezione Nomas Foundation, Roma
Luca Vitone, Ultimo Viaggio, 2005. Collezione Nomas Foundation, Roma

RICERCARE LA MARGINALITÀ

Il margine è da intendersi anche come lo spazio interstiziale del ricordo nell’installazione Ultimo viaggio (2005), in cui Vitone ricostruisce lo scenario di una sua vacanza: monumento di una storia privata che diviene condivisibile grazie alla presenza che assume. Qui ogni oggetto rievoca l’attraversamento del deserto dell’Iran e il suo imprevisto, ma l’auto in panne, i souvenir e le fotografie entrano nella sfera della collettività quando premoniscono la rivoluzione khomeinista che avrebbe chiuso quella tratta al turismo.
È in questa ricerca della marginalità e delle cose a latere che caratterizzano un luogo che Vitone esprime la sua attitudine politica, dove esplorare uno spazio significa creare un ambiente o perlomeno vivere coscientemente in esso.

– Martina Lolli

Evento correlato
Nome eventoIo Luca Vitone
Vernissage12/10/2017 ore 19 su invito
Duratadal 12/10/2017 al 03/12/2017
AutoreLuca Vitone
CuratoriLuca Lo Pinto, Diego Sileo
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPAC - PADIGLIONE D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Palestro 14 - Milano - Lombardia
EditoreSILVANA EDITORIALE
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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.