È Sarah Cosulich la nuova direttrice de La Quadriennale di Roma

Come già pronosticato da Artribune, sarà l’ex direttrice di Artissima a guidare la prossima edizione de La Quadriennale di Roma, spuntandola su una short list di 6 persone.

Marinella Senatore. 16a Quadriennale, Roma 2016. Photo OKNO Studio, 2016
Marinella Senatore. 16a Quadriennale, Roma 2016. Photo OKNO Studio, 2016

È Sarah Cosulich il nuovo direttore artistico de La Quadriennale. La notizia è freschissima e segue i colloqui tra la commissione composta dal Presidente de La Quadriennale Franco Bernabé dal direttore generale della Quadriennale Ilaria Della Torre e poi dai consiglieri Umberto Croppi e Cristiana Collu. Era senza dubbio uno dei candidati più forti l’ex direttrice della fiera Artissima a Torino, anni di management alla guida di un soggetto di mercato e privato, che le ha permesso di sviluppare molte partnership con sponsor e aziende private, oggi alla guida del progetto di impresa Mutina for Art. Sicuramente un curriculum che ha saputo convincere. La Cosulich, che come gli altri candidati aveva concorso al bando pubblicato lo scorso 15 maggio e che già davamo come favorita, l’ha spuntata prima su un elenco di ben 116 proposte, poi su una shortlist di sei candidati.

Sarah Cosulich ph. Michele D'Ottavio
Sarah Cosulich ph. Michele D’Ottavio

GLI ALTRI CANDIDATI

Tra questi, Ludovico Pratesi, che ha diretto diversi musei in Italia, tra cui il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, più recentemente; Marcello Smarrelli, anche lui forte della sua esperienza con la Fondazione Ermanno Casoli, voluta dall’azienda Elica, ma anche dell’apprezzatissimo Pastificio Cerere, Cristiana Perrella, tra le altre cose consulente di progetto e curatrice delle mostre d’arte e scienza, insieme a Carrada, del nuovissimo Opificio Golinelli di Bologna. A queste candidature più “romane”, anche se forti di un cv internazionale, ma con una salda presenza nella vita culturale della Capitale, si affiancano quelle altrettanto interessanti dell’ex direttore della GAMeC Giacinto di Pietrantonio e di Laura Barreca, la più giovane della shortlist, il cui progetto, con un saldo approccio multidisciplinare, sembrerebbe aver appassionato (anche se poi non è stato selezionato) la Commissione.

MANAGER VS CURATOR

Cosa ha vinto? Ha vinto senz’altro il progetto, ma anche una visione che sembra sempre di più privilegiare figure composite unendo la capacità di gestire i contenuti a quella di attrarre risorse economiche. Attualmente la Cosulich, che ha guidato una fiera come Artissima a Torino per cinque edizioni, seguita poi da Ilaria Bonacossa, è anche nel Development di Manifesta 12 a Palermo.
La Quadriennale, in controtendenza rispetto al calembour di esperienze curatoriali selezionato invece per l’edizione precedente, sembrerebbe andare in questa direzione, anche se tutte le figure in shortlist hanno alle spalle anni di sana amministrazione di istituzioni pubbliche. La nuova direttrice, curatrice inoltre per cinque anni a Villa Manin e a fianco di Bonami nella 50. Biennale di Venezia, avrà davanti a sé 3 anni per pianificare la prossima Quadriennale 2020. A lei il coordinamento generale della programmazione della
Fondazione, con gli obiettivi di rafforzare l’intervento della Quadriennale nella documentazione del panorama artistico nazionale e favorire la notorietà dell’arte italiana all’estero. È impossibile non notare come le istituzioni che hanno sede nella Capitale si muovano in maniera diametralmente opposta: il Comune incarica un direttore discutibile e privo di curriculum adeguato su chiamata diretta, per simpatia da parte dell’assessore alla cultura; lo Stato (la Quadriennale di fatto è un organo dello Stato) pubblica un bando, fa un panel di giuria, analizza centinaia di candidature, fa colloqui e poi addiviene ad una scelta basandosi sul merito, sulle capacità, sui curriculum, sui progetti e sulla managerialità dimostrata.

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