Dare vita agli oggetti. La “scabrosa” performance di Geumhyung Jeong alla Tate Modern a Londra

Nell’ambito della settimana di Frieze Art Fair, la Tate Modern di Londra dedica un doppio appuntamento a Geumhyung Jeong, anticonformista artista coreana che si cimenterà in una performance in cui darà vita ad oggetti inanimati travalicando i limiti del bizzarro e dello scabroso.

Geumhyung Jeong. Photo Tae Hwan Kim
Geumhyung Jeong. Photo Tae Hwan Kim

Femminilità, sessualità, tecnologia e morale sono alcuni degli ambiti della “scabrosa” ricerca di Geumhyung Jeong (Seoul, 1980), performer e coreografa coreana che il 5 ottobre presso la Tate Modern di Londra sarà protagonista di 7 ways, performance organizzata nell’ambito della settimana di Frieze Art Fair e parallela a Private Collection: Unperformed Objects, la personale dell’artista inaugurata lo scorso 28 settembre presso la Delfina Foundation. La performance alla Tate Modern rientra inoltre tra gli appuntamenti del programma di gemellaggio culturale attualmente in corso tra il Regno Unito e la Corea, mentre la mostra alla Delfina Foundation rappresenta per l’artista coreana il suo primo solo show in terra britannica.

IL RAPPORTO “CARNALE” CON GLI OGGETTI

Private Collection: Unperformed Objects può essere considerata la prosecuzione di un progetto avviato da Geumhyung Jeong nel 2016 presso l’Atelier Hermes a Seoul. In quella occasione, la performer coreana aveva messo in mostra la sua collezione privata di oggetti “unperformed”, oggetti di uso quotidiano che diventano “performanti” solo se entrano in relazione con l’uomo. Jeong instaura con i suoi oggetti un rapporto peculiare, una forma di interazione che porta il suo corpo a entrare in contatto con essi per “animarli”, per offrire loro una vita. E ciò avviene travalicando spesso i limiti del bizzarro o dello scabroso, sfidando le comuni e perbeniste nozioni legate al mondo della femminilità e della sessualità. La mostra alla Delfina Foundation indaga proprio il rapporto che intercorre tra la collezione di oggetti dell’artista e il suo processo creativo. Manichini, aspirapolvere, macchine per l’allenamento e apparecchiature mediche sono alcuni degli oggetti “inanimati” in mostra. A questi oggetti “unperformed” vengono contrapposti video di oggetti “performed”, apparecchiature di uso quotidiano che in un primo momento sono messe in funzione dall’artista in maniera usuale, ma in seguito i movimenti di Jeong si trasformano in azioni erotiche, ossessive e compulsive.

LA PERFORMANCE ALLA TATE MODERN

7 ways è il titolo della performance che vedrà Jeong impegnata nell’appuntamento “live” presso la Tate Modern il 5 ottobre alle 19:00. La performance consiste in 7 “duetti” che vedono l’artista di volta in volta alle prese con un diverso oggetto di uso quotidiano. Come un burattinaio, l’artista animerà gli oggetti rivisitandone però le loro usuali funzioni e destinazioni d’uso, per una performance che senza dubbio non lascerà impassibile il pubblico inglese.

– Desirée Maida

Londra // fino all’11 novembre 2017
Geumhyung Jeong // Private Collection: Unperformed Objects
Delfina Foundation
http://delfinafoundation.com

Londra // 5 ottobre 2017
Geumhyung Jeong // 7 ways
Tate Modern
http://www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.