Arte & Jazz a Fano: fusion o trait-d’union?

Rocca Malatestiana, Fano – fino al 30 agosto 2017. Un contesto musicale prestigioso tende una mano alla presenza artistica e lo fa letteralmente aprendo le proprie porte. Luigi Carboni, Marco Neri e Graziano Spinosi sotto uno stesso titolo-calembour si affiancano alla musica live.

La manifestazione è Fano Jazz by the Sea 2017 e la venue è la stessa dei concerti, che all’interno del proprio cortile propone le performance di nomi internazionali della musica e nelle stanze adiacenti ospita tre personali sotto un unico titolo. La prima porta si apre sull’astratto di Luigi Carboni (Pesaro, 1957) e sulle sue raffinate tele recenti che segnano polifonie di geometrie concentriche; l’accesso di mezzo porta a 20 minuti interminabili, riflessione classicamente concettuale di Marco Neri (Forlì, 1968) sull’impatto psicologico del sisma che ha colpito il centro Italia; l’ultima stanza custodisce le Shoes di Graziano Spinosi (Bologna, 1958), metonimie plastiche che, a partire da materiali vari, evocano grandi spiriti musicali e artistici come Mozart, Gershwin e Diane Arbus. Il connubio tra arte e jazz funziona? Lo spazio contiguo spinge il pubblico a curiosare, ma la fruizione avviene in tempi diversi: le due discipline non dialogano ma si avvicendano. Segnaliamo, all’interno della stessa manifestazione, anche The Chicken, personale di Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986) a cura di Enzo Boddi.

– Valeria Carnevali

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.