Antony Gormley fa il curatore. Ma a scopo benefico, per una mostra a Londra con artisti carcerati

Si chiamerà Inside il progetto espositivo promosso dal Kostler Trust, charity che lavora da oltre 50 anni nella promozione di iniziative legate all’arte, con l’obiettivo di aiutare i carcerati. Che per l’occasione diventano artisti.

Antony Gormley
Antony Gormley

Artisti curatori, ma per una buona causa. Mentre Elmgreen & Dragset, prossimi ad inaugurare la Biennale di Instanbul in Turchia il 16 settembre, annunciano la lista degli artisti per il loro progetto espositivo (con Monica Bonvicini, unica italiana), in Inghilterra una nuova iniziativa chiama in causa un artista nel ruolo di curatore. Ma con un obiettivo molto diverso. Il luogo è Londra, più precisamente il Southbank Centre, che, a partire dal 21 settembre, presenta la decima edizione dell’ Annual Koestler Trust Exhibition, promossa (nell’ambito del Royal Festival Hall) dall’omonima fondazione che da sempre promuove iniziative ad arte a favore dei carcerati della Gran Bretagna, con talk, performance e altri programmi speciali. Tra questi, una mostra nell’ambito del piano Art by Offenders, che per il 2017 sarà curata dal noto artista, Sir Antony Gormley.

LE ALTRE EDIZIONI

“Siamo la charity più famosa del Regno Unito che promuove programmi d’arte per i detenuti”, spiegano i promotori della Koestler Trust. “Premiamo, esponiamo, vendiamo opere d’arte dei carcerati da oltre 50 anni. I nostri premi ricevono oltre 8000 iscrizioni l’anno e le nostre mostre richiamano circa 20.000 visitatori. Non abbiamo però capitali di base né fondi. Il nostro lavoro dipende esclusivamente dalle donazioni che riceviamo.
L’edizione 2016 è stata condotta da Sarah Lucas, sotto il titolo Free (della quale vi mostriamo un film che la racconta), ma ci sono stati anche colleghi del calibro di Jeremy Deller o del rapper Speech Debelle, tra i curatori, con l’obiettivo di offrire ogni anno un approccio espositivo diverso. La mostra di Gormley si chiamerà Inside e riunirà quanti selezionati tra gli artisti carcerati britannici (in Uk o residenti all’estero) che hanno deciso di partecipare al programma. Parallelamente c’è, infatti, un premio, sempre indetto dalla Koestler, che però non inficia minimamente le scelte curatoriali. Il progetto prevede altri programmi espositivi in tutto il Regno Unito, che coinvolgono gruppi locali e artisti, così come le famiglie dei detenuti. Si tengono a Glasgow, Edimburgo, Gateshead, Manchester, Liverpool, Birmingham e Cardiff. La prossima tappa, a cura di Jenni Fagan, sarà in Scozia tra novembre e dicembre 2017 ed è inoltre prevista un’occasione espositiva a Colchester nel 2018.

Mark Bradford
Mark Bradford

E IN ITALIA?

Esperienze del genere non sono nuove in Italia. A Roma, Laura Federici e Pax Paloscia e la rumena Camelia Mirescu hanno lavorato Regina Coeli per il progetto outside/inside/out, sviluppatosi dal marzo 2016 a febbraio 2017. Sotto la guida delle tre artiste, i detenuti si sono confrontati con la pittura, il collage e il murale. A Taranto  Achille Bonito Oliva ha co-curato dall’8 maggio al 15 giugno L’altra città, un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana. I visitatori, dopo essere stati schedati secondo la procedura d’uso, sono stati accompagnati in quattro differenti celle, e lì rinchiusi da soli per alcuni minuti, in compagnia di alcune opere d’arte. Il progetto, unico in Italia, “interattivo e partecipativo”, ha inteso mettere in relazione il mondo del carcere con la società esterna. Nell’ambito della Biennale di Venezia, Mark Bradford, che rappresenta il Padiglione USA, ha lanciato il progetto esterno alla kermesse lagunare, in collaborazione con la cooperativa no profit Rio Terà dei Pensieri, nata per reintegrare nella società uomini e donne che hanno scontato un periodo di detenzione, creando per loro opportunità occupazionali. Per Processo Collettivo – questo il nome dell’iniziativa – Bradford sta aiutando gli ex carcerati a sviluppare un negozio su strada che vende i prodotti artigianali realizzati dai detenuti.

– Santa Nastro

Inside, a cura di Antony Gormley
Spirit Level, Royal Festival Hall, Southbank Centre, Londra
Dal 21 settembre al 15 novembre 2017

https://www.koestlertrust.org.uk/exhibitions/

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.