Cresce Abu Dhabi Art e punta sulla formula curatoriale. Con una nuova direttrice

La nuova direzione artistica ha portato interessanti novità, coinvolgendo curatori da tutto il mondo per allestire un cartellone organico e articolato che si svolgerà il prossimo novembre. Ce ne parla Cristiana De Marchi, che ha curato uno dei progetti speciali.

Una veduta del Saadiyat Cultural District.
Una veduta del Saadiyat Cultural District.

Affidata alla nuova direttrice Dyala Nusseibeh, la Abu Dhabi Art si presenta con un unico programma curatoriale, innalzandola da normale fiera d’arte a luogo di scoperta e di dialogo. Le varie sezioni e mostre in cartellone arricchiranno l’appuntamento con differenti punti di vista sulle tendenze contemporanee, ispirandosi ad un’agenda culturale “impegnata”, per la quale Abu Dhabi ha guadagnato considerazione nell’area mediorientale.

Il futuro Louvre Abu Dhabi, progettato da Jean Nouvel
Il futuro Louvre Abu Dhabi, progettato da Jean Nouvel

UN VASTO PROGRAMMA FRA SCULTURA, PERFORMANCE E STREET ART

Il cartellone principale è quello di Beyond, un programma annuale che commissiona agli artisti sculture e installazioni diffuse in città. Per il 2017, sono stati scelti da Nusseibeh gli artisti Manal Al Dowayan, Magdi Mostafa e Nasser Al Salem. Ma Beyond ha anche una sottosezione dedicata agli artisti emergenti, curata da Mohammed Kazem e Cristiana de Marchi, che quest’anno hanno scelto Shaikha Al-Mazrou, Alaa Edris, e JumairyTarek Abou El-Fetouh è il curatore, invece, di Durub Al Tawaya, la sezione dedicata al mondo della performance, giunta quest’anno alla quinta edizione, e che come di consueto sarà diffusa in più luoghi della città. Il titolo è ispirato ai lunghi percorsi (durub in arabo) compiuti dai beduini nel deserto; tawaya che si riferisce invece alle sorgenti d’acqua sotterranea, mentre taway in arabo classico indica idee e valori che, come l’acqua che sgorga dal sottosuolo, vengono conosciuti mentre si manifestano. Infine, Street Art curata da Fabrice Bousteau, porterà i vivaci colori dei graffiti per le strade di Abu Dhabi, toccando tutti i quartieri della città. Fra gli eventi collaterali Getaway, la mostra curata da Maya Ellison, pensata come luogo d’incontro fra l’arte araba e quella del resto del mondo. Come di consueto, si svolgerà anche il Talks Programme, un programma di incontri culturali con alcune delle figure più importanti del mondo dell’arte, che coinvolgerà il pubblico in un dialogo sull’arte contemporanea mondiale.

Uno dei padiglioni di Abu Dhabi Art Fair
Uno dei padiglioni di Abu Dhabi Art Fair

IL PROGETTO DI CRISTIANA DE MARCHI

La curatrice italiana è corresponsabile della sezione Beyond. Emerging Artists, il cui scopo, come ci dichiara, è “quello di fornire ad artisti emergenti che vivano negli Emirati Arabi Uniti una piattaforma internazionale attraverso una commissione che ne esalti le potenzialità grazie alla realizzazione dell’opera secondo standard di eccellenza”. Fra gli addetti ai lavori si respira un clima d’entusiasmo, perché, prosegue De Marchi “c’è una grande aspettativa per la prima edizione diretta da Dyala Nusseibeh, che ha apportato tutta una serie di innovazioni e introdotto sezioni che si estendono trasversalmente a coinvolgere artisti locali affermati ed emergenti; la serie di talks che costituiscono un aspetto saliente della manifestazione, nonché una sezione dedicata alle gallerie partecipanti“. Ma anche il pubblico non dovrebbe rimanere deluso, conclude De Marchi: “l’edizione 2017 di Abu Dhabi Art dovrebbe infatti coincidere con la mostra inaugurale di una parte almeno delle commissioni del Louvre nonché della mostra inaugurale dello Shaikh Zayed National Museum (che aprirà il 19 settembre)”.

UNA PLATEA INTERNAZIONALE CON UN PO’ D’ITALIA

Ampia la mappa geografica delle gallerie presenti: dalla Etihad Modern Art Gallery e Kamel Mennour di Abu Dhabi, alla Meem Gallery e Lawrie Shabibi di Dubai, fino alla palestinese Gallery One. Non solo soggetti regionali; parteciperanno anche Sprüth Magers – che gestisce spazi a Berlino, Londra e Los Angeles -, e la Pentimenti Gallery di Philadelphia Dagli USA, ancora Aicon Gallery e Sean Kelly di New York. Nutrita anche la pattuglia europea, con Sabrina Amrani di Madrid, Setareh di Düsseldorf, The Park di Londra, e Vallois di Parigi. A rappresentare l’Italia, Giorgio Persano e la storica Galleria Continua di San Gimignano.

Niccolò Lucarelli

8-11 novembre 2017
Manarat Al Saadiyat
Sheikh Khalifa Bin Zayed Hwy, Saadiyat Cultural District, Saadiyat Island – Abu Dhabi
www.abudhabiart.ae/en/

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.