Come saranno Artissima a Torino e ArtVerona. L’Italia delle fiere cambia: le novità

Più italiana Artissima, più internazionale Verona. Ecco come cambia il mondo delle fiere in Italia nella griglia tracciata dai nuovi programmi appena presentati. Tutte le novità.

Artissima 2015

Tra il 2016 e il 2017 l’Italia delle fiere è cambiata con una rotazione delle poltrone dirigenziali che ha riguardato tutti gli appuntamenti più importanti. A Milano Alessandro Rabottini succede a Vincenzo De Bellis, unico uomo di una rosa quasi tutta al femminile, Angela Vettese a Bologna sostituisce Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, Ilaria Bonacossa prende il posto di Sarah Cosulich Canarutto a Torino, Adriana Polveroni eredita ArtVerona da Andrea Bruciati. Mentre il passaggio milanese è più morbido (Rabottini era già nello staff curatoriale di De Bellis) e il futuro di Bologna non è ancora chiaramente delineato (il contratto di Angela Vettese per l’edizione 2017 era solo di un anno), Torino e Verona annunciando le linee guida dei propri programmi.

COSA CAMBIA A TORINO

La fiera sarà inaugurata il 2 novembre mantenendo il proprio posto nell’agenda dell’arte che segue FIAC a Parigi e Frieze a Londra. Stessa ora, stesso posto: la sede resta l’OVAL che accoglierà l’iniziativa fino al 5 novembre. Tra le nuove sezioni figura Disegni, che si aggiunge alle storiche Main Section, New Entries, Dialogue e Art Editions, Present Future e Back to the Future. La settima sezione che raccoglie, lo dice il nome, i lavori su carta, fa pensare alla fiera madrilena Art Madrid On Paper e alla fiera di Lugano Wopart le quali evidentemente hanno aperto la strada e dato il via ad un nuovo percorso nel mercato, in cui Artissima ha pensato di “infilarsi” sotto la curatela di Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, Lisbona. Ma soprattutto i rumors danno una prossima edizione di Drawing Room, la fiera spagnola del disegno di Madrid collaterale ad ARCO, a Torino: forse la nuova sezione di Artissima è proprio una risposta a questo debutto. Il nuovo allestimento è firmato dallo studio Vudafieri Saverino Partners di Milano. Non manca una mostra, a cura della neodirettrice e di Vittoria Martini intitolata Il Deposito d’Arte Italiana Presente.

Ilaria Bonacossa. Photo © Silvia Pastore
Ilaria Bonacossa. Photo © Silvia Pastore

ITALIA, INCONTRI E DIGITALE. E NESSUN CATALOGO

Ilaria Bonacossa aveva già annunciato in una nostra video intervista la volontà di sortire un cambio di rotta nell’identità di Artissima: da sempre percepita come la fiera internazionale del Bel Paese, forse aveva un po’ abdicato a costruire un rapporto più intenso con l’Italia, o quanto meno con la sua storia.
Ed eccoci qua. Il “deposito” presenterà opere provenienti dalle collezioni private e dalle istituzioni piemontesi, ricordando il Deposito d’Arte Presente (1967–68), l’esperienza condotta da Marcello Levi, collezionista sostenitore dell’Arte Povera e delle ricerche allora giovani e sperimentali in questo spazio che ospitava e promuoveva a Torino nuove produzioni artistiche. Il programma di incontri, a cura di Paola Nicolin, seguirà invece la metodologia del centro milanese theclassroom.Infine, la piattaforma digitale di Artissima sarà organizzata come un vero e proprio blog offrendo spunti ed approfondimenti che accompagneranno il pubblico tutto l’anno: anche attraverso il programma #ArtissimaRewind: incontri virtuali su sito e social. E Artissima rinuncia anche al catalogo, che da cartaceo diventa digitale: scelta innovativa, ecologica o economica? Ciò che è certo è che dall’anno prossimo le shopper saranno meno pesanti.

COSA CAMBIA A VERONA

Il tema, presentato a Milano negli scorsi giorni, riconferma invece in pieno l’identità tracciata da Andrea Bruciati di ArtVerona: italiana, giovane e sperimentale, ma con uno sguardo rivolto all’internazionalità, con l’obiettivo in alcuni casi di essere un trampolino per “i nostri giovani”. Non mancano, naturalmente, esperienze forti e solide come quelle aderenti all’ANGAMC, la rete delle gallerie che anche quest’anno rinnova la collaborazione. La fiera di Adriana Polveroni ha come filo conduttore “Viaggio in Italia – #backtoitaly”. Focus che si sviluppa dal 13 al 16 ottobre, attraverso le quattro sezioni espositive – Main Section, Raw Zone, Scouting, i8 – e i 130 espositori divisi in due padiglioni: padri e figli, storici e giovani. Il progetto si svolge inoltre all’interno di un preciso piano dell’Ente Fiera, che punta su Verona in modo specifico. “Mettere in relazione l’arte e la cultura con le eccellenze del nostro portfolio fieristico, come Vinitaly, Marmomac e Fieracavalli”, spiega Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di Veronafiere Spa, “è tra gli obiettivi del nostro percorso di sviluppo individuato da un piano industriale di 100 milioni di euro al 2020. Per Veronafiere con ArtVerona punta a creare networking e contaminazioni tra cultura e impresa, per comunicare al meglio il made in Italy”.

Adriana Polveroni
Adriana Polveroni

NUOVI PREMI E UN CONSORZIO PER COLLEZIONISTI

Anche qui non mancano le mostre, naturalmente in città: Il mio corpo nel tempo. Roman Opalka, Urs Lüthi, Luigi Ontani, curata da Adriana Polveroni presso la Galleria d’Arte Moderna A. Forti Palazzo della Ragione, e ICONOCLASH. Il conflitto delle immagini, curata da Antonio Grulli, al Museo di Castelvecchio. Infine ArtVerona, in una rete di collaborazione sul territorio, organizza Festival Veronetta, diffuso nell’omonimo quartiere a cura di Christian Caliandro. Ci saranno una mostra, La seconda notte di quiete, che andrà ad occupare spazi consueti e inediti all’arte, con le opere di Paola Angelini, Fabrizio Bellomo, Nero, Roxy in the Box e Jonathan Vivacqua, tra gli altri, e una serie di live session e dj set all’interno del Path Festival. L’Università Ca’ Foscari di Venezia è partner con la fiera del nuovo Sustainable Art Prize, dedicato al tema della sostenibilità, cui si affiancano il preesistente Level 0 che invita i direttori di musei nazionali scegliere artisti da esporre nei propri spazi, e l’inedito Premio Fotografia under40. Tornano il Premio Icona, OTTELLA for GAM, Display, il Fondo Privato Acquisizioni, e il premio i8 – spazi indipendenti. Protagonisti del programma sono come sempre, in un tessuto fortemente imprenditoriale come quello del Triveneto, i collezionisti, uniti nel neonato Consorzio Collezionisti delle Pianure, coordinato dal curatore Antonio Grulli, e ai quali sono dedicati il progetto editoriale Critical Collecting e quello social di Collector Studios. Tra le novità, Primo amore, una sorta di “orientamento” per collezionisti alle prime armi con pezzi dai 5000 euro in giù.

www.artissima.it
www.artverona.it

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