Storia e confini. A Lana è tempo di festival

“Via Lombarda” è il tema del LanaLive International Culture Festival, in scena nella provincia di Bolzano fino al 28 maggio. Eventi, concerti, performance affrontano l’idea di confine e del collegamento tra diverse aree linguistiche. Un viaggio attraverso il tempo e lo spazio per comprendere che “in fondo siamo tutti uguali.”

LanaLive International Culture Festival 2017. Enlightenment. Photo Flyle
LanaLive International Culture Festival 2017. Enlightenment. Photo Flyle

Il festival culturale dell’artista Hannes Egger sceglie quest’anno come tema la Via Lombarda, collegamento, nell’Alto Medioevo, tra l’Alto Adige e Milano. Un percorso conosciuto fin dalla preistoria che, valicando il passo delle Palade, congiunge la conca di Merano alla Val di Non. L’intero progetto è pensato come una Gesamtkunstwerk in cui l’arte diventa davvero un’esperienza totale. Grande protagonista è la musica, che supera il confine, sfida le barriere linguistiche, intensifica e rappresenta il senso di un attraversamento tra epoche e luoghi diversi. Come è accaduto con In Fondo, un collage audio del giornalista e filmmaker Martin Hanni, che si è trasformato in un viaggio sonoro dall’Alto Adige a Fondo, in Trentino, scandendo il passaggio del “confine” con una serie di slittamenti linguistici tra italiano e tedesco e frequenti incursioni in epoche passate.

LanaLive International Culture Festival 2017. Enlightenment. Photo Flyle
LanaLive International Culture Festival 2017. Enlightenment. Photo Flyle

IL TEMPO MISURA DELL’AZIONE

Il tempo, infatti, è il tema centrale dell’altro evento cardine del festival: Enlightenment, performance eseguita in due momenti e luoghi distinti. La prima parte, un’opera con due voci narranti, quattro clarinetti e sample musicali si è tenuta a Santa Margherita, la più antica chiesa di Lana, avvolta nelle leggende. La seconda, una performance musicale al buio, è stata ospitata nel bunker del Passo Palade, parte del sistema di fortificazioni del Vallo Alpino del Littorio. Il pubblico è stato condotto in fila indiana attraverso un lungo corridoio scavato nella montagna, totalmente al buio. Collega i due eventi un viaggio tra due diverse architetture, una religiosa, l’altra militare, lontane anche nel tempo. Il tempo, dunque, influisce sull’azione, continuamente richiamato all’interno dei testi recitati. I diversi eventi e azioni contribuiscono a un’indagine artistica e storica dei luoghi abitati; esperire, toccare con mano, attraversare il tempo e lo spazio per approdare a una conoscenza più profonda e consapevole del territorio in cui si vive.

LanaLive International Culture Festival 2017. Nemanja Cvijanovic, Carnyx. Photo Maria Giapp
LanaLive International Culture Festival 2017. Nemanja Cvijanovic, Carnyx. Photo Maria Giapp

A DIFESA DEI CONFINI

Scendendo dalla Strada delle Palade si incontra l’opera dell’artista croato Nemanja Cvijanovic: due fotografie alte tre metri ritraggono un uomo vestito da Tiroler Schützen, la milizia volontaria adibita alla difesa territoriale della Contea del Tirolo. Il Passo delle Palade diviene sia collegamento sia confine, il margine è molto stretto. Allude a questo senso di difesa dal nemico anche la carnyx, strumento di forma zoomorfa suonato fin dalla preistoria per scacciare i nemici, ricostruita e conservata presso una delle Banche di Lana.
Sono molte poi le storie di migrazioni che si intrecciano: la storia del fabbro “Guaritore”, la cui fama giunge fino a Vienna o il film Itaker – Vietato agli italiani, che racconta i tristi risvolti dell’emigrazione italiana in Germania negli Anni Sessanta.

Antonella Palladino

www.lanalive.it

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.