Apre il CRAC a Taranto. Un piccolo nuovo museo per rilanciare la cultura in città

Un piccolo museo che parte dall’esperienza di una Fondazione per l’infanzia e un corpus di disegni eccellenti. Con un comitato scientifico di lusso: Barilli e Corà.

Il CRAC di Taranto, ph. Claudia Miano

Funestata dalle cronache degli ultimi decenni, la città di Taranto, tra i centri più danneggiati da politiche di industrializzazione discutibili, e dal conseguente spopolamento, sta affrontando un momento nevralgico che la mette al centro del dibattito nazionale e della storia culturale regionale. Proprio dalla cultura, infatti, sembra voler ripartire la città, che nel corso degli ultimi anni ha ospitato le due significative tappe del progetto “Taranto Opera Viva” dell’artista Alessandro Bulgini, che nel corso degli ultimi mesi ha riabitato con le sue azioni la città vecchia, ma anche dalla più istituzionale presenza del forum ArtLab di Fondazione Fitzcarraldo, sempre nella primavera in corso, l’affascinante progetto interattivo nelle carceri curato da Achille Bonito Oliva, o ancora la meno recente nascita del Museo MARTA, il polo archeologico afferente al MIBACT, con un focus ideale sull’area ionica.

IL CRAC DI TARANTO

È notizia degli ultimi giorni la nascita in città del CRAC – Centro di Ricerca di Arte Contemporanea, un piccolo museo, come spiega il neodirettore, il curatore pugliese Roberto Lacarbonara, “nato da una preziosissima collezione di progetti, disegni e studi preparatori di artisti storici, da Pascali a Mainolfi, da Alviani a Beuys, da Carrino a Spagnulo, da Munari a Sordini”. CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea. Il progetto nasce come costola della Fondazione Rocco Spani che da 25 anni si occupa di infanzia e didattica a livello nazionale. La fondazione, si legge nello statuto, “ha per scopo l’attuazione di iniziative del più alto interesse sociale quale l’educazione, la cultura e solidarietà negli strati meno abbienti, in tutto il territorio nazionale, a garanzia della protezione, sotto il profilo fisico e morale, dell’infanzia abbandonata o priva di assistenza”. Presieduto dall’artista Giulio De Mitri, con un comitato scientifico formato da Bruno Corà e Renato Barilli, il museo aprirà con due mostre simbolo soprattutto per Taranto: un omaggio a Giuseppe Spagnulo, scomparso un anno fa e una mostra, come spiega Lacarbonara “sui progetti e le immagini di un parco sculture romagnolo, Santa Sofia, esempio virtuoso e eccellente del coniugare arte e ambiente”. L’inaugurazione è prevista per il 9 giugno.

Santa Nastro

 

GIUSEPPE SPAGNULO. Ritorno a Taranto 
Dal 9 al 30 giugno 2017
Giuseppe Spagnulo. Ritorno a Taranto
Fotografie di Danilo De Mitri

CRAC_arte&ambiente
LUNGO LE ACQUE DEL BIDENTE, Progetti e installazioni del Parco Sculture di Santa Sofia
a cura di Renato Barilli
Dal 9 al 30 giugno 2017
Lungo le acque del Bidente

CRAC _ Centro Arte Contemporanea
ex Convento dei Padri Olivetani
Corso Vittorio Emanuele II 17, Taranto

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.