Alina Kalczyńska Scheiwiller e il libro d’arte. A Milano

Biblioteca Nazionale Braidense, Milano – fino al 15 aprile 2017. In uno spazio austero e insieme luminoso, Alina Kalczyńska ha ricostruito quarant’anni di lavoro attorno al segno e al libro d’artista. In un dialogo fitto con i poeti, crinale di tutta la sua esistenza.

Lux, Otranto, 1999, libro-oggetto. Photo Marirosa Toscani Ballo, dettaglio

È una mostra da leggere e scoprire, passo dopo passo, quella allestita nella sala principale della Biblioteca Braidense. È il luogo perfetto per ospitare la mostra antologica di Alina Kalczyńska, l’artista polacca, classe 1936, che oltre trent’anni fa è approdata – e si è fermata, a metà strada tra le sue Cracovia e Otranto – a Milano per amore dell’editore Vanni Scheiwiller. A unirli c’è anche l’attenzione per il libro e l’incisione, che Alina declina in un sofisticato lavoro legato al segno, associato alla parola scritta. Non la interpreta, ma la valorizza, in un dialogo costante e dialettico che la spinge a confrontarsi con l’editoria, concependo libri d’artista in edizione unica o limitata. Con i suoi segni, rigorosissimi e insieme poetici, e con colori ricercati e legati a un’osservazione costante della natura, accompagna le parole di Szymborska o Sbarbaro, di Montale e tanti altri. Sono le parole ricercate anche da suo marito Vanni, fine intellettuale, amico degli artisti e compagno di strada di molti di loro (da Melotti ad Azuma). I tanti libri d’artista, le xilografie e le tecniche miste esposte rivelano quella che Giuseppe Appella definisce “la giocosa leggerezza della linea”. Mentre le didascalie – scritte in prima persona – svelano storie e incanti celati tra le linee sulle carte pregiate e incise. Storie di un tempo in cui arte e editoria erano le ragioni di una vita intera.

Lorenzo Madaro

Evento correlato
Nome eventoL'arte del libro di Alina Kalczyńska
Vernissage14/03/2017 ore 18
Duratadal 14/03/2017 al 15/04/2017
AutoreAlina Kalczyńska-Scheiwiller
Generipersonale, disegno e grafica
Spazio espositivoBIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE
IndirizzoVia Brera 28 - Milano - Lombardia
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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.