La Treccani apre le porte all’arte contemporanea. E celebra Gramsci con Elisabetta Benassi

L’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani e oggi diretto da Massimo Bray celebra il fondatore del Partito Comunista morto nel 1937 a 80 anni dalla sua morte. Lo fa attraverso una mostra e un concerto, con un’opera di Elisabetta Benassi e la musica di Luigi Nono.

Massimo Bray
Massimo Bray

Ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non debbono essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così essi stessi hanno voluto consapevolmente.” Così scriveva Antonio Gramsci parlando di sé e prima di morire quel lontano 27 aprile di 80 anni fa, nel 1937, estremamente provato da 10 anni di carcere. Come è noto, il fondatore del Partito Comunista italiano fu accusato durante il ventennio fascista di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe e incarcerato successivamente nel 1927. Nella sua requisitoria il pm Isgrò disse: “dobbiamo impedire per vent’anni a questo cervello di funzionare”. Ma nonostante la reclusione, il cervello di Gramsci non ha mai smesso di essere attivo e ha continuato a funzionare, con il portato rivoluzionario delle sue idee fino ad oggi, influenzando intellettuali, scrittori, politici, e naturalmente artisti.

LA MOSTRA DELLA BENASSI

Tra questi c’è Elisabetta Benassi, che in occasione delle celebrazioni fortemente volute dall’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, in collaborazione con Fondazione Gramsci, presenta una one day exhibition dell’artista, intitolata Passato e Presente. La Treccani, da sempre vicina alla figura del pensatore e politico sardo ha voluto ricordarlo nelle sale di Palazzo Mattei di Paganica sede romana da 90 anni dell’Istituto diretto da Massimo Bray. “La mostra”, ci racconta il curatore Jacopo Ceni, “si svolge in tre sale da poco ristrutturate che verranno presentate totalmente vuote. Lo spettatore sarà invitato a percorrere il corridoio – come nella navata di una chiesa – che le collega tutte nella semioscurità, come in una processione laica, guardando in prospettiva il muro che chiude il percorso dove si trova il lavoro della Benassi, unico elemento illuminato”. Si tratta del libro Passato e Presente, capitolo finale dei Quaderni dal Carcere, che l’artista trafigge con un chiodo di ferro battuto per fermarlo alla parete (ma anche evocando implicitamente la passione cristologica che Gramsci ha affrontato nella sua opposizione strenua al fascismo).

UNA TRECCANI DIVERSA

Ma perché l’arte contemporanea? “Abbiamo cercato di fare”, continua Ceni, “le cose in una maniera un po’ diversa. Anziché riproporre l’idea di un convegno o di una giornata di studi, abbiamo cercato di mandare un messaggio in maniera nuova. E la figura di Gramsci si presta perfettamente ad una operazione del genere”. Ed è infatti la prima volta che l’Istituto apre le porte all’arte contemporanea, con un modello che non è parte di un programma, ma che potrebbe essere ripetuto nel futuro della Treccani. Completa il percorso, tra sacro e riturale, l’esecuzione del brano La fabbrica illuminata di Luigi Nono. Anche questo brano ha una storia di censura e opposizione.  Pensata per nastro magnetico e voce, con testi di Giuliano Scabia, (in questa occasione sarà interpretata dal mezzosoprano Monica Bacelli) venne commissionata dalla RAI nel 1964, ma al momento della trasmissione fu respinto perché troppo politicizzato. Il pezzo era infatti nato da una ricerca dello stesso Nono negli stabilimenti dell’Italsider, dove il musicista si era recato al fine di documentare le condizioni degli operai e per registrare il “sound” della fabbrica. Questa rielaborazione, che non convinse la RAI di allora, fu poi trasmessa per la prima volta il 15 settembre successivo a Venezia, in occasione del XXVII Festival internazionale di musica contemporanea – La Biennale.

Santa Nastro

27 aprile alle ore 18,30
Istituto della Enciclopedia Italiana
Palazzo Mattei di Paganica
Piazza della Enciclopedia Italiana, 4, 00187 – Roma (RM)
Sito web: www.treccani.it

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.