Durante la settimana fieristica, Madrid si converte sempre più in un polo di attrazione per appassionati d’arte contemporanea, aggiungendo mostre e rassegne al già fitto calendario degli appuntamenti proposti da Arco.

Per l’edizione di Arco Madrid 2017, l’Argentina occupa in città, e nella cintura metropolitana, uno spazio privilegiato, grazie anche al contributo diretto del Ministero della Cultura del governo di Mauricio Macri, promotore di molti degli eventi del cosiddetto programma parallelo. È una autentica invasione di happening culturali che coinvolge più di sessanta artisti di tutte le discipline: dall’arte al teatro, dal cinema alla letteratura, ma anche musica rock, pop e classica.
Limitandoci alle arti visive, il programma istituzionale delle mostre curate da Sonia Becce è già di per sé assai nutrito e diversificato. Il CA2M di Mostoles ospita Perspectiva, personale del poliedrico artista argentino Jorge Macchi, realizzata in collaborazione con il Museo Malba di Buenos Aires. Vi sono esposte un quarantina di opere su carta, video, dipinti, installazioni provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. In due sale del Thyssen-Bornemisza si potranno ammirare invece i lavori di Ultramar, Fontana, Kuitca, Seeber e Tessi, in un dialogo serrato con i capolavori più contemporanei della collezione permanente del museo.
Ancora più vasta e capillare è la distribuzione di En el ejercicios de las cosas,  manifestazione curata dalla stessa Becce insieme a Mariano Mayer e pensata come un’unica grande mostra distribuita in otto sedi diverse, in ciascuna delle quali si confrontano aspetti comuni del lavoro di artisti argentini di diverse generazioni. Ogni sede porta un sottotitolo che è come una pista con qualche indizio per comprendere meglio il criterio di accostamento fra le opere: gli spazi sono Alimentación 30, la Biblioteca Nacional, Casa de América, la Casa Museo Lope de Vega, il Centro Cultural Casa de Vacas, il Centro Conde Duque, il Museo Cerralbo e la Tabacalera. Impossibile elencare i nomi di tutti gli artisti coinvolti: suggeriamo di affrontare il percorso con pazienza, animati dallo spirito di un moderno esploratore alla scoperta della vivacità del linguaggio contemporaneo d’Oltreoceano.
Da CentroCentro, invece, spazio espositivo del Comune di Madrid in plaza de Cibeles, Eduardo Berti e Monobloque allestiscono Inventario de inventos inventados, un’enorme biblioteca fatta di invenzioni editoriali: oggetti cioè che esistono solo nella finzione letteraria, o meglio, creati nelle pagine dei libri o nella mente degli autori.
Alla Fondazione Telefonica, in Gran Via, Leandro Erlich, fra gli artisti  argentini con maggiore proiezione internazionale, ricrea due delle sue installazioni più interessanti: Nido de las nubes e Changing Rooms. Il Museo Reina Sofia, invece, presenta la serie di David Lamelas Tiempo como actividad, raccolta completa dei video in 16 mm. dell’artista argentino realizzati in diverse città del mondo in momenti precisi, dal 1969 ad oggi. La proiezione è prevista per il 24 e 25 di febbraio, alle 18, e comprende anche la novità dal titolo Time as activity. Madrid 2017.
Alla Tabacalera, infine, l’artista argentino Leandro Katz propone un compendio della sua attività audiovisiva nella mostra El rostro della gaviota (dal titolo di una sua opera): si tratta di sedici serie che includono film sperimentali, documentari, fotografie e testi dagli Anni Settanta a oggi.

Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Collezione Coppel, exhibition view at Fondazione Banco Santander, 2017
Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Collezione Coppel, exhibition view at Fondazione Banco Santander, 2017

LE COLLEZIONI SUDAMERICANE

Merita più di un cenno la presenza quest’anno in contemporanea a Madrid di tre grandi collezioni private sudamericane – Hochschild (Perú), Costantini (Argentina) e Coppel (Messico) – alle quali la direzione della fiera conferisce l’annuale Premio A al collezionismo di qualità. Si tratta di veri mecenati, più che di semplici collezionisti, che uniscono alla passione per le arti del nostro tempo il desiderio di promuovere progetti culturali e di appoggiare il lavoro degli artisti emergenti nei loro rispettivi Paesi.
I messicani Isabel e Augustin Coppel sono gli ospiti di turno della Fondazione Banco Santander, che ogni anno, in occasione di Arco, si presta come vetrina di una collezione di respiro internazionale. Nella cittadella finanziaria di Boadilla del Monte (a una quindicina di chilometri dalla capitale) sono in mostra centoventi opere di artisti come Boetti, Carrion, Bruce Neumann, Pistoletto, Lucio Fontana e Cindy Shermann, il meglio della raccolta iniziata nel 1990 dalla coppia di mecenati, in origine orientata soprattutto all’arte messicana e alla fotografia. Tra l’altro, una copiosa selezione di immagini e di video degli stessi Coppel è oggetto della mostra Life World, che si inaugura a fine febbraio negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, a Torino.
Alcuni importanti pezzi dell’argentino Eduardo Costantini sono collocati invece tra le gallerie dell’Accademia di Belle Arti di San Fernando – fra i musei più interessanti ma meno visitati della capitale spagnola – al fianco di inestimabili capolavori di Goya, Rubens e dell’Arcimboldo. Ci sarà anche l’opportunità di ammirare Baile a Tehuantepec, l’opera più importante di Diego Rivera conservata in una collezione privata fuori dal Messico. La presenza di Costantini ad Arco è doppiamente significativa anche in quanto il magnate è il promotore del Malba, il museo di Arte latinoamericana di Buenos Aires.
Giunge infine per la prima volta in Europa una selezione delle opere acquisite da Eduardo Hochschild, esposte nella Sala Alcalà 31, spazio della Comunidad di Madrid, sotto il titolo Prossima Fermata. Un’occasione interessante per conoscere da vicino l’espressione più autentica delle arti plastiche peruviane del XX e XXI secolo: come la pittura surrealista di Tilsa Tsuchiya, i grandi quadri astratti di Fernando de Szyszlo o le fotografie di Mario Testino, tra i nomi prediletti dal collezionista; senza dimenticare l’opera di giovani meno noti, ma dalla traiettoria già internazionale, come Elena Damiani, Mariana Román,José Carlos Martinat e David Zink Yi.

Fernando Bryce, El Mundo en Llamas, Próxima Parada. Artistas peruanos en la Colección, exhibition view at a Sala Alcalá 31 de la Comunidad de Madrid, 2017
Fernando Bryce, El Mundo en Llamas, Próxima Parada. Artistas peruanos en la Colección, exhibition view at a Sala Alcalá 31 de la Comunidad de Madrid, 2017

LE ALTRE MOSTRE IN CITTÀ

Limitandoci di nuovo all’ambito dell’arte contemporanea, segnaliamo le proposte del Museo Reina Sofia, che in occasione di Arco inaugura due esposizioni dal carattere più storico che contemporaneo. Art et Liberté. Rottura, guerra e surrealismo è un omaggio a un collettivo di artisti egiziani che, tra il 1938 e il 1948, ha sviluppato un’estetica surrealista contro l’accademismo e l’ambiente borghese del loro Paese. La prima monografica della primavera (in attesa della grande mostra dedicata all’anniversario di Guernica) è dedicata invece all’artista Bruce Conner, fra i più apprezzati talenti nordamericani della seconda metà del Novecento. Giunge per la prima volta in Spagna la nutrita e diversificata produzione di Conner: duecentocinquanta opere in oltre cinquant’anni di carriera, dalla pittura alla scultura, dall’assemblaggio al collage, inclusi video e fotografia.
A due passi dal Reina Sofia, la Casa Encendida ospita due interessanti appuntamenti. Vivan los campos libres de España è il titolo della personale dell’artista spagnolo Antonio Ballester Moreno, che invita alla contemplazione del paesaggio attraverso una trentina di tele di grande formato e due installazioni, che mescolano l’astrazione della geometria con la cultura popolare e gli spunti della natura. Esercizi di resistenza s’intitola invece la mostra dell’argentino Nicolás Robbia, che usa il disegno come atto di resistenza, come maniera unica e personale di vedere il mondo.
Il centro culturale Conde Duque ospita anche una selezione di trentaquattro immagini manipolate del fotografo madrileno Chema Madoz, dal titolo Viaggiatore Immobile. Il progetto è appoggiato dalla Fondazione Maria Cristina Masaveu Peterson, che promuove l’immagine artistica del Principato di Asturie.
E per concludere con la fotografia, il Caixaforum presenta Sorprendeme!, personale del fotografo lituano Philippe Halsmann, che nel suo studio di Montparnasse ritrasse André Gide, André Malraux, Marc Chagall, Le Corbousier e tanti altri personaggi celebri della Parigi del Novecento. La Fundación Mapfre offre infine una completa personale di Lewis Baltz, fotografo americano scomparso qualche anno fa e impegnato anche in Italia in un progetto di recupero a Colle Val d’Elsa, progettato da Jean Nouvel. Presenza italiana anche sul fronte galleristico, con la rassegna Material Life, curata da Davide Ferri negli spazi di The Goma.
In mostra le opere di Riccardo Baruzzi, Michael Bauer, Luca Bertolo, Merlin James, David Schutter, nel solco di un’indagine sulla pittura e sulle modalità della rappresentazione in epoca contemporanea.

– Federica Lonati

www.ca2m.org
www.centrocentro.org
https://espacio.fundaciontelefonica.com
www.museoreinasofia.es
www.fundacionbancosantander.com
www.realacademiabellasartessanfernando.com/es
www.lacasaencendida.es
http://condeduquemadrid.es/
https://obrasociallacaixa.org/
www.fundacionmapfre.org/fundacion/es_es/
www.thegoma.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.

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