I 5 migliori giovani artisti italiani? Li scelgono i direttori delle fiere

La Lettura, domenicale culturale di casa Corriere della Sera, pubblica le preferenze di Ilaria Bonacossa di Artissima (Torino), Alessandro Rabottini di Miart (Milano) e Angela Vettese di Arte Fiera (Bologna)

Giulia Cenci
Giulia Cenci

Qualcuno, di questo fatto, apprezzerà l’onestà intellettuale, l’indipendenza di giudizio, l’originalità delle scelte. Ma qualcun altro magari lo vedrà come l’ennesima conferma della mediocrità del panorama italiano nell’arte d’oggi, nell’emergere dei giovani talenti. È possibile, domandandosi, che chiedendo a tre grandi esperti della scena nazionale di menzionare i loro 5 under 40 italiani preferiti, non si trovino d’accordo su nessun nome? Neanche 2 su 3 indichino almeno uno stesso artista? Questo “fatto” si è verificato oggi, ed a provocarlo è stato La Lettura, domenicale culturale di casa Corriere della Sera. Ed i tre esperti interpellati non sono tre qualsiasi, bensì i direttori – tutti al primo anno di incarico nel 2017 – delle tre maggiori fiere d’arte del Paese: Ilaria Bonacossa di Artissima (Torino), Alessandro Rabottini di Miart (Milano) e Angela Vettese di Arte Fiera (Bologna).

5 ITALIANI E 5 STRANIERI

Le risposte? Totalmente discordanti, accennavamo. I top under 40 italiani per Ilaria Bonacossa sono Matteo Rubbi, Anna Franceschini, Invernomuto, Davide Savorani, Irene Dioniso. Alessandro Rabottini risponde con Luca Monterastelli, Andrea Romano, Francesco Arena, Patrizio Di Massimo, Giulia Cenci, mentre Angela Vettese promuove Serena Vestrucci, Giulio Squillacciotti, Caterina Erika Shanta, Roberto Fassone, Diego Marcon. Poi La Lettura – dopo un’interessante intervista-a-tre su cos’è l’arte contemporanea, sul ruolo delle fiere d’arte, sul rapporto tra contemporaneo e classicità – allarga lo sguardo, chiedendo i migliori 5 a livello internazionale. Qui la direttrice di Artissima propone Cally Spooner, Adrien Missika, Xu Zhen Madein Company, Cecile B. Evans, Kasia Fudakowski, seguita dal nuovo direttore di Miart che si gioca Uri Aran, Michael E. Smith, Jordan Wolfson, Jean-Marie Appriou, Helen Marten. Le scelte della direttrice di Arte Fiera – ormai a 10 giorni dal via, a Bologna – sono invece per Christodolou Panayatou, Laure Prevost, Camille Henrot, Nick Mauss, Lucy McKenzie.

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10 COMMENTS

  1. Migliori su quali basi, dal momento che sono l’uno la sfumatura dell’altro secondo parametri omologhi? Gli artisti menzionati non mettono mai in discussione un sistema autoreferenziale e che non è nemmeno di élite, ma solo ignorato oltre gli addetti ai lavori. Abbiamo un enorme problema formativo per artisti destinati a tentare di vendere gingilli costosi meglio detti Ikea evoluta.

    • è normale… l’arte mica è la moda!

      di artisti importanti – che spostano paradigmi o fanno vedere le cose in modo diverso – ne vengono fuori uno ogni morto di papa

      come è sempre successo e sempre succederà

      proprio perché l’arte non è merce, ma visione

      • No, invece ê il contrario questi sembrano artisti pronto moda, versioni deboli di artisti consolidati. Non posso permettermi Martin Creed per 10.000 prendo quello che lo scimmiotta per 1000

  2. Abbiamo un enorme problema: leggere costantemente i commenti di Luca Rossi, sempre uguali e sempre noiosi. Ripigliati!

  3. è come dire che non è più possibile fare una selezione : ma è possibile che tutti facciano nomi diversi? Forse se si alza l’asticella la rosa dei nomi sarebbe più ristretta , ma come si fa ad alzare l’asticella? Probabilmente bisognerebbe mettere in discussioni i “valori acquisiti”degli ultimi cinquant’anni verso un deciso cambio di rotta. Verso dove? La direzione potrebbe anche non essere univoca. Ma in questa massa di artistini con i loro lacerti di opere , con i loro discorsi frammentari e inconcludenti c’è qualcosa di sbagliato e i giudici minano ulteriormente la propria credibilità.

  4. E’ se fosse un segnale positivo così tanta varietà? Non siamo forse in una fase di grande trasformazione che produce una marea di rivoli che prima o poi produrranno un grande fiume

  5. I curatori hanno percorsi molto diversi per cui è giusto che abbiano riferimenti così differenti

  6. Scusate l’intrusione di un autodidatta spaesato e sicuramente ignorante, convinto di avere qualcosa da dire ma certamente inadeguato e fuori dal mondo:
    1) cosa s’intende per artista ,oggi. Un professionista che ha scelto di dedicare la sua vita e il suo lavoro alla ricerca di un’espressione originale nei vari campi dell’arte? E che di questo vuol vivere?
    2)Una persona che dedica il suo tempo libero allo studio e alla conoscenza dell’uomo e che applica la sua creatività ad una disciplina artistica a lui piu’ congeniale,cercando di comunicare a livello profondo con altre persone che sentono il mondo vibrare all’unisono?
    3)Quali sono i criteri di bellezza e di autenticità , forse unicita’,con cui i grandi critici scelgono i migliori artisti e ne segnano la sorte umana e la carriera?
    4)Per essere artisti ascoltati dai grandi critici o presi in considerazione dalle grandi gallerie bisogna per forza essere professionisti, oltre che, appunto, riconoscibili come artisti?

  7. Ma è chiaro che se si chiede a curatrici da fiera vengono citati artisti da fiera. (In emilia curatrici da fiera, artisti da fiera è una espressione polisemica con un significato letterale e uno eufemistico…)

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