Si presenta a Bologna Project Marta. Una nuova start-up per il restauro del contemporaneo

La fondatrice è Benedetta Bodo di Albaretto, una giovane conservatrice di Torino. Il progetto permette di creare un identikit dell’opera d’arte contemporanea e tutelarne e monitorarne le condizioni

Il tempo dei luoghi, Maura Banfo
Il tempo dei luoghi, Maura Banfo

Nasce a Torino, ma viene presentato a Bologna in occasione di Arte Fiera, Project Marta – Monitoring Art Archive, un nuovo servizio per la tutela dell’arte contemporanea messo a punto da Benedetta Bodo di Albaretto, conservatrice e diagnosta per i beni culturali, con il supporto dell’Associazione You and Partners, che ne condivide missione, valori e obiettivi. Il progetto, che sarà presentato ad Arte Fiera il 29 gennaio dalla sua ideatrice, vede la luce dopo un’esperienza quasi decennale nel settore della giovane fondatrice torinese, 33 anni, attualmente collaboratrice del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale. Che nel corso della carriera ha collaborato con gallerie, collezionisti, restauratori. Nel 2016 ha cominciato a costruire questo nuovo progetto. Raggiunta da Artribune ha commentato: “è stato un anno di preparativi, in cui definire le priorità e gli interlocutori, di prove pratiche e di consolidamento delle relazioni. Una intensa fase di confronto con gli artisti mi ha permesso di mettere insieme una serie di case histories differenziate”.

IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO

Ma come funziona Project Marta? “Si basa su alcuni step: il cliente, in genere i collezionisti, contatta Project Marta per approfondire una o più opere d’arte contemporanea. Noi prendiamo contatto con l’artista che ha realizzato l’opera“, continua la Bodo, “e affrontiamo tramite un’intervista diretta una serie di temi tecnici specifici legati alla conservazione, la manutenzione ed eventualmente il restauro della stessa.  Le informazioni raccolte sono alla base della redazione di una scheda tecnica professionale, frutto del lavoro di esperti e degli input diretti ed indiretti dell’autore“ (ad esempio risalendo ai suoi fornitori, alle tecniche utilizzate per la realizzazione dell’opera, approfondendo con restauratori ed esperti le specifiche delle materie utilizzate…). La scheda accompagnerà l’opera durante tutta la sua vita e sarà sottoscritta dal responsabile Project Marta e dall’artista stesso (che così certifica la sua volontà al momento della redazione del documento, con interessanti ripercussioni legali. A questa segue la pubblicazione di un abstract che non comprende dati sensibili e che viene indicizzato sull’archivio online dal 29 gennaio, utile al pubblico, ma anche a chi vorrebbe richiedere un prestito dell’opera per una mostra, o a chi, semplicemente, interessa sapere come funziona il servizio.

LE RICADUTE ECONOMICHE

I guadagni eventuali della start-up sono molto legati alla natura dell’opera su cui viene sviluppata la scheda. Tendenzialmente, conclude la Bodo, “la filosofia di Project Marta è di offrire uno strumento versatile e snello, anche a livello di investimento, ma il più possibile approfondito e pragmatico, che limiti spese maggiori, inevitabili con il deperimento delle opere. ‘Prevenire è meglio che curare’, insomma, in un settore molto più complesso rispetto ad epoche precedenti soprattutto per materiali e tecniche utilizzate, oltre ai più frequenti spostamenti per prestiti e allestimenti in condizioni ambientali non controllate”. Lo strumento è peraltro accessibile anche al piccolo collezionista, ed ha una finalità didattica oltre che commerciale, perché ha l’obiettivo di voler “educare” la filiera dell’arte contemporanea ad una maggiore consapevolezza sulla necessità di conservare adeguatamente le opere. Una buona pratica che la fondatrice e i suoi partner sperano di diffondere il più possibile, come strumento di tutela reale del valore materiale ed intrinseco dell’opera.

Santa Nastro

www.projectmarta.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.