Anche lo Skulptur Projekte Munster raddoppia. Nel 2017 la grande mostra decennale arriva a Marl

Una disamina su memoria, passato, tracce nella Germania Occidentale porta il team capitanato da Kasper König a stringere una partnership con lo Skulpturenmuseum Glaskasten di Marl. Ecco come si realizza

Skulptur Projecte Munster 2007
Skulptur Projecte Munster 2007

Mostre che delocalizzano. Che sia questo il futuro dei grandi eventi espositivi, degli appuntamenti fieristici e delle Biennali? Abbiamo più volte parlato del progetto di Art Basel City, che mette il brand e l’expertise AB a disposizione di nuovi territori interessati a sviluppare progetti culturali. E poi della decisione di documenta di realizzare un’anteprima ateniese allo scadere dei cinque anni dalla scorsa edizione curata da Carolyn Christov-Bakargiev, prima di inaugurare il consueto appuntamento a Kassel. Ora, un’altra notizia viene dal mondo delle mostre e con scadenza il 2017, e riguarda la terza sorella del grand tour svizzero-tedesco, lo Skultpur Projekte Munster. Proprio in questi giorni infatti il team curatoriale della storica rassegna che si tiene ogni 10 anni, formato da Kasper König (direttore artistico) assieme a Britta Peters e Marianne Wagner (curatori), ha comunicato la propria volontà di seguire l’esempio e delocalizzare, senza però andare troppo lontano.

SCULTURE A 60 KM
È una prima volta per la mostra, sempre rimasta nei confini della cittadina di cui porta, almeno nel linguaggio colloquiale, il nome. Verso la quinta edizione, le tracce delle trascorse edizioni sono diventate un’importante condizione aggiuntiva e site specific per tutti i soggetti coinvolti. Ciò si è tradotto in un esame intenso, non solo dell’ambiente urbano, ma anche della genesi della mostra stessa, che è strettamente intrecciata con la storia della Germania occidentale del dopoguerra. In questo contesto, il team ha stretto una importante collaborazione con lo Skulpturenmuseum Glaskasten di Marl, nato nel 1982 a quasi 60 km da Munster, che diventerà un’importante controparte, anche grazie alla mission comune, della “decennale” dedicata alla scultura contemporanea e alle grandi installazioni.

I PROGETTI
Marl, città di 85mila abitanti, vedrà la propria collaborazione con Munster svilupparsi attraverso diversi progetti: Skulptur exchange, uno scambio intercittadino avente come tema i contesti e i luoghi. Artists working in both places – il nome spiega già tutto -; Models: un’installazione tematica al Glaskasten di Marl con modelli tratti dall’archivio dello spazio espositivo e della quinquennale; Authors in residence, un progetto di scrittura guidato da Monika Einck; infine il simposio Nothing Permanent che si svolgerà a settembre dal 13 al 15 in collaborazione con l’Henry Moore Institute e in collaborazione tra le due città, sui temi della relazione e l’attualità tra scultura, monumenti e spazio pubblico.

Santa Nastro

www.skulptur-projekte.de

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.